11 dicembre 2013

Renzi tagli i finanziamenti al pd #Renziefirmaqui

Renzi tagli i finanziamenti al pd #Renziefirmaqui:
Renzie promette di tagliare 1 miliardo di costi
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Renzie vuole tagliare un miliardo di euro di costi della politica. La parola di Renzie è sacra. Gli voglio credere. Inizi dai soldi del partito di cui è segretario. Rinunci ai finanziamenti pubblici. E' sufficiente una firma. La lettera l'ho preparata io. Capitan Findus Letta ha raccontato balle su balle sul taglio dei rimborsi elettorali che si è puntualmente intascato a luglio insieme agli altri partiti: una rata di 91 milioni. Renzie rinunci ai 45 milioni di euro, comunque illegittimi. E, per finire l'opera, restituisca il malloppo di circa un miliardo di euro che il pdmenoelle si è intascato dal 1993, l'anno in cui gli italiani votarono per l'abolizione dei finanziamenti con un referendum.
Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai finanziamenti pubblici: 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, in virtù di un referendum come ha stabilito la Corte dei Conti.
Non è necessaria una legge, è sufficiente che Renzie dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Ho aggiornato il documento che Bersani si era rifiutato di firmare e che Renzie sicuramente firmerà (qualcuno può dubitarne?) per ufficializzare il rifiuto. #Renziefirmaqui!

Privatizzazione Stm: il governo fa dietro front

Privatizzazione Stm: il governo fa dietro front:
Il rischio di una cessione delle quote azionarie di StM di proprietà dello Stato sembra rientrare. Oggi, infatti, al Ministero dello Sviluppo economico si è tenuta una riunione in cui è emersa la volontà da parte del governo di non vendere le proprie quote. Alla riunione romana, che segue alla proteste di qualche giorno fa a Catania, hanno partecipato tra gli altri le delegazioni di Sel (con Erasmo Palazzotto) e M5S (con Tommaso Currò e Giulia Grillo),  il sindaco etneo, Enzo Bianco, i rappresentanti dell’Azienda e vertici sindacali della St di Catania.
“Le ampie rassicurazioni – ha detto Bianco – da noi ottenute nella riunione di oggi da parte dei rappresentanti del Ministero, confermano la disponibilità raccolta nel corso di incontri  istituzionali e politici a un  livello significativo e mirati a evitare che il controllo della società non andasse in mani francesi”.
Anche il deputato siciliano di Sel, Erasmo Palazzotto ha ribadito la “retromarcia sulla cessione di quote da parte del Governo”.
Sono confermati gli investimenti di 270 milioni di euro che l’azienda intende mantenere per far passare la fabbrica di Catania dalla produzione di fette di silicio da 6 pollici a quelle da 8 pollici: “Ci potrebbe essere forse un piccolo slittamento – spiega Bianco –  a causa del rallentamento del mercato, ma per il momento la tempistica è confermata. Abbiamo anche sollecitato una riflessione sulla possibilità di passare anche alla produzione di fette di silicio da 12 pollici utilizzando i fondi comunitari 2014-2020, visto che quella catanese è l’unica fabbrica in una zona obiettivo 1”.
Sulla questione Palazzotto, apprezzando l’interesse e l’azione di Bianco, ha specificato che “i fondi europei potrebbero essere l’occasione per implementare il livello tecnologico del sito siciliano e renderlo più competitivo nel mercato internazionale . La Sicilia potrebbe sfruttare questa occasione per  investire sull’innovazione tecnologica come chiave per affrontare le sfide che ci pone la crisi”.
Alla riunione non erano presenti rappresentanti della governo regionale, un’assenza stigmatizzata dal deputato di Sel, Palazzotto, che considera l’esecutivo siciliano il ‘grande assente in questa discussione, che continua ad amministrare, male, l’esistente senza pensare mai al futuro’, ma Bianco durante l’incontro ha dato la piena “disponibilità anche per conto dell’assessore regionale alle Attività Produttive Linda Vancheri, trattenuta all’ultimo momento, a dar vita a un tavolo istituzionale con il governo nazionale sugli obiettivi strategici della Sicilia”.
Nel frattempo all’Ars, in commissione Attività produttive, è stata approvata una risoluzione con la quale si chiede al governo regionale l’impegno a tutti i livelli, ad iniziare dal coinvolgimento del governo nazionale, per il sostegno alla sede siciliana della StM.
Nelle prossime settimane è prevista una visita del ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato, mentre il tavolo è stato aggiornato al prossimo 21 gennaio. In quella sede sarà fondamentale la presenze delle Regioni (oltre alla Sicilia sono coinvolte Campania, Puglia e Lombardia) proprio per verificare la disponibilità della pianificazione dei fondi Ue 2014-2020 sul’implementazione tecnologica.
Intanto i sindacati rimangono vigili sugli sviluppi della vicenda.  “Le rassicurazioni sulla volontà del Governo italiano, vincolato da un accordo con quello francese, a mantenere le quote azionarie di Stm sono un fatto positivo. Altrettanto lo sono gli impegni verbali dell’azienda sulla salvaguardia dei livelli occupazionali nello stabilimento catanese con la prosecuzione della produzione a 6 pollici fino alla conversione di tutti i moduli nella lavorazione dell’8 pollici”,  si legge in una nota della Uilm di Catania.
“Si tratta, comunque, di promesse in attesa di verifica e concreta attuazione. Per questo, la Uilm di Catania resta vigile sull’evoluzione della vertenza-Stm che certo non è ancora conclusa”,  affermano il vicesegretario provinciale Uilm Giuseppe Caramanna e i rappresentanti Rsu Roberto Marsala e Armando Gilardi, presenti oggi a Roma in rappresentanza dell’organizzazione dei metalmeccanici Uil.
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Stm, il Governo non venderà La Fiom: “Vigileremo”

