24 aprile 2013

Crocetta e il gioco delle alleanze L’Udc apre, il Pd si chiude a riccio

Crocetta e il gioco delle alleanze L’Udc apre, il Pd si chiude a riccio:
Il Movimento 5 Stelle prende le distanze, l’Udc lancia le larghe intese e il Pd frena. Non vive tempi facili il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta che da domani affronterà lo scoglio dell’esame del bilancio di previsione 2013 e della legge di stabilità in aula. Un momento difficile soprattutto dopo che in seconda commissione finanze sono stati depositati oltre 1600 emendamenti ai testi contabili.
A suonare la carica nel tardo pomeriggio sono i grillini che affidano alle agenzie dichiarazioni che sanno di rottura totale. Tranne poi, a BlogSicilia, il portavoce regionale Giancarlo Cancelleri, ridimensionare l’attacco dicendo: “Volevamo lanciare un segnale a Crocetta perché capisca che non può consentire in nome di nuove alleanze che i nostri emendamenti vengano cassati senza nemmeno prenderli in considerazione”.
Ma è dopo che il segretario regionale dell’Udc Gianpiero D’Alia cogliendo l’appello della Cisl, oggi a congresso regionale, rilancia il tema delle larghe intese, che scoppia il caos. “Sosteniamo la proposta di Maurizio Bernava per un grande accordo strategico in grado di salvare e rilanciare la Sicilia” dice D’Alia che rimanda agli equilibri nazionali in corso di definizione per esportare anche in Sicilia il modello della responsabilità condivisa: “Siamo in una fase politica dove c’è la necessità di un governo di larghe intese a Palermo come a Roma. E’ importante che le forze politiche siciliane trovino la piu’ ampia convergenza, così da realizzare quei provvedimenti che possano tirarci fuori dal guado economico e sociale nel quale ci troviamo”.
L’altro azionista della maggioranza, il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo che in casa ha una serie di problemi da risolvere e non è certo l’occupazione dei giovani democratici, risponde a tono gelando l’ipotesi di convergenze allargate sul tema delle riforme economiche e sociali in Sicilia. “La coalizione che sostiene il governo Crocetta – dice il segretario regionale del Pd – è quella che ha vinto la elezioni. L’esecutivo gode dell’appoggio della maggioranza all’Ars e non ha alcun bisogno delle larghe intese”. Lupo apre solo all’altra richiesta formulata dalla Cisl di un tavolo regionale sui temi della crisi economica: “Realizzando la più ampia convergenza sulle cose da fare, anche in questa fase in merito a bilancio e finanziaria e poi alle riforme, per il bene della Sicilia: ma tutto ciò è possibile farlo senza allargare la maggioranza” ribadisce.
Schermaglie, posizionamenti, prese di distanza che nel caso di Lupo allontanano sempre più il Pd regionale dalla posizione assunta dal partito nazionale in direzione dove si è votato l’appoggio incondizionato all’operato di Napolitano che domani proporrà il “governassimo” per garantire governabilità al Paese. Tanto che D’Alia non si fa cogliere impreparato e ribate prontamente: “Penso che Lupo debba cominciare a camminare con piedi er terra e non come Alice nel Paese delle meraviglie”.

