17 giugno 2013
Revochiamo da remoto l’acceso al nostro account su Android, senza installare alcuna app
Revochiamo da remoto l’acceso al nostro account su Android, senza installare alcuna app:
Non vi proponiamo una tecnica esoterica o di difficile attuazione, ma un semplice procedimento che magari molti di voi avranno già utilizzato, ma che è bene ribadire, perché in caso di furto/smarrimento del proprio smartphone, impedire l’accesso a Gmail e Play Store è senz’altro una delle prime cose da fare.
Non vi proponiamo una tecnica esoterica o di difficile attuazione, ma un semplice procedimento che magari molti di voi avranno già utilizzato, ma che è bene ribadire, perché in caso di furto/smarrimento del proprio smartphone, impedire l’accesso a Gmail e Play Store è senz’altro una delle prime cose da fare.La cosa è in realtà molto semplice: vi basterà andare a questo link autenticandovi con l’account che usate sul vostro Android (se non dovesse funzionare andare prima qui e cliccate su “verifica autorizzazioni”), e revocare tutti gli accessi ad Android Login Service. Nel giro di pochi minuti sul vostro Android comparirà un avviso tra le notifiche, chiedendovi di effettuare nuovamente il login, altrimenti non potrete accedere al vostro account.
Non vi ridarà insomma indietro il vostro telefono, ma nessuno, senza conoscere la password, potrà accedere alla vostra mail (quelle già sincronizzate sul dispositivo saranno però ancora accessibili, ma non potranno arrivarne di nuove, né sarà possibile inviare mail a vostro nome) o prosciugarvi il credito sul Play Store, e tutto in pochi semplici passaggi che non richiedono di avere alcuna particolare app installata.
(Continua...)
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I soldi del pd
I soldi del pd:

"Il bilancio del Pd: in rosso di 7 milioni, anche se prende 29 milioni di finanziamento pubblico. La direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato la relazione del Tesoriere Misiani sul rendiconto di bilancio chiuso al 31 dicembre 2012. Ad una prima occhiata saltano subito all'occhio le voci in entrata che arrivano alla cifra di 37.509.616 euro, così suddivise: 7.833.300 come contributo per il rimborso delle spese elettorali della Camera; 8.551.382 rimborso spese elettorali del Senato; 6.835.358 rimborso spese del Parlamento Europeo; 6.014.018 rimborso spese Consigli regionali; 4.836.518 contributi da parlamentari; 3.420.040 contributi da persone fisiche. Per quanto concerne le spese, la cifra totale è di poco superiore ai 45 milioni di euro, con voci in uscita significative per: spese elettorali, di propaganda e comunicazione politica (circa 9 milioni di euro); consulenze e collaboratori (2 milioni di euro); viaggi e trasferte (1,5 milioni); costi per il personale dipendente (12 milioni di euro); sostegno a strutture ed associazioni (oltre 10 milioni di euro). Tra le spese spiccano anche i quasi 2 milioni di spese postali e gli oltre 700mila euro di utenze, mentre per gli "incassi" delle primarie si rimanda alla coalizione "Italia Bene Comune" e si segnalano in appositi paragrafi le attività svolte durante la Festa Nazionale del Pd ed i "rapporti" con le società di cui il partito è azionista al 100%" Segnalazione da FanPage

"Il bilancio del Pd: in rosso di 7 milioni, anche se prende 29 milioni di finanziamento pubblico. La direzione nazionale del Partito Democratico ha approvato la relazione del Tesoriere Misiani sul rendiconto di bilancio chiuso al 31 dicembre 2012. Ad una prima occhiata saltano subito all'occhio le voci in entrata che arrivano alla cifra di 37.509.616 euro, così suddivise: 7.833.300 come contributo per il rimborso delle spese elettorali della Camera; 8.551.382 rimborso spese elettorali del Senato; 6.835.358 rimborso spese del Parlamento Europeo; 6.014.018 rimborso spese Consigli regionali; 4.836.518 contributi da parlamentari; 3.420.040 contributi da persone fisiche. Per quanto concerne le spese, la cifra totale è di poco superiore ai 45 milioni di euro, con voci in uscita significative per: spese elettorali, di propaganda e comunicazione politica (circa 9 milioni di euro); consulenze e collaboratori (2 milioni di euro); viaggi e trasferte (1,5 milioni); costi per il personale dipendente (12 milioni di euro); sostegno a strutture ed associazioni (oltre 10 milioni di euro). Tra le spese spiccano anche i quasi 2 milioni di spese postali e gli oltre 700mila euro di utenze, mentre per gli "incassi" delle primarie si rimanda alla coalizione "Italia Bene Comune" e si segnalano in appositi paragrafi le attività svolte durante la Festa Nazionale del Pd ed i "rapporti" con le società di cui il partito è azionista al 100%" Segnalazione da FanPage
L'Italia ripudia la guerra, e i partiti?
L'Italia ripudia la guerra, e i partiti?:

"Evitare la partecipazione dell'Italia al programma F35 è uno degli obiettivi annunciati del M5S. Da quando siamo entranti in Parlamento fino ad oggi i nostri sforzi si sono concentrati nel tradurre in atti legislativi le proposte costruite assieme ai cittadini. Il 30 maggio 2013 abbiamo presentato una mozione che impegni il governo a non acquistare i 90 cacciabombardieri che costerebbero ai cittadini italiani 12,9 miliardi di euro (costo destinato a salire). La suddetta mozione è stata sottoscritta dai 109 deputati del M5S, da Sel e da soli 13 parlamentari del pdmenoelle. Inizialmente gli "onorevoli" del pdmenoelle erano favorevoli alla mozione ma una volta firmato l'inciucio con il pdl molti hanno cambiato idea, alcuni hanno addirittura ritirato la firma già depositata e nessuno di loro si è presentato in conferenza stampa. L'Italia vive una crisi senza precedenti e neanche 15 giorni fa il governo del Partito Unico ha respinto una mozione del M5S che voleva il ripristino dei fondi a scuola, università, ricerca e cultura. In quell'occasione non avete accolto la nostra richiesta per mancanza di copertura finanziaria, vedremo se riuscirete a trovarla per l'acquisto di queste armi da guerra che vanno contro l'art. 11 della Costituzione." M5S Camera

"Evitare la partecipazione dell'Italia al programma F35 è uno degli obiettivi annunciati del M5S. Da quando siamo entranti in Parlamento fino ad oggi i nostri sforzi si sono concentrati nel tradurre in atti legislativi le proposte costruite assieme ai cittadini. Il 30 maggio 2013 abbiamo presentato una mozione che impegni il governo a non acquistare i 90 cacciabombardieri che costerebbero ai cittadini italiani 12,9 miliardi di euro (costo destinato a salire). La suddetta mozione è stata sottoscritta dai 109 deputati del M5S, da Sel e da soli 13 parlamentari del pdmenoelle. Inizialmente gli "onorevoli" del pdmenoelle erano favorevoli alla mozione ma una volta firmato l'inciucio con il pdl molti hanno cambiato idea, alcuni hanno addirittura ritirato la firma già depositata e nessuno di loro si è presentato in conferenza stampa. L'Italia vive una crisi senza precedenti e neanche 15 giorni fa il governo del Partito Unico ha respinto una mozione del M5S che voleva il ripristino dei fondi a scuola, università, ricerca e cultura. In quell'occasione non avete accolto la nostra richiesta per mancanza di copertura finanziaria, vedremo se riuscirete a trovarla per l'acquisto di queste armi da guerra che vanno contro l'art. 11 della Costituzione." M5S Camera
Il Tartufo Superiore
Il Tartufo Superiore:
Marco Travaglio difende Antonio Ingroia. Ecco un suo editoriale pubblicato domenica da "Il Fatto".
Marco Travaglio difende Antonio Ingroia. Ecco un suo editoriale pubblicato domenica da "Il Fatto".
Il Decreto del fare sblocca il Wi-Fi e l'Agenda Digitale
Il Decreto del fare sblocca il Wi-Fi e l'Agenda Digitale: Sabato il Consiglio dei ministri, con l'approvazione del Decreto "del fare", ha deciso di intervenire su alcuni fronti del digitale. Il Wi-Fi viene finalmente liberalizzato. L'Agenda Digitale avrà una cabina di regia che risponde a Letta.
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