Stm, il Governo non venderà La Fiom: “Vigileremo”:
L’azienda ha confermato l’intenzione di investire nel sito etneo 270 milioni di euro di per far passare la fabbrica dalla produzione di fette di silicio da 6 pollici a quelle da 8 pollici.

Papa Francesco e Snowden: il coraggio delle parole

Papa Francesco e Snowden: il coraggio delle parole: È Papa Francesco l'uomo dell'anno Time. Edward Snowden è secondo. Entrambi, seguendo percorsi diversi, hanno svelato altarini e sconquassato lo status quo.

M5S, ecco la proposta di legge per la tutela dell'ambiente e la salute

M5S, ecco la proposta di legge per la tutela dell'ambiente e la salute: La nostra proposta di legge si pone come fine la riorganizzazione delle attività di vigilanza e d'indagine per rendere più incisiva l'azione dello Stato nei confronti dei reati commessi a danno dell'ambiente e della salute, in violazione al codice dell'ambiente e al codice penale, al fine di garantire l'effettiva tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali in modo uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale secondo il principio di priorità che detti interessi hanno,come sancito dalle normative europee e da quelle nazionali di recepimento.Abbiamo quindi lavorato ascoltando e recependo le istanze di tutti coloro che intervengono nel processo di tutela dell'ambiente e della salute, e di seguito riportiamo, in breve, alcune delle esigenze che ci hanno guidato nella scrittura della nostra proposta di legge :1) garantire e potenziare la specializzazione tecnica e giuridica di chi opera a tutela dell'ambiente2) inasprire le pene e introdurre fattispecie delittuose ambientali3) coordinare le fasi d' indagine e di accertamento tecnico, le attività giudiziarie e gli interventi attuativi sia risarcitori che a tutela delle persone e dei luoghi4) costituire una banca dati nazionale completa includente ogni informazione rilevante in materia ambiente-salute sia di carattere giudiziario che relativa ad analisi e rilevamenti effettuati5) consentire l'esercizio dell'azione per il risarcimento del danno ambientale di tipo diffuso a tutti i cittadini riuniti in associazioni anche di carattere locale6) incidere sulla prescrizione dei reati ambientali, allungandone i tempi e rendendo pertanto più efficace l'azione punitiva e quella dirimente, anche attraverso misure quali l'arresto in flagranza differita7) introdurre disposizioni in grado di garantire la realizzazione dei risarcimenti e degli interventi di bonifica mediante il sequestro cautelativo per equivalente patrimoniale Già da alcuni giorni il DDL è on-line sul Sistema Operativo M5S in modo che tutti possano, previa iscrizione al portale, dare il proprio contributo con inserimento di suggerimenti, modifiche, emendamenti ecc ecc...Thumbnail image for ddl_controllo_reati_ambientali_M5S.jpg

