6 aprile 2013

La nuova trappola

La nuova trappola: di Paolo Becchi



 Ci sono voluti un mese di polemiche ed una comunicazione ufficiale del Presidente della Repubblica per prendere atto della mia analisi sulla prorogatio del Governo Monti. Sono passati 106 giorni, con oggi, dalle dimissioni del Governo e dal passaggio dello stesso al regime di prorogatio. Sì, perché – di grazia – quest’ultima inizia a decorrere dal momento in cui il Governo rassegna le proprie dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Si sa, la “boria dei dotti” di vichiana memoria non ha limiti: i “costituzionalisti” da giornali continueranno a ripetere che prorogatio è un termine tecnicamente inopportuno o inappropriato, continueranno a scrivere sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, nonostante la sberla che si sono presi, nonostante la prova d’ignoranza (o malafede?) che hanno dato. Personalmente, non mi interessa. Forse, però, dovrebbe interessare la public opinion di questo Paese.







 Sono stanco di avere ragione, lo ammetto. Prima, però, di abbandonare le luci della ribalta in cui sono involontariamente caduto e ritornare ai miei studi, temo di dover ancora una volta intervenire per sfatare una tesi assurda. Purtroppo ciò che scrivo resterà, temo, lettera morta, e verrà giudicato un semplice esercizio scolastico. Ma – è dovere dirlo, per onestà intellettuale – la tesi secondo la quale il Parlamento non potrebbe istituire le Commissioni permanenti senza prima la formazione di un nuovo Governo è radicalmente priva di fondamento. È una sciocchezza, né più né meno delle sciocchezze che, per più di un mese, sono state sostenute contro la prorogatio.



 Per un mese una serie di “costituzionalisti”, politici, giornalisti ed affini ci hanno raccontato che non avevamo un Governo in Italia e che, senza Governo, il Parlamento non poteva fare alcunché. Finalmente il Capo dello Stato si è lasciato scappare che un Governo esiste, “è operativo” e che, pur dimissionario, non è dimesso. Immediato riposizionamento dei nostri commentatori: è vero, dicono ora, il Governo c’è, ma il Parlamento non può procedere alla formazione delle Commissioni, per poter iniziare finalmente a lavorare. C’è una logica, dietro queste affermazioni? Sì, c’è una logica che non ha nulla a che vedere con il dettato costituzionale, ma con il tradizionale modo di operare dei “partiti”: la formazione delle Commissioni permanenti, infatti, ha sempre implicato, nel cancro della nostra storia repubblicana, una serie di accordi, trattative e compromessi tra i partiti per la ripartizione dei Presidenti delle Commissioni. Momento fondamentale, dunque, delle logiche partitiche. Per questa ragione, allora, Pd e Pdl stanno “bloccando” la formazione delle Commissioni. Perché, senza prima l’accordo sul nuovo Governo, è ancora incerta la divisione tra maggioranza ed opposizione in Parlamento, è ancora irrisolto il problema essenziale per i partiti: capire chi andrà alla maggioranza, esprimendo il Governo, e, di conseguenza, come le Presidenze delle Commissioni potranno essere ripartite a partire da questa divisione maggioranza-opposizione.

Questo stallo, che sta portando al “blocco” del Parlamento, è espressione non del dettato costituzionale, ma del fatto che Pd e Pdl vogliono, prima di formare le Commissioni, chiarire la “questione Governo”.



 In realtà, però, la formazione delle Commissioni non ha bisogno di alcun intervento del Governo e, a maggior ragione, di alcun nuovo Governo che sostituisca quello dimissionario. Del resto il Parlamento ha, senza la formazione del nuovo Governo, provveduto all’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Presidenti che, tuttavia, si sono per ora rifiutati di procedere secondo quanto prevedono i regolamenti parlamentari. L’art. 17 del regolamento della Camera, infatti, disposte che il Presidente nomini i deputati che compongono a Giunta delle elezioni (quella, per intenderci, che dovrà valutare l’eventuale ineleggibilità di Berlusconi) “non appena costituiti i Gruppi parlamentari”. A sua volta, il regolamento del Senato prevede che “Il Presidente, non appena costituiti i Gruppi parlamentari, nomina i componenti della Giunta per il Regolamento, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e della Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico, dandone comunicazione al Senato”. Per la cronaca: i Gruppi si sono costituiti il 19 Marzo, ma non risulta che a ciò sia seguito alcunché. Ed i giorni passano.



