4 marzo 2013

Riforma delle Province Crocetta convoca Leanza e Gucciardi

Riforma delle Province Crocetta convoca Leanza e Gucciardi:
Lo ha detto ieri in televisione e oggi ha subito colto la palla: il governatore Crocetta ha riunito a palazzo d’Orleans i due capigruppo dei partiti di maggioranza, Baldo Gucciardi e Lino Leanza per discutere della riforma delle province regionali che questa sera dovrebbe essere argomento di discussione in giunta per approdare poi domani nella commissione, la prima affari istituzionali convocata sull’argomento. Il governatore ha detto che intende abolire le Province creando i liberi consorzi ma non sarà facile mettere d’accordo gli alleati. L’Udc infatti è contraria, nel Pd ci sono posizioni differenti, mentre il Pdl vuole andare al rinnovo delle Province a maggio, quando scadranno gli organismi elettivi.

In commissione Affari istituzionali ci sono già nove disegni di legge e il presidente dell’assemblea, Giovanni Ardizzone ha annunciato che in assenza di un testo unificato avrebbe portato in aula uno qualsiasi dei nove ddl per affrontare in Parlamento la discussione. La commissione, comunque, ha scritto un testo base che prevede il rinvio delle elezioni di un anno, con la nomina di commissari, in attesa di scrivere una legge organica, che mantiene però le attuali Province riducendone i costi, attraverso il taglio del numero dei componenti delle giunte, dei consiglieri e delle indennità.

Il presidente della commissione, l’ex Udc Marco Forzese poi transitato nei ‘Democratici e riformisti per la Sicilia’, nei giorni scorsi aveva concordato col governatore la strategia. Ma i 5 stelle fanno leva sul grande risultato ottenuto alle politiche (in Sicilia sono il primo partito con oltre il 30%) per ottenere l’immediata abolizione degli enti senza alcun rinvio, uno dei punti del loro programma. Tant’è che se si decidesse di andare al voto a maggio, i grillini non presenteranno alcun candidato.

Diretta della riunione degli eletti M5S a Roma

Diretta della riunione degli eletti M5S a Roma:
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Gli eletti hanno votato per alzata di mano i capigruppo e portavoce di Camera e Senato. Il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato è Vito Crimi. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera è Roberta Lombardi. Il MoVimento 5 Stelle effettuerà una rotazione trimestrale dei capogruppo e portavoce Camera e Senato con persone sempre differenti, la scelta dei capogruppo sarà operata dai gruppi di Camera e Senato. Segui la diretta su LaCosa

La speranza di ogni cittadino

La speranza di ogni cittadino:
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"La mia speranza è che il primo provvedimento del Parlamento sia l’eliminazione dei privilegi elencati nell’articolo riportato qui di seguito: Elezioni 2013: i “trombati” e la consolazione di tfr e vitalizio: "Per quella categoria di politici che, poco elegantemente ma in maniera molto eloquente, viene definita la categoria dei Trombati c'è il diritto alla buonuscita, per reinserirsi nel mondo dell'occupazione, naturalmente. Gianfranco Fini riceverà una buonuscita di 300mila euro (tassata come il tfr), potrà contare per altri dieci anni su un ufficio a Montecitorio e su un team di collaboratori (da due a quattro), e ogni tanto potrà anche concedersi di usare un'auto blu. Per tutti vale, comunque, la medesima cifra: 9.362 euro lordi per ogni anno di mandato. Ma andrà sicuramente meglio a Roberto Formigoni, 18 anni da Presidente di Regione in Lombardia: a spanne, un trattamento di fine rapporto fra i 450mila e i 500mila euro lordi. C'è poi l'annosa questione dei vitalizi: cancellati quelli regionali, ma dal prossimo "turno". Così, c'è chi, come Teodoro Buontempo, deputato per cinque legislature, poi divenuto Assessore della Regione Lazio proprio prima che venissero aboliti, non rieletto alla Camera, potrà beneficiare di due contributi a vita.". Ma non solo! Spero che i vitalizi e le buonuscite dei parlamentari vengano eliminati anche retroattivamente, in modo che i vari trombati possano prendere solo una normale pensione. E quest'ultima ipotesi unicamente nel caso in cui abbiano una sufficiente anzianità contributiva. Altrimenti si mettano a lavorare, come qualsiasi altro cittadino." Paolo E.