Cassa Depositi e Prestiti: la mani di Pd e Lega sui nostri risparmi

Cassa Depositi e Prestiti: la mani di Pd e Lega sui nostri risparmi: cassa-depositi-prestiti.jpgCassa Depositi e Prestiti, gigante del credito finanziato con i risparmi postali dei cittadini, invaso e divorato dalla partitocrazia. Dopo le 'fresche' lottizzazioni nel consiglio d'amministrazione, con le nomine del sindaco di Torino e presidente Anci Piero Fassino, di Massimo Garavaglia (Lega) assessore leghista della Lombardia e di Franco Saitta (Pd) presidente della Provincia di Torino e strenuo oppositore dell'abolizione delle Province, ora il Senato dovrà nominare quattro parlamentari che formeranno il comitato di vigilanza sulla Cassa stessa. Le nomine targate Pd-Lega con la scelta di Fassino, Saitta, Garavaglia rappresentano una alleanza politica-economica tra queste forze e relativi enti locali governati da coalizioni solo di facciata contrapposte, ma con molti interessi in comune.Vediamo il perché.La cassa Depositi e Prestiti é di fatto un gigante del credito: basti pensare che amministra circa 240 miliardi di euro di risparmio postale (i vecchi buoni e diffusissimi libretti di risparmio gestiti negli uffici Postali di tutta Italia) finanziando poi i lavori degli enti locali, i Comuni, le Province, i consorzi, cui concede crediti a medio e lungo termine. Che nel suo consiglio d'amministrazione siedano direttamente sindaci e assessori rappresentanti dei partiti deve far riflettere e ogni scelta va esaminata sotto la lente d'ingrandimento.Come ha ben spiegato un articolo de Il Fatto Quotidiano 'nel Cda i tre membri degli enti locali Fassino, Garavaglia, Saitta avranno un ampio raggio d'azione che lascia fuori solo "l'attività di finanziamento delle infrastrutture destinate alla fornitura di servizi pubblici e le relative attività di consulenza, studio e ricerca" e che però apre larghi margini di manovra per chi come il sindaco di Torino, Fassino la scorsa estate ha fatto molto parlare di sè per la sua vacanza in Grecia in compagnia del banchiere di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli a bordo dello yacht di proprietà di Giorgio Fantoni e immatricolato off-shore. Questo mentre Fassino si trova a dover gestire un Comune in pieno dissesto con un buco da 3,5 miliardi in una Regione gestita dal discusso e sempre più indagato governatore della Lega Nord, Roberto Cota e conti sempre più traballanti tanto che ci parla di "Regione tecnicamente fallita".... Intorno alla Cassa Depositi e Prestiti si è di fatto creato un asse Pd-Lega sul Piemonte e la CDP, oltre al ministero del Tesoro fa capo a fondazioni bancarie di peso come la Cariplo di Giuseppe Guzzetti, azionista forte di Intesa Sanpaolo - in un momento in cui si giocano partite cruciali per il Paese come la digitalizzazione dell'Italia. Una partita che entra anche negli scontri di potere all'interno del Pdmenoelle, giocata tutta sulla pelle dei risparmiatori e dello sviluppo delle Reti in Italia.Anche se molti non lo sanno, esiste anche una vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti che è di fatto una banca pubblica (il Ministero dell'economia e delle Finaze ne detiene infatti l'81%). Appartiene cioé a tutti noi e potrebbe aiutare molto a risolvere i problemi della crisi attuale. Mercoledì in Senato si dovranno votare i controllori e il Movimento 5 Stelle darà battaglia. Vedremo se anche in quella sede si ripeterà l'asse tra Pd e Lega Nord.... Per far capire l'importanza di questo argomento e la trasparenza necessaria nelle nomine e della gestione della CDP, il Movimento 5 stelle ha organizzato una conferenza stampa martedì 3 dicembre alle 17.30 in Senato. Parleranno il portavoce al Senato per il Movimento 5 Stelle Gianni Girotto e due giornalisti Luca Martinelli e Antonio Tricarico, tra i massimi esperti dell'argomento e autori del libro "La Posta in gioco" che spiega nei dettagli come la Cassa Depositi e Prestiti se ben gestita potrebbe aiutare l'Italia a uscire dalla crisi.La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale del Senato.

