
8 aprile 2013
Speciale “LibreOffice” – volume 1
Speciale “LibreOffice” – volume 1: Il gruppo FCM è lieto di comunicare che è stato pubblicato lo
Speciale LibreOffice Volume 1.
Speciale LibreOffice Volume 1.
Le Balle Quotidiane / 10
Le Balle Quotidiane / 10:

"La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila". Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente "la Repubblica" batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l'indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a "la Repubblica" di concentrarsi su notizie fondamentali come l'affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c'è cenno. Perché?

"La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila". Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente "la Repubblica" batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l'indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a "la Repubblica" di concentrarsi su notizie fondamentali come l'affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c'è cenno. Perché?
7 aprile 2013
App Del Giorno: scaricate ogni giorno un’app in offerta gratuita sul Play Store
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Da anni presente sull’App Store per iPhone e iPad, finalmente arriva sul Google Play Store l‘App Del Giorno. Grazie a questa applicazione potrete, ogni giorno, scaricare in maniera completamente gratuita un software che è stato scontato per sole 24 ore.(...)
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6 aprile 2013
Annuncio a sorpresa, sì di Roma “Le tasse siciliane restino nell’isola”
Annuncio a sorpresa, sì di Roma “Le tasse siciliane restino nell’isola”:
“Da oggi le imprese che operano in Sicilia pagheranno le tasse in Sicilia. Uno dei sogni dei padri dello Statuto siciliano e degli autonomisti trova attuazione su proposta della regione siciliana”.
Lo annunciano in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e l’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi.
Dopo 68 anni e dopo una lunga serie di sentenze avverse da parte della Corte Costituzionale, dunque, crocetta annuncia che il governo nazionale rinuncerebbe alle tasse che riscuote in Sicilia e che ha sempre difeso con le unghia e con i denti.
“Il Governo nazionale – spiega il Presidente della Regione – ha approvato all’unanimità il provvedimento sulla base delle buone prassi di bilancio che il governo siciliano ha avviato, attraverso le azioni di spending review, i tagli delle province, delle partecipate, la revisione di spesa per gli assessorati, il taglio del salario accessorio, la chiarezza dei conti, quindi, sulla base dell’azione di buon governo che la Sicilia sta portando avanti”.
Nessuna traccia, però, del concordato necessario per l’attuazione dell’art. 37 dello Statuto. proprio questa norma, infatti, doveva passare attraverso un accordo pattizzio fra Stato e Regione al quale la nota di Palazzo d’Orleans non fa cenno. Si tratta, dunque, di un atto di devoluzione pure e semplice da parte dello stato nei confronti della Regione.
“Il governo siciliano e i siciliani tutti– afferma il governatore –, ringraziano il governo nazionale per il riconoscimento di un diritto. Utilizzeremo – prosegue – nel miglior modo possibile la fiducia che ci viene data, portando avanti con giustizia le politiche di rigore senza massacro sociale, sostenendo le imprese e i poveri”.
“Da oggi inizia una pagina nuova per la Sicilia, la sfida di cominciare a farcela da soli, con l’orgoglio di essere siciliani, mettendo a posto i conti e sviluppando l’economia. La Sicilia – continua Crocetta – non vuole vivere di assistenzialismo e parassitismo, vuole vivere con le proprie risorse e questo cambia la prospettiva totale e inverte la tendenza politica di oltre 50 anni. Siamo orgogliosi, felici, insieme a tutti i siciliani, di festeggiare una rivoluzione che continua e che è in corso in Sicilia. Questo è merito di tutti i siciliani”.
E il Presidente della Regione non perde occasione per tornare ad intestarsi quel modello sicilia che i grillini definiscono essere di loro esclusiva pertinenza “Il modello Sicilia è siciliano, è fatto dai siciliani e – afferma il Presidente – ce la faremo a fare divenire la nostra regione, una delle più sviluppate d’Europa, ma anche una regione che diventa un simbolo sul piano dei diritti civili, della lotta alla mafia, della trasparenza, dando impulso a una rivoluzione culturale che mette al centro anche i soggetti deboli”.
poi una lunga serie di ringraziamenti agli autori della devoluzione: “Un grazie sentito al Presidente del Consiglio e a tutti i Ministri ed in particolare al Ministro Grilli ed al dirigente Fabrizia La Pecorella. Grazie al Ministro Barca per il decreto sui fondi Fas, approvato nella seduta di Governo di oggi”.