 Che la formazione delle Commissioni non abbia nulla a che vedere con il Governo, inoltre, risulta chiarissimo da quanto dispongono, a questo proposito, i regolamenti parlamentari:

Art. 19 Regolamento Camera dei Deputati: “Ciascun Gruppo parlamentare, subito dopo la costituzione, designa i propri componenti nelle Commissioni permanenti, ripartendoli in numero uguale in ciascuna Commissione e dandone comunicazione immediata al Segretario generale della Camera. Il Presidente della Camera, sulla base delle proposte dei Gruppi, distribuisce quindi fra le Commissioni, in modo che in ciascuna di esse sia rispecchiata la proporzione dei Gruppi stessi, i deputati che non siano rientrati nella ripartizione a norma del precedente comma nonché quelli che appartengono a Gruppi la cui consistenza numerica è inferiore al numero delle Commissioni”.
Art. 21 Regolamento del Senato: “Ciascun Gruppo, entro cinque giorni dalla propria costituzione, procede, dandone comunicazione alla Presidenza del Senato, alla designazione dei propri rappresentanti nelle singole Commissioni permanenti di cui all'articolo 22, in ragione di uno ogni tredici iscritti, fatto salvo quanto previsto al comma 4-bis”
 È evidente che la formazione del nuovo Governo non ha nulla a che vedere con l’obbligo, per il Parlamento, di procedere alla formazione delle Commissioni permanenti, formazione indispensabile affinché l’Assemblea possa iniziare a legiferare. Stanno “bloccando” il sistema, ed è ovvia la ragione: i partiti vogliono rimandare al più a lungo possibile le questioni su cui, attualmente, non saprebbero come rispondere. Mi riferisco all’ineleggibilità di Berlusconi, alla riforma della legge elettorale, alle norme sulla corruzione e sui costi della politica. Pd e Pdl vogliono aspettare, vogliono prima cercare di trovare un “accordo” di massima su tutto questo. Ma, in questo modo – e nella storia repubblicana non era mai accaduto – si sta compiendo una grave violazione della democrazia parlamentare, impedendone il funzionamento.



 Il M5S deve reagire, non può lasciarsi “bloccare” da questi espedienti tipici della partitocrazia, dai giochi di corridoio ed anticamera. Che designi immediatamente, per il Senato, i propri rappresentanti nelle Commissioni e che, al contempo, inoltri una formale protesta ufficiale contro quanto sta accadendo. Deve chiedere l’intervento del Capo dello Stato, quale garante della Costituzione, per porre fine a questa palese ed evidente violazione delle regole della democrazia parlamentare.



 È il momento di prendere una posizione chiara, netta, contro Pd e Pdl, contro questo sistema che tenta di consumare, come un parassita, i deputati e senatori del M5S appena entrati in Parlamento. Non sporcatevi le mani con i partiti ed i loro compromessi, o sarete perduti per sempre.

Riceverò altre critiche, non ne dubito. Risponde per me Vittorio Feltri, che in un twitter mi ha scritto: “Il suo torto è quello di avere ragione. Non glielo perdonano".


5 aprile 2013

"La legge sul voto di genere è una porcata Crocetta non è diverso dagli altri"

"La legge sul voto di genere è una porcata Crocetta non è diverso dagli altri":
Intervista aI capogruppo grillino all'Ars, Giancarlo Cancelleri, che parla del rapporto con il governatore dopo il voto contrario del Movimento Cinque Stelle al ddl per la doppia preferenza di genere. “Se Crocetta va a Roma gli finisce peggio che a Bersani. Il modello Sicilia siamo noi e la nostra opposizione responsabile”.