Esempi di budgets

budget Elezioni Politiche 2013 del PD

Rendiconto finanziario elezioni regionali 2012 del M5S Sicilia

EURES per trovare offerte di lavoro serie e salutare l'Italia

EURES per trovare offerte di lavoro serie e salutare l'Italia: EURES è il portale della Commissione UE che vanta quasi un milione e mezzo di offerte di lavoro, aggiornate in tempo reale in 31 paesi europei. Non manca nulla: CV dei candidati interessati, informazioni necessarie per vivere e lavorare all'estero e anche opportunità di apprendimento.

Huawei presenta TE30, il primo sistema di videoconferenza HD che supporta il Voice Dial

Huawei presenta TE30, il primo sistema di videoconferenza HD che supporta il Voice Dial:
Comunicato Stampa
Huawei TE30Milano, 4 marzo 2013: Huawei, azienda leader nelle soluzioni di Information e Communication Technology, presenterà domani al CeBIt 2013 di Hannover TE30, il primo sistema al mondo di videoconferenza ad alta definizione (HD) multifunzione che supporta il Voice Dial. Huawei TE30 rappresenta una svolta fondamentale per le videoconferenze, grazie a funzionalità potenziate che garantiscono agli utenti una migliore esperienza d’uso.
Il prodotto si installa in soli cinque minuti consentendo di iniziare subito una videoconferenza con qualità 1080p HD. Il nuovo supporto aggiuntivo per il Voice Dial è un’ulteriore prova della semplicità e flessibilità d’uso di Huawei TE30 e rende questo dispositivo la scelta ottimale per realizzare videoconferenze in sale di piccole e medie dimensioni.
Dotato di un’interfaccia agevole, il sistema TE30 di Huawei adotta un design compatto che integra videocamera, microfono e codec, assicurando un’installazione completa e accurata senza l’impiego di altri fili o cavi. In base alle necessità di utilizzo dell’utente, Huawei TE30 può essere fissato al muro, al soffitto o posto sul proprio televisore e dispone di accesso Wi-Fi tramite il quale è possibile connettere il microfono e il pad di controllo.  In soli cinque minuti, grazie a TE30 di Huawei, l’utente può trasformare una semplice sala riunioni in una sala videoconferenze HD senza alcuna assistenza tecnica.
Grazie all’esclusivo supporto Voice Dial, TE30 di Huawei permette agli utenti di pronunciare semplicemente il nome del luogo della conferenza per connettervisi. La funzione Voice Dial riconoscerà il comando vocale e farà partire direttamente la chiamata senza dover ricorrere al controllo remoto o alla digitazione di comandi.
TE30 di Huawei offre un’esperienza audiovisiva esclusiva con qualità video 1080p HD, dual stream 720p e standard audio AAC-LD. Huawei TE30 riesce a garantire lo stesso livello qualitativo anche in condizioni di scarsa connessione di rete grazie alle seguenti tecnologie:
·         L’high profile (HP) H.264 e la tecnologia Motion Video Enhancement 2.0 brevettata da Huawei sono in grado di migliorare la trasmissione video, riducendo il consumo di banda e continuando a fornire un’elevata qualità video;
·         lo Scalable Video Coding (SVC) H.264 e il SEC 3.0 permettono di realizzare video conferenze fluide anche quando si raggiunge il 20% di packet loss;
·          il sistema di identificazione facciale e una tecnologia a doppia velocità di commutazione garantiscono una videocomunicazione stabile in ambienti diversi.
Grazie alle nuove tecnologie e funzionalità, Huawei TE30 costituisce uno strumento innovativo per la videocomunicazione, a bassa larghezza di banda, di facile utilizzo e di grande utilità.

