3 giugno 2013

ARM annuncia l’architettura Cortex-A12 e la GPU Mali-T622 per la fascia media del prossimo anno

ARM annuncia l’architettura Cortex-A12 e la GPU Mali-T622 per la fascia media del prossimo anno:
cortex a12
ARM dedica i suoi ultimi chip ai dispositivi mid-range, quelli che la stessa azienda inquadra come compresi tra 150 e 350$, che otterranno più potenza ed un più efficiente risparmio energetico.
Ecco quindi a voi il Cortex-A12, un’architettura efficiente da un punto di vista energetico quando il Cortex-A9, ma più performante. Le operazioni in single-thread sono infatti superiori del 40% rispetto all’A9, con un chip ridotto del 30% nelle dimensioni, grazie al processo costruttivo a 28 nm. A questo aggiungiamo il supporto fino ad 1 TB di RAM (come se ce ne fosse bisogno!) e il supporto software per virtualizzazione e TrustZone. È inoltre possibile accoppiare l’A12 con i chip A7 in architettura big.LITTLE un po’ come fatto da Samsung con l’Exynos 5 (Cortex A15-A9), garantendo, secondo ARM, un raddoppiamento dell’efficienza energetica del SoC.
Veniamo poi alal GPU Mali-T622, qualcosa a metà tra la Mali-T604 e la futura Mali-T624. Anche in questo caso, ARM vanta un’efficienza energetica del 50% in più rispetto al T604, con in più rendering multi-core fino alla recenti OpenGL ES 3.0, DirecX 11, e OpenCL 1.1. Il Mali-T622 può essere implementato sia come single-core che come dual-core.
Infine Mali-V500 è una soluzione per l’elaborazione video (sia encoding che decoding) che con una singolo core grafico gestisce encoding fino a 1080p a 60 fps, e riproduzione di video 4K a 120 fps.
Tutte e tre queste soluzioni però sono solo state annunciate per adesso, e saranno disponibili verso metà 2014. A seguire il comunicato stampa originale.

Contrappunti/ Italia, paese di analfabeti digitali

Contrappunti/ Italia, paese di analfabeti digitali: di M. Mantellini - I nativi digitali non sono tecnologicamente alfabetizzati piu' dei loro genitori. Una bella cura di educazione civica 2.0 servirebbe a tutti.

Il comune senso del pudore

Il comune senso del pudore:
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>>> Oggi, lunedì 3 giugno, sarò a Piazza Armerina, ore 18 e a Leonforte, ore 21. Domani, martedì 4 giugno, sarò a Riesi, ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa <<<

Il comune senso del pudore è merce rara, rarissima, quasi scomparsa. Spudorato significa senza vergogna. I partiti che hanno preso in ostaggio una Nazione per non dover rendere noti fatti inconfessabili non conoscono vergogna. Il governo nasce dall'emergenza dei processi di Berlusconi, dell'inchiesta del Monte dei Paschi di Siena, della trattativa Stato-Mafia e sotto la pressione della finanza internazionale. Letta, capitan Findus, fa solo il palo e prende ordini. Il presidenzialismo è un'idea di Berlusconi, vuol farsi eleggere presidente-duce d'Italia con l'aiuto delle televisioni che il pdmenoelle gli ha graziosamente lasciato da vent'anni ignorando ogni conflitto di interessi. Mediaset trasmette grazie a generose concessioni governative sulle frequenze nazionali.
Napolitano, che sabato ha percorso via del Fori Imperiali a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, un'immagine surreale del futuro della Repubblica, ha detto che"Il Governo Letta è un'esperienza a termine", durerà 18 mesi, quando lui sarà alla soglia dei 90 anni. Mi domando, con quale autorità il presidente della Repubblica definisce la durata di un Governo? E perché 18 mesi? Da luglio a dicembre del 2014 l’Italia avrà la presidenza del Consiglio dei ministri della UE, in contiguità con le elezioni per il Parlamento europeo, nel giugno 2014, e con il rinnovo della Commissione Europea. Se il M5S si confermasse primo partito con il dissolvimento contemporaneo di pdl, il cui condannato in secondo grado per evasione fiscale potrebbe finire nelle patrie galere, e pdmenoelle, già scisso ufficiosamente in tre tronconi, il presidente della UE potrebbe essere espressione del M5S. Un'ipotesi da scongiurare a qualunque costo.
Il M5S è stato espropriato di ogni rappresentanza istituzionale, dalla presidenza di Camera e Senato, a quella delle Commissioni parlamentari. Otto milioni di italiani sono a tutti gli effetti considerati extraparlamentari. Senza alcun diritto di rappresentanza. E' umiliante, vergognoso, antidemocratico. L'Italia non è più una democrazia. Il porcellum, che i partiti a parole vogliono cambiare, è immutato dal 2006 e ogni giorno ci spiegano l'urgenza di una nuova legge elettorale. Pudore? Cos'è il pudore? Prendere per i fondelli i cittadini con una falsa legge per l'abolizione dei finanziamenti pubblici? Letta, prendi appunti: è sufficiente lasciare i soldi dove sono. Il M5S lo ha fatto rinunciando a 42 milioni di euro. Questi pinochettini senza divisa tagliano tutto, scuola, pensioni, sanità, ma non i loro privilegi.