4 aprile 2013

Per una RAI libera dai partiti #raisenzapartiti

Per una RAI libera dai partiti #raisenzapartiti:
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Molti mi chiedono perché i partiti che hanno ridotto l'Italia in una comprimaria e consegnato le prossime generazioni alla miseria e all'emigrazione hanno avuto ancora la maggioranza dei voti alle scorse elezioni. La risposta è che una parte della popolazione italiana vive in un gigantesco Truman show, la cui responsabilità va attribuita per intero ai giornalisti italiani, con le solite poche e, in un Paese come il nostro, più che lodevoli eccezioni.E' in atto una guerra dichiarata contro la realtà, mistificazioni, allusioni, menzogne vengono sputate dall'informazione quotidianamente. E' un'informazione di regime, totalitaria, simile alle purghe staliniane degli anni '30. Un'informazione omologata in un grande inciucio per mantenere privilegi, caste, parassiti sociali trasversali. Questa peste che tocca e ammorba chi non ha altre fonti di informazione è pagata dalle stesse vittime attraverso i contributi (diretti e indiretti) ai giornali e dal canone e dalle tasse per la RAI per un servizio pubblico indecente. La RAI è il megafono dei partiti, se la paghino loro. La RAI ha 13.000 dipendenti, di questi meno di 50 sono giovani under 30: lo 0,37%. Nel 2012 nonostante canone e pubblicità ha perso 250 milioni di euro. Chi sono i responsabili di questo sfascio? La RAI va rifondata e trasformata in un servizio pubblico sul modello della BBC senza alcun collegamento con i partiti, senza pubblicità, con produzione di contenuti di qualità sviluppati in prevalenza all'interno e non come ora affidati spesso a società esterne, sommando costi a costi. Il M5S proporrà in Parlamento, come da programma, l'istituzione di un solo canale RAI, senza vincoli verso i partiti, senza pubblicità e la vendita dei rimanenti due canali. Un'informazione libera è fondamentale per il futuro del Paese e per uscire da Matrix.

(*) dati giugno 2012

Ouya, ecco i titoli disponibili al lancio

Ouya, ecco i titoli disponibili al lancio:

La tanto attesa piattaforma Ouya vede ufficializzati in queste ore i titoli che saranno disponibili al momento del suo lancio sul mercato, con un elenco composto da 104 voci.
Continua a leggere: Ouya, ecco i titoli disponibili al lancio (...)

3 aprile 2013

New major release of Linux Video Disk Recorder

New major release of Linux Video Disk Recorder: After five years in development and 43 developer versions, version 2 of the VDR Linux video recorder has been released by its author Klaus Schmidinger. The new software offers full HDTV support. TV images are processed either by a plugin using the graphics card or by a DVB card's hardware decoder

2 aprile 2013

Senatori che non mollano l'osso

Senatori che non mollano l'osso:
Senatori doppi incarichi


 di Andrea Montefiori
 Senatore e consigliere regionale, Senatore e assessore, Senatore e sindaco. E le combinazioni possono essere anche più fantasiose ancora. Si può arrivare perfino a tre incarichi istituzionali svolti in contemporanea (da far invidia a Padre Pio, in quanto a dono dell'ubiquità). In un momento storico in cui il tema dei "tagli ai costi della politica" è una priorità (reale o solo di facciata), ci sono parlamentari che percepiscono stipendi, indennità, gettoni di presenza e vitalizi mentre siedono comodamente su due o più poltrone. Senza contare i rimborsi per le spese per alloggio, per il vitto, per lo staff. E se proprio dovesse capitare di dover pagare, non mancano diffuse scontistiche o, talvolta, con ti gratis offerti dai ristoratori compiacenti.




