4 agosto 2013

Inceneritore, le prove del M5S Ciaccio: “Adesso Lupo si dimetta” »

Inceneritore, le prove del M5S Ciaccio: “Adesso Lupo si dimetta” »:
“Nei piani della Regione, c’è, eccome, l’inceneritore a Bellolampo. Parlano le nuove carte. E’ per questo che ora Lupo deve dimettersi. E se non lo fa lui deve essere Crocetta a metterlo alla porta per rispetto dei siciliani”.  Il Movimento Cinque Stelle alza il tiro sulla questione inceneritore a Palermo e chiede la testa del commissario delegato per l’emergenza rifiuti che aveva smentito categoricamente la denuncia fatta qualche giorno fa dal Movimento Cinque Stelle circa un piano delle Regione per la costruzione della struttura.
Dall’Ars arrivano ora nuove prove: i verbali della commissione Bilancio che smentiscono Lupo e rilanciano alla grande l’ipotesi denunciata dai parlamentari dell’Ars e dal gruppo ambiente del Movimento di Palermo.
“E’ tutto nero su bianco – afferma il deputato regionale Giorgio Ciaccio – nei verbali della seduta numero 54 della commissione Bilancio del 18 luglio scorso, dove il dirigente generale del dipartimento dell’Energia, Pirillo, dice che «a fianco dei diversi strumenti di raccolta dei rifiuti, occorre individuarne uno di chiusura del sistema e che, pertanto, non si può prescindere dagli strumenti di valorizzazione energetica, tra i quali gli stessi termovalorizzatori» “.
“Termovalorizzatori – spiega Ciaccio – è solo un modo elegante di definire gli inceneritori, e proprio per evitare di fare pensare subito a questi nella seduta del 18 luglio Pirillo si esibisce in un vera e propria opera di contorsionismo lessicale per affermare, falsamente, che «valorizzazione energetica non coincide con l’utilizzo degli inceneritori»”. “L’esistenza di un piano che porta alla distruzione della materia – aggiunge Ciaccio – è rimarcato nella stessa seduta da una dichiarazione del dirigente del dipartimento dell’acqua e rifiuti, Ingrassia, che dice che «…il governo ritiene indispensabile per concludere il ciclo dei rifiuti ricorrere al recupero energetico, attraverso impianti di pirolisi o mediante biogassificatori»”.
“Non si continui ora – conclude il deputato M5S – a praticare lo sport preferito dai nostri amministratori: il loro campionato mondiale di arrampicata sugli specchi finisce qua. Dicano chiaramente a quale futuro vogliono condannare la cittadinanza, ma lo facciano subito, non quando si cercherà di spacciare la scelta inceneritore come una imposizione della prossima emergenza rifiuti. Modifichino subito il piano gestione rifiuti eliminando definitivamente ogni riferimento alla valorizzazione energetica legata alla distruzione della materia, pirolisi biogassificatori o inceneritori, o peggio altoforni”.
La denuncia del progetto di un inceneritore a Bellolampo era stata fatta dal Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi, dopo un accesso agli atti che aveva “regalato” ai parlamentari ed agli attivisti un preziosissimo verbale del Dipartimento della protezione civile, risalente a gennaio scorso, che prospettava “la necessità di determinare un quadro planimetrico dell’intera piattaforma di Bellolampo…individuando anche un’area per la localizzazione di un impianto di valorizzazione termica del rifiuto residuale da TMB” (le note ecoballe ndr).
In un verbale di qualche giorno prima il responsabile unico del procedimento precisava che “l’impostazione progettuale…produrrà una frazione residuale secca che…dovrà essere inviata ad un impianto di valorizzazione energetica (es pirolisi o altro) da prevedere anche nell’ambito della medesima piattaforma di Bellolampo per il completamento del ciclo”.
“Già da questi verbali – afferma Ciaccio – è chiarissima la volontà di arrivare all’inceneritore attraverso il TMB, cioè l’Impianto di trattamento meccanico biologico che servirà a produrre le famose ecoballe. Le dichiarazioni di Pirillo e Ingrassia ora chiudono il cerchio e rendono vano qualsiasi goffo tentativo di smentita”.
“Peccato – sostiene Ciaccio – che questa scelta non solo è stata pensata ma è stata anche scritta, visto che i verbali di cui siamo entrati in possesso risalgono a dicembre e gennaio scorsi, in piena amministrazione Orlando”.
Intanto la questione inceneritore ha varcato lo Stretto per approdare alla Camera, sotto forma di interrogazione presentata dai deputati del Movimento Cinque Stelle (prima firmataria Claudia Mannino) al ministero per l’Ambiente. Già arrivata la riposta che è stata, però, molto deludente.
“Il sottosegretario Cirilllo – ha affermato la Mannino – è stato totalmente silente sulla destinazione finale delle ecoballe previste dal piano per Bellolampo, che ad oggi non possono essere smaltite da nessun impianto presente in Sicilia. La risposta del sottosegretario inoltre è stata poco convincente in un altro versante, “visto che – dice la Mannino – mostra di credere nella favola che il flusso dei rifiuti di Palermo raggiungerà il 45% di raccolta differenziata entro dicembre 2013 e il 65% entro dicembre 2015. Nessuna chiarimento – ha aggiunto la Mannino – è stato fornito su come tali percentuali possano essere mai raggiunte in un così breve termine, tenuto conto che ad oggi, agosto 2013, la percentuale di raccolta differenziata è ferma all’incredibile e miserrima percentuale del 6%”.