TAP: il renziano Franceschini mente ai capigruppo parlamentari

TAP: il renziano Franceschini mente ai capigruppo parlamentari: franceschini.pngChe #lettamente lo sappiamo tutti. Ma la lingua biforcuta è diventata endemica nel PD: l'ultima è successa ieri nientemeno che in conferenza di capigruppo.Dovete sapere che per calendarizzare le discussioni nell'aula parlamentare (leggi, decreti ed ogni altro argomento) si fa la "conferenza dei capigruppo": i capigruppo di tutte le forze politiche si riuniscono con la Presidenza (Boldrini o Grasso) e decidono insieme gli argomenti della settimana.Durante l'ultima capigruppo il Governo ha proposto di calendarizzare la ratifica del TAP, il tanto discusso gasdotto Trans Adriatic Pipeline contro cui il MoVImento 5 Stelle si sta battendo.Alessio Villarosa, attuale capogruppo del M5S, ha chiesto a tutti di rimandarne la ratifica perché non esistono ancora le valutazioni di impatto ambientale in Puglia. Il renziano Dario Franceschini, PD, ha replicato sostenendo che il TAP va immediatamente ratificato, perché il trattato è in scadenza e sono previste pesanti penali europee in caso di ritardi. Vorremmo mica costringere lo Stato italiano a pagare sostanziose multe solo per contentare i 5 Stelle?E così, la ratifica del TAP è stata calendarizzata.Peccato che erano tutte frottole.Il TAP è un trattato commerciale, non collegato all'istituzione europea: non prevede alcuna penale né tantomeno nessun obbligo di ratifica (ci mancherebbe, essere costretti ad accordi commerciali!). Se vogliamo, possiamo persino ritirarci in extremis senza ricadute di alcun tipo.Perché Franceschini ha mentito ai capigruppo in Parlamento, ottenendo così una ratifica che altrimenti sarebbe potuta tranquillamente non avvenire? Che domande: perché il Governo è sempre prono a soddisfare le pretese delle multinazionali del petrolio e dei partner atlantici, che come riportato anche dai files Wikileaks non vedono per niente di buon occhio l'alternativa South Stream in partnership coi russi. (I tedeschi, invece, coi russi hanno realizzato il North Stream con grande soddisfazione reciproca.)Per l'ennesima volta, quindi, ci ritroviamo a dover digerire frottole governative funzionali all'abbandono della nostra sovranità. Complimenti.-------------------La lettera di Alessio Villarosa al Presidente Boldrini sull'accaduto in capigruppo.Roma, 3 dicembre 2013Gentile Presidente, nel corso della seduta del 27 novembre scorso, con un intervento per un richiamo all'articolo 119, comma 4, del Regolamento, ho evidenziato come tra le ipotesi contemplate dal predetto articolo, ve ne sia una riguardante la possibilità, durante la sessione di bilancio, di adottare, in Assemblea come in Commissione, deliberazioni relative ai progetti di legge di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, ove dalla mancata tempestiva approvazione dei medesimi possa derivare responsabilità dello Stato italiano per inadempimento di obblighi internazionali. Come ricorderà, il Ministro dei rapporti con il Parlamento, avv. Dario Franceschini, nel corso dell'ultima riunione della Conferenza dei capigruppo si era mostrato disponibile a chiarire la posizione del Governo circa la sussistenza o meno di tali profili di responsabilità in riferimento all'approvazione dell'Accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto "Trans-Adriatic Pipeline" (A.C. 1710): come ho già affermato, dall'analisi dell'Accordo, non sembra configurarsi una qualche forma di inadempimento, da parte italiana, dovuta a una mancata o intempestiva ratifica del medesimo.Poiché non sembra valere in sede regolamentare la motivazione, ventilata dal ministro Franceschini, di una qualche forma di responsabilità sul piano politico-internazionale per il nostro Paese derivante dalla ratifica da parte degli altri due Stati, Le sarei molto grato se volesse riconsiderare la calendarizzazione del disegno di legge A.C. 1710, posponendone l'esame alla conclusione della prima fase della sessione di bilancio presso questo ramo del Parlamento.La decisione permetterebbe di bilanciare equamente l'esigenza, che pure il mio gruppo parlamentare riconosce, di adottare una deliberazione circa l'approvazione dell'Accordo sul Gasdotto transadriatico, con quella - fortemente sentita non solo dai deputati del Movimento 5 Stelle, ma da vasti settori della società civile, di promuovere un sereno dibattito parlamentare - che finora è mancato - su un'infrastruttura di grande impatto territoriale e ambientale.Colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.Alessio Villarosa, Capogruppo MoVimento 5 Stelle