 I parlamentari, senatori o deputati che siano, non possono presiedere più di un seggio istituzionale. Lo dice il 122mo articolo della Costituzione. lo ribadiscono gli articoli 1 e 2 della legge 60/1953 (almeno nel loro senso generale), l'articolo 62 del decreto legislativo 267/2000 e lo afferma a più riprese anche la Corte Costituzionale. Eppure, ci risulta che siano più di trenta (almeno! perché magari ce ne sono altri) i Senatori che non si accontentano di una sola "cadrega". Senatori "incostituzionali", per così dire:

COGNOME NOME PARTITO INCARICHI
Aiello Pietro PDL Senatore; Assessore regionale (Calabria)
Albertini Gabriele Con Monti per l'Italia Senatore; Parlamentare europeo
Arrigoni Paolo Lega Nord Senatore; Sindaco Calolziocorte (LC); Consigliere della Provincia di Lecco
Bellot Raffaela Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Pedavena (BL)
Bilardi Giovanni Grande Sud Senatore; Consigliere regionale in Calabria
Bisinelli Patrizia Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Castelfranco Veneto (TV)
Bitonci Massimo Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Cittadella (PD)
Briglia Claudio PD Senatore; Sindaco di Crevalcore (BO)
Candiani Stefano Lega Nord Senatore; Consigliere Comunale a Tradate (VA)
Cardinali Valerdia PD Senatore; Assessore comunale a Perugia
Cardini Antonio PDL Senatore; Assessore regionale in Calabria
Cassano Massimo PDL Senatore; Assessore regionale in Puglia
Centinaio Gianmarco PDL Senatore; Assessore comunale a Pavia
Cirrinnà Monica PDL Senatore; Consigliere comunale a Roma
Compagnone Giuseppe PDL Senatore; Sindaco di Grammichele (CT)
Consiglio Nunziante Lega Nord Senatore; Assessore comunale di Cazzano Sant'Andrea (BG)
D'Adda Erica PD Senatore; Consigliere comunale di Busto Arsizio (VA)
D'Anna Vincenco PDL Senatore; Consigliere comunale di Santa Maria a Vico (CE)
De Monte Isabella PD Senatore; Sindaco di Pontebba (UD)
Garavaglia Massimo Lega Nord Senatore; Consigliere comunale di Marcallo con Casone
Mantovani Mario PDL Senatore; Sindaco comunale di Arconate (MI)
Bruni Francesco PDL Senatore; Consigliere della Provincia di Lecce, Consigliere comunale a Otranto
Chiavaroli Federica PDL Senatore; Consigliere comunale a Pescara
Cucca Giuseppe Luigi Salvatore PD Senatore; Consigliere regionale in Sardegna
Dalla Tor Mario PDL Senatore; Vicepresidente della Provincia di Venezia
Faviero Nicoletta PD Senatore; Consigliere comunale a Biella
Ferrara Elena PD Senatore; Consigliere comunale a Oleggio
Fornaro Federico PD Senatore; Sindaco di Castelletto D'Orba; Consigliere della Provincia ad Alessandria
Fravezzi Vittorio Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senatore, Sindaco di Dro, Componente del Consiglio delle Autonomie della Provincia Autonoma di Trento
Iurlaro Pietro PDL Senatore; Consigliere comunale di Francavilla Fontana; Consigliere regionale in Puglia
Langella Pietro PDL Senatore, Assessore nella Provincia di Napoli
Laniece Albert Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senatore, Assessore regionale in Valle D'Aosta
Manassero Patrizia PD Senatore, Consigliere comunale a Cuneo
Munearo Emanuela Lega Nord Senato, Consigliere comunale Ledinara
Manarin Marco PDL Senato; Consigliere comunale di Padova
Panizza Franco Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senato; Assessore Provincia autonoma di Trento
Piccoli Giovanni PDL Senato; Sindaco di Sedico
Spilabotte Maria PD Senato; Consigliere comunale a Frosinone
Stefàno Dario Sinistra Ecologia e Libertà Senato; Assessore regionale in Puglia
Susta Gianluca Scelta civica per l'Italia Senato; Deputato europeo
Uras Luciano Sinistra Ecologia e Libertà Senato; Consigliere regionale in Sardegna
Zizza Vittorio PDL Senato; Sindaco di Carovigno


 Che facciamo? Cambiamo la Costituzione o cambiamo i Senatori?