Ubuntu per il GK802 ora con accelerazione hardware

Ubuntu per il GK802 ora con accelerazione hardware: Lo Zealz GK802 è un mini computer con processore Freescale i.MX6 quad core, 1GB di memoria RAM e 8GB di memoria di storage venduto con Android, ben presto trasformato dagli appassionati in un piccolo media center con il quale riprodurre film in TV.

I numeri del Ponte sullo Stretto di cui nessuno parla

I numeri del Ponte sullo Stretto di cui nessuno parla:
Dopo anni di polemiche, di progetti, di dichiarazioni programmatiche dei vari governi che si sono succeduti, sul Ponte sullo Stretto di Messina cala definitivamente il sipario. Avviata la liquidazione della società, vengono risolti i contratti ancora in essere e si interrompe l’enorme flusso di fondi che da Roma ha alimentato per tutti questi anni sprechi, polemiche ed illusioni.
Una decisione irrevocabile, frutto della mancanza di qualsiasi visione strategica nel nostro Paese sulle grandi infrastrutture e segnale inequivocabile di un sistema intermodale dei trasporti inesistente, vittima della condanna  alla perifericità perenne emessa nei confronti della nostra terra. Oggi però non è tempo di polemiche, ne di dibattere sulla validità o meno dell’infrastruttura, visto che la decisione è stata già presa; molto più interessante parlare di cifre per capire cos’è accaduto in questi anni e cosa accadrà a partire da domani, quando inizieranno le rescissioni dei contratti e le relative liquidazioni.
Innanzitutto i costi sostenuti per la vita della società fino al 30 dicembre scorso: 300 milioni di euro, una cifra superiore, solo per fare un esempio, all’intero ammontare del finanziamento pubblico ai partiti di cui tanto oggi si parla; di questi gran parte se ne sono andati per mantenere i 43 dipendenti ed i componenti del consiglio d’amministrazione. Ma anche per alimentare un fiume inarrestabile di consulenze e privilegi, culminati con l’affitto della sede romana, nei pressi della stazione Termini, il cui costo annuo era di 600.000 euro; una fontana cui si sono abbeverati tutti i partiti dell’arco costituzionale, sia quelli che a favore del Ponte si dichiaravano, sia quelli che contro il Ponte di giorno facevano manifestazioni, ma di notte non disdegnavano di segnalare nomi di neo assunti, consulenti e progettisti vari.
Ma lo spreco legato al Ponte non finisce qui; anzi il meglio deve ancora venire. Saranno infatti  ben 45 milioni gli euro che lo Stato dovrà risarcire alla Eurolink, il cui 45% è posseduto da Impregilo, per la mancata sottoscrizione dell’accordo aggiuntivo sula fattibilità dell’opera. Un finanziamento che dovrebbe risarcire la società vincitrice della gara per le spese già sostenute, sempre che si riesca ad evitare di pagare la super penale da 312 milioni di euro contenuta nel bando di gara qualora lo Stato si fosse pentito, come accaduto, di realizzare l’opera. Quindi il costo finale per il Ponte mai costruito sarà, nella miglior delle ipotesi di 350 milioni di euro, con una previsione massima, addirittura di 612 milioni di euro.
Alla fine della fiera a guadagnarci, come nella migliore tradizione italiana, sarà stata soprattutto Impregilo e la sua cordata, riunita in Eurolink, che senza aver mai eseguito i lavori previsti si porterà a casa quasi 90 miliardi di vecchie lire; con buona pace di quanti continuano a gridare agli sprechi e ad additare i costi della politica come la causa principale dello stato in cui siamo ridotti. Purtroppo sono gli stessi che non si accorgono di cosa accade intorno, tra le pieghe dello stato, tra le mille inefficienze di cui mai nessuno parlerà. E’ lo specchio di un paese ferito, umiliato e spesso anche deriso dalla comunità internazionale. E l’immagine di un mezzogiorno e di una Sicilia violentata da un fiume di denaro che avrebbe dovuto trasformarla in una moderna California ed invece è servito solo ad arricchire i soliti noti e le solite grandi imprese del Nord.