I 10 punti del decreto "ammazza Taranto" »

I 10 punti del decreto "ammazza Taranto" »:
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"Queste le motivazioni per cui il M5S si è opposto al Decreto cosiddetto "Salva ILVA" e non ha partecipato al voto di conversione in legge:
1. Il Commissario, il sub-commissario e i loro delegati saranno immuni dalle azioni giudiziarie che potrebbero conseguire all'applicazione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
2. Esclusione del patrimonio aziendale accumulato durante l'attività svolta in violazione delle norme ambientali
3. AIA non comprensiva delle bonifiche necessarie sia nell'impianto che nelle zone circostanti
4. Nessun impedimento alla costituzione di una "bad company" alla quale conferire le attività inquinanti ed a maggior rischio chiusura
5. Nessuna regolamentazione sul conflitto di interessi nelle nomina del commissario e del sub-commissario
6. Nessuna esenzione del ticket sanitario per le malattie correlate alle emissioni dell'impianto
7. Nessun obbligo presso le Regioni sedi degli impianti ad attivarsi per ottenere fondi europei destinati alle bonifiche
8. Nessun controllo sulla gestione dei rifiuti stoccati negli stabilimenti, i quali vengono anzi agevolati nelle discariche già esistenti, pur in assenza di analisi dei rifiuti
9. Paradosso per il quale il Commissario deve addirittura garantire la continuità produttiva, anche a discapito dell'ambiente, per generare gli utili necessari per coprire i costi del conseguimento dell'AIA
10. Nessun indennizzo previsto per i cittadini dei quartieri limitrofi all'impianto." M5S Senato

Il M5S in Kazakistan dalla Shalabayeva e sua figlia

Il M5S in Kazakistan: il caso Shalabayeva non è chiuso »

Il M5S in Kazakistan: il caso Shalabayeva non è chiuso »:
Intervista integrale ad Alma Shalabayeva
(85:50)
m5s_shalabayeva.jpg
"Ieri siamo arrivati ad Almaty e abbiamo subito incontrato Alma Shalabayeva. Avevamo un obbiettivo, fare con lei una diretta streaming. Obbiettivo raggiunto! Era ed é di fondamentale importanza ascoltare le sue parole senza intermediari. Alma fisicamente sta bene ma é molto provata dalle ultime settimane. Anche sua figlia sta bene, fortunatamente é piccola e non si é resa conto di quel che é accaduto. Dopo la mozione di sfiducia al “Ministro degli Interni a sua insaputa” Alfano, non votata dal PD (repetita iuvant), abbiamo notato un preoccupante calo di attenzione sul caso. In Parlamento nessuno più se ne é occupato, nemmeno i partiti della cosiddetta sinistra, sempre attenti, a parole, ai diritti violati. Per questo abbiamo deciso di partire, per vederci più chiaro, per valutare lo stato di salute della donna e della bimba e per ricreare attenzione intorno a un caso che ha portato discredito all'Italia. Gli ultimi 20 anni di politica estera italiana sono stati un fallimento. Sono tutti responsabili della perdita di prestigio del nostro Paese nel mondo. Una perdita di prestigio che si paga inevitabilmente e il prezzo é carissimo: meno turismo, meno investimenti, più fuga di cervelli. Sono responsabili i governi di centro-sinistra, quelli dei bombardamenti di Belgrado o quelli che non hanno mai pensato al ritiro dall'Afghanistan. Sono responsabili i governi di centro-destra che tutti ricordiamo per l'intervento in Iraq o per le presunte nipoti di capi di stato esteri corteggiate da anziani pregiudicati. Ne é responsabile il governo Monti, quello tecnico, quello apprezzatissimo dall'Europa, ma oscenamente incapace di gestire il caso marò. Ed é responsabile il governo Letta, il governo dell'inciucio perenne, che passerà alla storia per il sequestro e la deportazione di una donna e di sua figlia il tutto in violazione del diritto internazionale e il tutto senza che i Ministri degli Esteri, degli Interni e della Giustizia si accorgessero di nulla. Ora come deputati abbiamo il dovere di costruire ulteriori azioni politiche sulla base dei contenuti che abbiamo raccolto e che continueremo a raccogliere nei prossimi giorni. Il dato certo é che i deputati del M5S sono stati i primi, e ad oggi, i soli, Parlamentari della Repubblica Italiana ad aver incontrato Alma. Ieri Alma ci ha detto cose molto importanti che contrastano con i risultati dell'inchiesta amministrativa ordinata dagli Interni. Ci ha ripetuto più volte di aver fatto richiesta di asilo politico alle autorità italiane, ci ha detto che le é stato buttato via il telefonino, ci ha raccontato per filo e per segno le drammatiche ore del blitz in casa sua. Credeva che l'avrebbero uccisa, non capiva se erano poliziotti o era la mafia. Al di la' di quello che ha fatto o non fatto il marito, Alma Shalabayeva é una donna espulsa ingiustamente da un Paese dove il rispetto dei diritti dovrebbe contare di più degli interessi economici di qualche padrino politico o di azienda. Si', dovrebbe, ma purtroppo non é così. La politica estera la fa più l'ENI della Farnesina e la Ragion di Stato si nasconde ormai nel controcorrente di qualcuno. Il M5S vuole dare al mondo un'altra immagine dell'Italia, quella di un Paese che rispetta i diritti umani e il diritto internazionale, quella di un Paese dove il Parlamento si occupa di questione serie, quella di un Paese dove si può stare al sicuro senza il timore che "due persone molto importanti", per usare le parole di Alma, decidano di sbatterti fuori senza spiegare il perché." Commissione Affari Esteri M5S Camera