IMU: un governo di vampiri, allo sbaraglio. Andiamo... oltre!

IMU: un governo di vampiri, allo sbaraglio. Andiamo... oltre!: 21pxPFdQNEL.jpgVi ricordate il Governo che promise di abolire l'Imu sulla prima casa? Sì, sì, proprio quel Governo che pasticciando sulla seconda rata non è riuscito a eliminarla completamente. E ricordate sempre quel Governo che aveva detto che avrebbe trovato i soldi facendo pagare 2.5 miliardi di multa ai gestori di slot machine? Sì, sì proprio quel Governo che poi, forte con i deboli e debole con i forti, aveva concesso uno sconto del 80% ai concessionari, consentendo loro di pagare solo 600 milioni. Quel Governo che invece pretende che Equitalia vi pignori la casa lasciandovi in mezzo a una strada senza concedere sconti, senza guardarvi in faccia. Ebbene, quel Governo adesso si è accorto che ha incassato soltanto poco più della metà di quella cifra, e adesso indovinate da chi vuole i soldi? Bravi, risposta esatta: dai soliti noti. Con una mano tolgono le tasse e con l'altra le rimettono con il più classico gioco delle tre carte. Lo strumento è quello dell'ormai abusato ricorso alla clausola di salvaguardia: aumenti sull'Ires e Irpef e sulle accise. Ma c'è un elemento ancora più inquietante e irritante: i soldi servono entro fine anno e questo avrebbe significato un aumento enorme delle accise. Aumento di cui tutti si sarebbero accorti, con ovvie ripercussioni sulla stabilità di quel Governo. Allora cosa si inventano? Aumentano solo gli acconti Ires e Irpef da subito e poi copriranno il minor gettito del 2015 aumentando le accise, tasse che verranno così spalmate in un anno intero. Oltre al danno anche la beffa: in questo modo il risparmio sull'Imu non ci sarà e il maggior costo delle accise graverà sui ceti meno abbienti. 
Ma dov'era quel Governo quando il Movimento 5 Stelle presentò una pregiudiziale sulle coperture? Dov'era quel Governo quando il Movimento 5 Stelle chiedeva con forza che lo Stato avrebbe dovuto pretendere ciò che gli spettava di diritto dai concessionari di slot machine rovina-famiglie? Dov'era quel Governo quando non tenne conto della nostra proposta di legge sull'abolizione dell'Imu? Le nostre coperture forse riguardavano interessi intoccabili, e ora al posto dell'Imu avremo la ben più cara IUC. L'Italia è allo stremo, non è più tempo di promesse non mantenute, di continui rinvii, di ulteriori giochi di palazzo. L'Italia ha bisogno di un Governo serio, che tuteli i cittadini, che guardi al futuro, che pensi a far vivere i nostri figli meglio di come abbiamo vissuto noi. Andiamo al voto subito, vinciamo le elezioni, mandiamoli tutti a casa. Riprendiamoci il governo del nostro Paese e con ottimismo andiamo... Oltre!M5S Camera - Commissione Finanze