Ma per conoscere la sostanza del provvedimento e la sua attuazione bisognerà aspettare fino a lunedì’
“Da oggi le imprese che operano in Sicilia pagheranno le tasse in Sicilia. Uno dei sogni dei padri dello Statuto siciliano e degli autonomisti trova attuazione su proposta della regione siciliana”.
Lo annunciano in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e l’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi.
Dopo 68 anni e dopo una lunga serie di sentenze avverse da parte della Corte Costituzionale, dunque, crocetta annuncia che il governo nazionale rinuncerebbe alle tasse che riscuote in Sicilia e che ha sempre difeso con le unghia e con i denti.
“Il Governo nazionale – spiega il Presidente della Regione – ha approvato all’unanimità il provvedimento sulla base delle buone prassi di bilancio che il governo siciliano ha avviato, attraverso le azioni di spending review, i tagli delle province, delle partecipate, la revisione di spesa per gli assessorati, il taglio del salario accessorio, la chiarezza dei conti, quindi, sulla base dell’azione di buon governo che la Sicilia sta portando avanti”.
Nessuna traccia, però, del concordato necessario per l’attuazione dell’art. 37 dello Statuto. proprio questa norma, infatti, doveva passare attraverso un accordo pattizzio fra Stato e Regione al quale la nota di Palazzo d’Orleans non fa cenno. Si tratta, dunque, di un atto di devoluzione pure e semplice da parte dello stato nei confronti della Regione.
“Il governo siciliano e i siciliani tutti– afferma il governatore –, ringraziano il governo nazionale per il riconoscimento di un diritto. Utilizzeremo – prosegue – nel miglior modo possibile la fiducia che ci viene data, portando avanti con giustizia le politiche di rigore senza massacro sociale, sostenendo le imprese e i poveri”.
“Da oggi inizia una pagina nuova per la Sicilia, la sfida di cominciare a farcela da soli, con l’orgoglio di essere siciliani, mettendo a posto i conti e sviluppando l’economia. La Sicilia – continua Crocetta – non vuole vivere di assistenzialismo e parassitismo, vuole vivere con le proprie risorse e questo cambia la prospettiva totale e inverte la tendenza politica di oltre 50 anni. Siamo orgogliosi, felici, insieme a tutti i siciliani, di festeggiare una rivoluzione che continua e che è in corso in Sicilia. Questo è merito di tutti i siciliani”.
E il Presidente della Regione non perde occasione per tornare ad intestarsi quel modello sicilia che i grillini definiscono essere di loro esclusiva pertinenza “Il modello Sicilia è siciliano, è fatto dai siciliani e – afferma il Presidente – ce la faremo a fare divenire la nostra regione, una delle più sviluppate d’Europa, ma anche una regione che diventa un simbolo sul piano dei diritti civili, della lotta alla mafia, della trasparenza, dando impulso a una rivoluzione culturale che mette al centro anche i soggetti deboli”.
poi una lunga serie di ringraziamenti agli autori della devoluzione: “Un grazie sentito al Presidente del Consiglio e a tutti i Ministri ed in particolare al Ministro Grilli ed al dirigente Fabrizia La Pecorella. Grazie al Ministro Barca per il decreto sui fondi Fas, approvato nella seduta di Governo di oggi”.
Ma per conoscere la sostanza del provvedimento e la sua attuazione bisognerà aspettare fino a lunedì’
Attuazione art 37, le tasse restano in Sicilia Bianchi: “Trasferite risorse ma anche funzioni”
Attuazione art 37, le tasse restano in Sicilia Bianchi: “Trasferite risorse ma anche funzioni”:
“L’attuazione dell’art. 37 dello Statuto e dunque il riconoscimento alla Sicilia delle tasse pagate dalle imprese che operano nell’isola è un grande successo che ha una portata oserei dire storica. Ma non facciamoci tranne in inganno non si tratta di somme che ci permettono di chiudere il bilancio. E soprattutto insieme al riconoscimento delle imposte nel decreto legge ci sarà anche il trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione”.