Il M5S incontra la Shalabayeva in Kazakistan »

Il M5S incontra la Shalabayeva in Kazakistan »:
Il M5S in Kazakistan
(02:45)
m5s_kazakistan.jpg
"Il Governo ha sbagliato a "sua insaputa" con il rapimento e l'espulsione della kazaka Alma Shalabayeva e la figlioletta Alua di 6 anni. Avevamo chiesto al Parlamento di istituire una delegazione parlamentare che si recasse in Kazakhstan a parlare con le autorità kazake e a fare visita alla signora e alla bimba per verificare il loro stato di salute. A maggior ragione dopo che il 18 luglio 2013 persino l'Alto commissariato dell'ONU per i diritti umani ha condannato l'espulsione definendola "extraordinary rendition". Oggi, a seguito dell'arresto del marito Mukthar Ablyazov, questa delegazione avrebbe ancora più importanza. Avevamo chiesto di procedere urgentemente alla costituzione delle delegazioni parlamentari presso le assemblee internazionali e che la delegazione parlamentare presso l'OSCE (ancora non costituita per i soliti litigi tra PD e PDL) potesse lavorare in quella sede affinché il Kazakhstan rispetti i diritti umani e accetti di restituire all'Italia Alma Shalabayeva e Alua.
Il MoVimento 5 Stelle è in Kazakhstan con degli obiettivi precisi. Incontreremo Alma Shalabayeva per parlare con lei direttamente dell'accaduto. Siamo in contatto con l'Ambasciatore italiano in Kazakhstan, Dott. Pieri e con il console dott. Ferrara che avremo il piacere di incontrare. Inoltre avremo anche l'occasione di incontrare esponenti della società civile kazaka tramite Open Dialog Foundation. Stay tuned." Commissione Esteri M5S Camera
Primo video dal Kazakistan

2 agosto 2013

Oggi canone RAI, domani tassa sui media »

Oggi canone RAI, domani tassa sui media »: Il viceministro allo Sviluppo Economico Antonio Catricalà pensa alla trasformazione del canone RAI.

Questo errore li seppellirà PD+PDL partitounico

Pdl e pdmenoelle votano a comando: la prova »

Pdl e pdmenoelle votano a comando: la prova »:
pdl_pdmenoelle_comandati.jpg
"Ieri durante una seduta in Senato il presidente di turno ha indetto la votazione per un emendamento indicando il parere favorevole del governo. Pd (menoelle, ndr) e pdl, che siedono rispettivamente alla sinistra e destra del tabellone votano SI, il è colore verde. Poi però il Presidente dice di aver sbagliato, e che il parere del Governo era invece contrario. Si rifà quindi la votazione, e pd (menoelle, ndr) e pdl votano tutti, insieme, appassionatamente, NO. Colore rosso. Pd (menoelle, ndr) e pdl votano quindi a comando, senza riflettere, senza studiare, senza sapere. Il governo dice, loro eseguono. Ora ne avete la prova. Che farete?" Informare per resistere