Zito (M5S): “Si cancellino le ipoteche per debiti inferiori a 8 mila euro”

Zito (M5S): “Si cancellino le ipoteche per debiti inferiori a 8 mila euro”:
Stop alle ipoteche per debiti con l’erario inferiori agli 8 mila euro, con cancellazione d’ufficio di quelle già iscritte, e l’immediata rimodulazione dell’aggio (compenso particolare dovuto agli esattori dopo la riscossione degli introiti, ndr). Il gruppo parlamentare all’Ars del Movimento Cinque Stelle punta ad alleggerire la pressione fiscale, accresciuta da “indebite pretese, a volte anche anticostituzionali”. Per questo ha presentato due interpellanze rivolte al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessore all’Economia Luca Bianchi.
“Palesemente illegittima – afferma il deputato Cinque Stelle, Stefano Zito – è l’iscrizione di ipoteche per debiti sotto gli 8 mila euro, pratica che, a quanto pare, viene costantemente esercitata nonostante un pronunciamento contrario della Corte di Cassazione nel 2010 e successiva legge dello stesso anno. Tutto ciò sta causando gravi danni all’economia e ai contribuenti, che si vedono rifiutare finanziamenti dalle banche a causa dei queste azioni esattoriali”.
Secondo i grillini sarebbe “perverso e, a tratti anche incostituzionale, anche il sistema dall’aggio a favore dell’agente di riscossione, che presto andrà in pensione per essere sostituito dal rimborso”. Attualmente a favore di Sicilia Riscossione Spa è previsto un aggio che varia in relazione alla celerità dei pagamenti da parte del debitore e che può oscillare dal 4,65 fino al 9 per cento.
“Tutto questo – sostiene Zito – è in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, che garantisce al cittadino pari dignità sociale e di trattamento davanti alla legge, senza distinzioni di sesso razza, religione e condizione sociale. Invece, attualmente, si finisce per penalizzare chi non è in grado di pagare immediatamente il debito con un notevole incremento dell’esborso futuro”.
A rendere illegittimo l’aggio, secondo i deputati grillini, è anche l’applicazione di compensi diversi a fronte di identiche prestazioni e la fissazione della misura dei compensi di riscossione nella percentuale fissa del nove per cento (per pagamenti oltre i sessanta giorni dalla notifica), anziché in misura corrispondente ai costi del servizio di riscossione.
“Irragionevole ci sembra – conclude Zito – anche l’applicazione dell’aggio sugli interessi di mora, considerando che l’agente delle riscossione non ha anticipato nessuna somma all’erario”.
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Rotazione capigruppo M5S, Nuti: ‘Dietro front formale, sarò portavoce’

Rotazione capigruppo M5S, Nuti: ‘Dietro front formale, sarò portavoce’:
“Vito Crimi e Roberta Lombardi resteranno capigruppo soltanto formalmente. In realtà tra tre mesi sarò io a svolgere il ruolo di portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera come avevamo stabilito e lo stesso avverrà al Senato con un altro mio collega”. Con queste le parole il deputato palermitano Riccardo Nuti chiarisce a BlogSicilia la questione dei ‘capigruppo’ del Movimento 5 Stelle al Parlamento. “Abbiamo deciso di mantenere Lombardi e Crimi capigruppo per esigenze burocratiche degli uffici del Parlamento”, spiega Nuti.
Intanto nell’aula di Montecitorio anche Sel, attraverso il suo capogruppo Gennaro Migliore, ha chiesto di procedere alla costituzione delle commissioni parlamentari permanenti“. In questo modo il partito di Vendola si distanzia dalla posizione dell’alleato Pd, che al parti di Pdl e Scelta Civica ritengono inutile l’avvio delle commissioni prima della formazione del governo, e si allinea al Movimento 5 Stelle.
“Ci sono ben quattro casi precedenti nella storia della Repubblica – sottolinea Nuti – in cui le commissioni permanenti sono state costituite. Quindi è possibile, oltre che necessario. Noi abbiamo già fornito i nomi dei nostri componenti ai presidenti di Camera e Senato”.
Tra i provvedimenti ai quali le commissioni potrebbero iniziare a lavorare il deputato palermitano individua: “Una legge seria sul conflitto di interesse, una legge anticorruzione realmente efficace e quella per l’istituzione del reddito di cittadinanza.Un provvedimento fondamentale per fronteggiare il malessere sociale di questi anni”.