E’ contento del risultato portato a casa ma prudente nell’entusiasmo l’assessore regionale per l’economia Luca Bianchi dopo l’annuncio del riconoscimento, da parte dello Stato, dell’art. 37 dello Statuto siciliano.
“Tecnicamente il necessario passaggio in Conferenza parificata Stato-Regione viene superato attraverso un decreto legge nazionale. in pratica è lo Stato che riconosce lo Statuto e ne da il via libera all’applicazione”.
Una vera e propria devoluzione che sembrava impossibile fino a qualche ora fa “ha contato molto nella trattativa – dice Bianchi – il risanamento dei conti in atto. ma bisogna anche riconoscere che, per assurdo, la crisi economica nazionale ci ha aiutato. solo qualche anno fa questo gettito sarebbe stato valutato in circa 250 milioni di euro l’anno. Difficilmente lo Stato ci avrebbe rinunciato. Oggi vale circa un quinto, quindi non più di 50 milioni di euro“.
Ma lo Stato devolve un simile gettito, anche se decurtato, dopo anni di battaglie anche giudiziarie, senza colpo ferire ne chiedere nulla in cambio?
“Certo che no. Il decreto legge attualmente in via di definizione prevederà che alla Regione vengano devolute, oltre gli incassi fiscali, anche una serie di funzioni con i relativi costi. Proprio per questo si sono fatti i conti sul valore del gettito. L’accordo prevede che le funzioni che verranno demandate non debbano costare più dei 50 milioni di gettito previsto”.
Allora è un successo solo sulla carta, a saldo zero?
“Anche se ancora devono essere definite le funzioni che ci verranno devolute ed il loro costo vedrete che nel bilancio di previsione ci sarà una posta in entrata che valutiamo in una decina di milioni di euro. Certamente nel 2013 non sarà un grande introito ma è comunque un aiuto e soprattutto è il riconoscimento di un diritto dei siciliani”
Allora un buon risultato teorico ma che porterà solo qualche piccolo introito economico in termini complessivi di bilancio
“In una prima fase non riscuoteremo direttamente le imposte ma ci sarà un trasferimento di risorse da Roma a Palermo, una sorta di compensazione per il 2013. Poi bisognerà valutare dal 2014 in poi il gettito. Bisogna tener presente che attualmente queste imposte valgono circa 50 milioni di euro l’anno ma se sapremo far riprendere l’economia gli importi cambieranno con il crescere della produzione”.
Ma l’assessore Bianchi conta, soprattutto su un impiego diverso di questo provvedimento, una sorta di legge-incentivo “Se gestiamo noi le imposte, la Sicilia potrà decidere di modularle come crede. Potremo, ad esempio, dar vita a forme di detassazione anche parziale. Provvedimenti del genere potrebbero essere volano di attrazione di nuove imprese o comunque di nuovi investimenti delle esistenti. Insomma si apre un ventaglio di possibilità su cui lavorare per lo sviluppo della Sicilia“.
La sfida adesso è quella di vigilare sull’emanazione del decreto legge e sui costi delle funzioni che verranno demandate alla Sicilia per evitare che il successo possa trasformarsi nell’ennesima trappola romana.
“L’attuazione dell’art. 37 dello Statuto e dunque il riconoscimento alla Sicilia delle tasse pagate dalle imprese che operano nell’isola è un grande successo che ha una portata oserei dire storica. Ma non facciamoci tranne in inganno non si tratta di somme che ci permettono di chiudere il bilancio. E soprattutto insieme al riconoscimento delle imposte nel decreto legge ci sarà anche il trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione”.
E’ contento del risultato portato a casa ma prudente nell’entusiasmo l’assessore regionale per l’economia Luca Bianchi dopo l’annuncio del riconoscimento, da parte dello Stato, dell’art. 37 dello Statuto siciliano.
“Tecnicamente il necessario passaggio in Conferenza parificata Stato-Regione viene superato attraverso un decreto legge nazionale. in pratica è lo Stato che riconosce lo Statuto e ne da il via libera all’applicazione”.