E Crocetta? Che fa il presidente nel pomeriggio in cui incassa l’avvertimento dei grillini, misura la disponibilità dell’Udc ad una maggioranza che lui stesso ha già “allargato” in occasione del voto sulla riforma elettorale, e deve fare i conti con la stizza di un segretario, quello del suo partito, che forse vede messa in discussione a leadership proprio dal governatore? Non sembra neutra la presenza di Crocetta questa mattina nella sede del Pd occupata dai giovani democratici che chiedono le dimissioni di Lupo, insomma.
Contrariamente al suo costume, Crocetta usa parole docili: “Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del movimento 5 stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me è sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive. Bisogna dare risposte ai giovani, ai poveri, ai disoccupati. Su questo il confronto rimane aperto e spero in questi giorni di di incontrare loro così come gli altri gruppi parlamentari, affinché il rapporto con il Parlamento tutto si impronti all’insegna della Sicilia e del popolo siciliano”. Neanche dovesse vincere il premio di governatore più buono dell’anno. La verità è che il presidente ha uno scoglio serio dietro la porta: un bilancio dove l’unica certezza sono i soldi che non ci sono e una legge di stabilità che vuole preservare dagli attacchi degli altri partiti. Per dare la sua impronta al futuro del governo siciliano. E portare ancora più in alto (mediaticamente almeno) l’idea di un modello Sicilia. Le ambizioni di Crocetta potrebbero portarlo in alto, insomma.
Peccato che ad “ammazzarlo” ci abbia pensato infine lo stesso leader carismatico dei grillini: Beppe Grillo sul Blog scrive: “Il M5S dà fastidio alla partitocrazia siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo (Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta) hanno fatto quadrato sul bilancio. Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati M5S. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S”.

Burattini senza fili

Burattini senza fili:
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"Grillo è uno squilibrato, i Cinque Stelle un branco di burattini", Berlusconi. Per il capo del Modello Unico pdl-pdmenoelle, caso irripetibile al mondo in cui un tizio è responsabile sia del partito di governo che di quello di opposizione per vent'anni, io sarei uno squilibrato. Detto da lui è una medaglia al valore. Il M5S è rimasto il solo soggetto politico a contrastare Berlusconi. Il M5S è il nemico da abbattere su ogni canale televisivo. Berlusconi si riferisce con disprezzo agli attivisti e ai parlamentari del M5S dandogli dei burattini. Ma chi ha creduto in Parlamento che Ruby fosse la nipote di Mubarak? Chi ha occupato in massa il Tribunale della Repubblica di Milano? Burattini senza fili che non hanno nemmeno bisogno di ordini. Muovono la coda per puro riflesso.

23 aprile 2013

Ars, contro-manovra finanziaria del M5S: far pagare chi rapina la Sicilia

Ars, contro-manovra finanziaria del M5S: far pagare chi rapina la Sicilia

Il M5S dà fastidio alla partitocrazia siciliana

Il M5S dà fastidio alla partitocrazia siciliana:
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"Ormai è rottura totale tra il MoVimento 5 Stelle e la vecchia e clientelare politica siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo (Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta) hanno fatto quadrato sul bilancio.Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati M5S. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S. Alla vecchia partitocrazia siciliana e al Governo Crocetta dà molto fastidio la freschezza dei giovani deputati M5S, infastidisce avere intorno giovani che viaggiano a doppia velocità e hanno le idee chiare. Il M5S ha rastrellato circa 330 milioni di euro dalle pieghe truffaldine del bilancio regionale, colpendo sprechi e spese inutili. Clientele che, da anni, si dividono Governo e parlamentari di "comodo". Una somma utilizzabile per l’avvio di concrete politiche di rilancio economico, sostegno sociale ed equità tra diverse fasce di cittadini. Ecco perché il M5S dà fastidio. Circa 110 milioni, sarebbero andati a sostegno del sistema Piccole e medie imprese; una parte per finanziare il reddito di dignità (circa 440 euro per qualche migliaio di siciliani "poverissimi"), riduzione Irap, finanziamento della legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 in favore dei lavoratori della formazione professionale. Ieri sera il Parlamento siciliano ha perso l’ennesima occasione di mostrarsi rinnovato. Scandali vecchi e nuovi coperti e avallati da un Governo, il Governo Crocetta, che mostra con sempre maggiore chiarezza il volto del clientelismo da vecchia Sicilia tardo democristiana." Segnalazione da LinkSicilia

I pensieri di Renzi

I pensieri di Renzi:
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"Sto con Marchionne senza se e senza ma. (12 gennaio 2011)