Gli sponsor dell'inciucio

Gli sponsor dell'inciucio:
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"Come accade in tutte le democrazie avanzate è utile mettere sotto la lente d'ingrandimento chi finanzia fondazioni e politici. E' importante per monitorare meglio le azioni di governo che si fanno in campo ambientale, energetico, nel settore dei giochi d'azzardo, nell'informazione, nei trasporti, nei lavori pubblic. Una legittima e particolare attenzione va posta in tal senso alla fondazione Vedrò, l'associazione di Enrico Letta fondata nel 2005. Tra gli sponsor della fondazione, vera unione del governo pd (menoelle, ndr) - pdl, abbiamo i colossi del gioco d'azzardo Sisal e Lottomatica; per energia e ambiente abbiamo Enel, Eni, Edison; per i trasporti Autostrade per l'Italia; per il settore alimentare Nestlè. Ben 7 personalità trasversali del governo fanno parte della fondazione Vedrò: il presidente Letta, il vice e ministro dell'interno Alfano, il ministro dell'ambiente Orlando, quello delle infrastrutture Lupi, quella dell'agricoltura De Girolamo, delle pari opportunità Idem, della salute Lorenzin. Ma anche ex ministri come Passera, la Polverini, Boccia, Carfagna, Giorgetti, Ravetto, la presidente del Friuli Serracchiani, il sindaco Renzi. E tanti giornalisti illustri come Curzio Maltese, Filippo Facci, Davide Parenzo e Giuseppe Cruciani. Tutti impegnati in un legittimo disegno comune che ci inquieta. La legittima, ma per noi non condivisibile, proposta di Vedrò in merito all'energia privilegia gas e idrocarburi rispetto alle rinnovabili e al risparmio energetico." Paola Nugnes, M5S Senato

http://www.vedro.it/chi 

Una volgare dimostrazione di coerenza: Grillo, Rodotà, Robin Hood e Guglielmo Tell

Una volgare dimostrazione di coerenza: Grillo, Rodotà, Robin Hood e Guglielmo Tell:
Stefano Rodotà Beppe Grillo
Il Movimento 5 Stelle “it’s all about Process“. E’ solo una questione di metodo. Stefano Rodotà era stato scelto dagli attivisti certificati, cioè dalla base. Era stato scelto con un referendum online garantito da un ente certificatore terzo. Avrebbe potuto essere chiunque altro. Ma è stato scelto lui. Lo ha scelto la rete, fossero anche due su tre, e il Movimento lo ha portato alle urne per l’elezione del Presidente della Repubblica. Semplice. Lineare. Diretto, come la democrazia che si vorrebbe realizzare.
Perché questa volgare dimostrazione di coerenza? Perché veniamo da decenni di politici che si fanno eleggere con un programma che poi non attuano, preferendo riempire le prime pagine di processi per mafia, di nani e ballerine, di statisti all’amatriciana che scilipotano da un bancone all’altro al solo scopo di attendere la pensione. Di rappresentativo, in questa democrazia, erano rimaste solo le cricche che si facevano eleggere per spartirsi gli appalti. E gli effetti sull’economia e sulla tenuta del Paese si sono visti.
Per questo il Movimento 5 Stelle è un metodo: perché è l’unico modo di restituire la politica ai cittadini. “Fai quello che hai promesso di fare oppure te ne vai.”, dicono i cives, coloro con cui hai stipulato un contratto elettorale. “Anzi, fai quello che diciamo noi, che lo decidiamo di volta in volta, anche in corso di legislatura.”. Non è una diminuzione del ruolo e della responsabilità del politico, è il suo recupero dal baratro dove era stato precipitato dalla decadenza della cività. E’ l’apoteosi della dignità e dell’onore di poter servire la Patria, servendo i cittadini.
Rodotà ha messo in discussione esattamente questi principi fondanti del Movimento: la rete, innanzitutto, che a dispetto di quanti credono solo e soltanto nel dio televisivo è il mezzo tecnologico che ha restituito un pezzo considerevole delle istituzioni agli italiani. E ci è riuscita proprio sconfiggendo la televisione in un duello feroce, spietato. La “rete“: lo strumento di realizzazione di una nuova conoscenza condivisa, il rinascimento culturale, una nuova speranza di eguaglianza sociale. Ha detto che la rete non basta, che fondamentalmente è trascurabile. E’ come dire a Guglielmo Tell che con la sua balestra non ci fa niente, che deve usare le armi degli scudieri del re. Secondariamente, ha messo in discussione un principio ancora più fondante del Movimento 5 Stelle, quello secondo cui non si fanno alleanze o strategie. La democrazia diretta si fonda sul presupposto che i cittadini decidano, di volta in volta, quali leggi costruire, appoggiare, rifiutare, sulla base non di calcoli che prefigurano una nuova stagione dell’inciucio, ma solo ed esclusivamente del vantaggio che può derivarne alla collettività. Derogare a questo assunto equivale a cancellare un tentativo nobile, disperato e perfino ben avviato, per restaurare una politica vecchia, i cui effetti in questo paese di santi e navigatori hanno prodotto risultati catastrofici. E’ come dire a Robin Hood che rubare ai ricchi per dare ai poveri funziona peggio che mettersi d’accordo con i ricchi per ottenere un’elemosina equa. E siccome il Movimento 5 Stelle “is all about Process“, ne consegue che non fa alcuna differenza che Rodotà sia stato il candidato alla presidenza della Repubblica, scelto dalla rete: se delegittimi il metodo, il metodo delegittima te. E’ una dimostrazione di purezza, di coerenza, di affidabilità e di prevedibilità, in un mondo dove i rapporti, gli interessi e le opportunità comuni, suggellati da patti quasi sempre segreti, contano più di quelli della collettività.
Il Movimento 5 Stelle non fa alleanze. Nemmeno con Rodotà. E questo “metodo” rappresenta quel filo cui sono appese tutte le speranze di cambiamento.