Una vera e propria devoluzione che sembrava impossibile fino a qualche ora fa “ha contato molto nella trattativa – dice Bianchi – il risanamento dei conti in atto. ma bisogna anche riconoscere che, per assurdo, la crisi economica nazionale ci ha aiutato. solo qualche anno fa questo gettito sarebbe stato valutato in circa 250 milioni di euro l’anno. Difficilmente lo Stato ci avrebbe rinunciato. Oggi vale circa un quinto, quindi non più di 50 milioni di euro“.
Ma lo Stato devolve un simile gettito, anche se decurtato, dopo anni di battaglie anche giudiziarie, senza colpo ferire ne chiedere nulla in cambio?
“Certo che no. Il decreto legge attualmente in via di definizione prevederà che alla Regione vengano devolute, oltre gli incassi fiscali, anche una serie di funzioni con i relativi costi. Proprio per questo si sono fatti i conti sul valore del gettito. L’accordo prevede che le funzioni che verranno demandate non debbano costare più dei 50 milioni di gettito previsto”.
Allora è un successo solo sulla carta, a saldo zero?
“Anche se ancora devono essere definite le funzioni che ci verranno devolute ed il loro costo vedrete che nel bilancio di previsione ci sarà una posta in entrata che valutiamo in una decina di milioni di euro. Certamente nel 2013 non sarà un grande introito ma è comunque un aiuto e soprattutto è il riconoscimento di un diritto dei siciliani”
Allora un buon risultato teorico ma che porterà solo qualche piccolo introito economico in termini complessivi di bilancio
“In una prima fase non riscuoteremo direttamente le imposte ma ci sarà un trasferimento di risorse da Roma a Palermo, una sorta di compensazione per il 2013. Poi bisognerà valutare dal 2014 in poi il gettito. Bisogna tener presente che attualmente queste imposte valgono circa 50 milioni di euro l’anno ma se sapremo far riprendere l’economia gli importi cambieranno con il crescere della produzione”.
Ma l’assessore Bianchi conta, soprattutto su un impiego diverso di questo provvedimento, una sorta di legge-incentivo “Se gestiamo noi le imposte, la Sicilia potrà decidere di modularle come crede. Potremo, ad esempio, dar vita a forme di detassazione anche parziale. Provvedimenti del genere potrebbero essere volano di attrazione di nuove imprese o comunque di nuovi investimenti delle esistenti. Insomma si apre un ventaglio di possibilità su cui lavorare per lo sviluppo della Sicilia“.
La sfida adesso è quella di vigilare sull’emanazione del decreto legge e sui costi delle funzioni che verranno demandate alla Sicilia per evitare che il successo possa trasformarsi nell’ennesima trappola romana.
Risultati del sondaggio sulla RAI libera dai partiti
Risultati del sondaggio sulla RAI libera dai partiti:

Hanno partecipato al sondaggio sul futuro della RAI libera dai partiti 95.000 persone. Il 99% dei partecipanti vuole una RAI finalmente svincolata, libera e indipendente dai partiti. Il 75% è favorevole alla vendita di due dei tre canali tramite un'asta pubblica. Il 99% vuole trasparenza e una riduzione delle consulenze esterne della RAI, in modo da poter sfruttare maggiormente la forza lavoro interna. Una RAI libera dai partiti secondo i partecipanti dovrebbe occuparsi di cultura (75%), tematiche ambientali ed energetiche (60%), inchieste giornalistiche e approfondimenti (52%), informazione internazionale (49%). Seguono economia, cronaca politica, cinema, serie tv e tematiche locali, sport, tecnologia e scienza.
Guarda il dettaglio dei risultati.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!

Hanno partecipato al sondaggio sul futuro della RAI libera dai partiti 95.000 persone. Il 99% dei partecipanti vuole una RAI finalmente svincolata, libera e indipendente dai partiti. Il 75% è favorevole alla vendita di due dei tre canali tramite un'asta pubblica. Il 99% vuole trasparenza e una riduzione delle consulenze esterne della RAI, in modo da poter sfruttare maggiormente la forza lavoro interna. Una RAI libera dai partiti secondo i partecipanti dovrebbe occuparsi di cultura (75%), tematiche ambientali ed energetiche (60%), inchieste giornalistiche e approfondimenti (52%), informazione internazionale (49%). Seguono economia, cronaca politica, cinema, serie tv e tematiche locali, sport, tecnologia e scienza.
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Grazie a tutti coloro che hanno partecipato!
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