La privatizzazione dell'acqua è necessaria agli investimenti. (4 giugno 2011)

Sarò sbrigativo: a me dell'articolo 18, usando un tecnicismo giuridico, non me ne po' frega de' meno. (27 marzo 2012)

Sono favorevole ai termovalorizzatori, ci sono in tutta Europa e non fanno venire il cancro. (21 aprile 2012) " Matteo Renzi

Cittadini tra i cittadini

Cittadini tra i cittadini:
Vito Crimi Calmante Universale
(10:37)
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In quest'ultimo tranquillo week end di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l'ennesimo sberleffo del potere. Per l'inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent'anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come "gesto di responsabilità". L'estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte. Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore.

gasparri_medio.jpg Nel mentre "Tom Tom" Gasparri mostrava il dito medio alla piazza in segno di riconciliazione, protetto da un nutrito numero di guardie del corpo, e arringava "Finisca la violenza di Grillo. Basta torniamo alla civiltà". Forse alludeva all'olio di ricino e al manganello. Il noto "economista" Giovanardi (così è stato etichettato dal Corrierone) ha avuto le visioni. Ha visto i fascisti "Chi contesta i rappresentanti del popolo (lui è stato "nominato" da Berlusconi grazie al Porcellum, non rappresenta nessuno, ndr), li insulta, li aggredisce è fascista. Del resto i deputati grillini ricordano i deputati fascisti che uscivano fuori sulla piazza a aizzare i manifestanti". L'esatto contrario della verità. I parlamentari del M5S hanno tranquillizzato gli animi di chi protestava contro l'ennesimo vaffanculo ricevuto dalla casta. Dovrebbero ringraziarli. Noi non abbiamo bisogno di una scorta, giriamo in tram, in autobus senza paura. Voi con le auto blu e con la scorta per difendervi dalla rabbia dei cittadini che dite di rappresentare. Forse è il caso che facciate un esame di coscienza invece di fuggire tra i vicoli e ignorare la protesta.

I numeri delle 'Quirinarie'

I numeri delle 'Quirinarie':
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Lo scorso 15 aprile, 48.292 persone sono state chiamate a partecipare all'elezione del candidato Presidente della Repubblica del MoVimento 5 Stelle. Il processo dei due turni di voto è stato verificato dalla società di certificazione internazionale DNV Business Assurance.

I voti espressi sono stati 28.518, così ripartiti:

- Gabanelli Milena Jole: 5.796

- Strada Luigi detto Gino: 4.938

- Rodota' Stefano: 4.677

- Zagrebelsky Gustavo: 4.335

- Imposimato Ferdinando: 2.476

- Bonino Emma: 2.200

- Caselli Gian Carlo: 1.761

- Prodi Romano: 1.394

- Fo Dario: 941

Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada, Stefano Rodotà ha accettato di candidarsi ed è stato il candidato votato dal MoVimento 5 Stelle in aula.

Nei sei turni di votazione Rodotà è stato votato rispettivamente 240, 230, 250, 213, 210, 217 volte. Il numero dei parlamentari 5 stelle è di 163.

MoVimento 5 Stelle primo assoluto

MoVimento 5 Stelle primo assoluto:
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"Alle elezioni regionali di Febbraio i 5 Stelle presero in Lombardia il 13%, in Molise il 16% e in Lazio 20%. In quella stessa data, però, e in quelle stesse regioni, il Movimento prese in Lombardia il 19%, in Molise e nel Lazio il 27%. L'identica cosa è successa in Friuli Venezia Giulia.

Confrontare i dati elettorali delle regionali e delle politiche, e partire da qui per tentare di dimostrare un calo di consensi in atto verso il Movimento, equivale a produrre un evidente falso.

Intanto il sondaggio di ieri di Emg/La7 dà il Movimento primo partito a livello nazionale al 29.1%, il pdl al 27,1% e il pdmenoelle al 20,3%" Cecilia C.