La tariffa elettrica bioraria è un flop: nessun risparmio

La tariffa elettrica bioraria è un flop: nessun risparmio: ADUC ha scoperto che le tariffe biorarie non portano risparmio. La differenza tra le due fasce è minima, mentre qualche anno fa era al 30%. Il motivo si deve probabilmente al massiccio ingresso delle fonti rinnovabili nell'orario diurno che avrebbe comportato una diminuzione del prezzo dell'energia in tale fascia.

Ccà nisciuno è fesso

Ccà nisciuno è fesso:
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Non credo di aver offeso il professor Rodotà, le parole "ottuagenario miracolato dalla Rete" le ha dette lui stesso in una telefonata con me. Rodotà appartiene alla sinistra, è stato presidente del Pds, poi messo in un angolo come un ferrovecchio dall'attuale dirigenza pdmenoellina che, a presidenziali aperte, non ha ritenuto di fargli neppure una telefonata, ma anzi gli ha chiesto il ritiro della candidatura attraverso sua figlia. Rodotà non è il presidente del M5S, ha un'altra storia politica che, coerentemente, mantiene. La sua onestà non è in dubbio e neppure la sua intelligenza. Non per questo posso assistere impassibile alla costruzione di un polo di sinistra che ha come obiettivo la divisione del M5S in cui lui si è posto, volente o nolente, informato o meno, come punto di riferimento. Il M5S non è nato per diventare il Soccorso Rosso di Vendola e Civati, di Delrio o di Crocetta. E' una forza popolare che è del tutto indifferente alle sirene della sinistra e della destra che in realtà sono la faccia della stessa medaglia. Assistiamo all'assurdo di un governo che vuole combattere l'evasione fiscale sostenuto da Berlusconi, condannato in secondo grado per evasione fiscale. C'è poi un piccolo aspetto umano, certo in politica non c'è riconoscenza, né me la aspetto. Ma se il professor Rodotà aveva delle critiche da farmi forse poteva alzare il telefono, lo avrei ascoltato. Invece ha scelto il Corriere della Sera per una critica a tutto campo a pagina intera subito dopo le elezioni amministrative.

Non cambieranno mai #leggetruffa

Non cambieranno mai #leggetruffa:
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"Chiamatela come meglio credete. Ma non con il nome sbagliato: abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Perché inseguire Beppe Grillo è un conto; raggiungerlo, un altro. [...] Gli sgravi fiscali non sono forse una forma di finanziamento pubblico, sia pure indiretto? Si tratta di denari che lo Stato non incassa consentendo ai partiti di avere donazioni da imprese o privati cittadini. Dunque è come se quei soldi lo Stato li desse alla politica. Con un trattamento, per chi decide di aiutare economicamente un partito o un politico, dodici volte più favorevole rispetto a quello cui ha diritto il sostenitore di un'opera benefica. [...] parliamo della possibilità di risparmiare il 52 per cento fino a 5 mila euro e il 26 per cento fino a ben 20 mila. [...] Dare 20 mila euro in beneficenza consente di detrarre al massimo 542 euro, regalare la stessa cifra a un partito ne fa invece risparmiare 6.500. [...] A quanto ammonterà questo finanziamento indiretto è difficile dire. Il 2 per mille è una incognita assoluta. [...] ci sono gli altri rivoli. L'esenzione dell'Imu per le sedi politiche, per dirne una. I contributi pubblici alla stampa di partito, circa un miliardo di euro dal 1990 a oggi. Oppure le agevolazioni postali per il materiale elettorale [...] Il finanziamento pubblico dunque non è morto, a dispetto dell'epitaffio scolpito venerdì dal governo di Enrico Letta. Chi credeva davvero che alla politica non sarebbe più arrivato un euro statale si metta l'anima in pace." Sergio Rizzo sul Corriere.it - Leggi tutto