8 novembre 2012

Tutto va male, tutto va bene

Tutto va male, tutto va bene:
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"Ci avevano detto che con Berlusconi il debito pubblico era fuori controllo, così come la disoccupazione che stava salendo e che lo stesso non era in grado di fermare la crisi e ridurre lo spread:

1) A Novembre 2011 il debito pubblico era di circa 1900 miliardi di euro ora è di quasi 2000. E' aumentato e non diminuito nonostante l'aumento di tasse;

2) La disoccupazione ad Ottobre 2011 era dell'8,5% ora stiamo al 10,8%;

3) I fallimenti nel 2011 sono stati quasi 12.000 nel 2012 se ne aspettano oltre 13.000;

4) Lo spread questa estate era sugli stessi livelli del periodo di Berlusconi, ora solo grazie alla BCE (che ci mette alla pecorina, però) sta scendendo.

Insomma Monti HA FALLITO su tutta la linea. Il nostro fallimento come nazione avviene perchè abbiamo degli inetti alla guida. Per avere dei servizi da terzo mondo dobbiamo mantenere dei ministeri che si mangiano solo per il loro funzionamento 108.000.000.000 euro. Senza questa spesa (passando le competenze alle regioni a parità di personale) si potrebbe dare 600 euro al mese al 60% delle famiglie italiane, le più povere. Oltre agli stipendi o pensioni che prendono." Belpaese

7 novembre 2012

«Beppe è troppo invasivo La fedeltà cieca è roba da cani» - Corriere.it

«Beppe è troppo invasivo La fedeltà cieca è roba da cani» - Corriere.it

Asta frequenze TV: RAI e Mediaset bocciate dalla UE

Asta frequenze TV: RAI e Mediaset bocciate dalla UE: RAI e Mediaset potrebbero vedersi escluse dalla futura asta per le frequenze del digitale terrestre. Secondo indiscrezioni Bruxelles avrebbe suggerito all'AGCOM un limite di 5 multiplex per ogni operatore televisivo.

Così gli “spammer” trovano le nostre mail

Così gli “spammer” trovano le nostre mail:

Ecco come si appropriano di interi database di indirizzi di posta elettronica per inviarci messaggi con spam


spam in mailbox
Lo spam è una delle piaghe di Internet. Si tratta di una pandemia che la gente ha cercato di combattere per decenni, ma è ancora più forte che mai. Ma come si fa a trovare gli spammer, in primo luogo?
Il metodo principale per fare spamming è via e-mail.
Gli spammer hanno avuto molti anni per innovare e perfezionare le loro tecniche, e a quanto pare, hanno un sacco di modi attraverso i quali mettere le mani sul vostro indirizzo e-mail. Come sempre, la conoscenza è potere. Se si conoscono le tecniche che gli spammer utilizzano, allora sarete meglio attrezzati per ostacolarne l’azione.
Metodo #1: Mailing List. Uno dei più antichi metodi che gli spammer hanno utilizzato per raccogliere indirizzi e-mail è quello delle mailing list. Le mailing list sono fondamentalmente compilazioni di indirizzi email validi.
I servizi di mailing list osservano alcuni protocolli per aiutare a prevenire la perdita degli indirizzi di posta elettronica a causa di fonti esterne. Ancora oggi, gli spammer spesso fanno richieste di mailing list per ottenere un elenco di tutte le persone iscritte a tale elenco. I servizi spesso negano queste richieste, ma a volte funziona.
Inoltre, gli spammer possono effettivamente richiedere un elenco di tutte le liste di distribuzione, piuttosto che un elenco di tutti gli indirizzi e-mail individuali, per poi inviare e-mail di spam alle mailing list stesse e ai relativi contatti.
Metodo #2: link “Cancella sottoscrizione”. Sul tema delle mailing list, ecco un altro metodo che gli spammer a volte usano per agire. Se siete stati iscritti ad una newsletter o mailing list, dovete sapere che in fondo a ogni e-mail, di solito, c’è il link unsubscribe, ossia cancella l’iscrizione. A volte questo collegamento potrebbe benissimo essere ingannevole. Gli spammer inviano questo tipo di e-mail in massa a indirizzi di posta elettronica, generati in modo casuale. Cliccando sul link di cancellazione, si avrà la conferma della validità degli indirizzi e-mail.
Metodo #3: generazione di “forza bruta”. In altre parole, parliamo dell’approccio deciso per trovare indirizzi email. Ogni indirizzo di posta elettronica è stato progettato con una struttura specifica: [nome] @ [dominio] [com / net / org / etc]. La parte del dominio è facile da capire dato che tutto quello che dovete fare è cercare i servizi di posta elettronica più popolari e utilizzarli come base. L’unica parte importante, in realtà, è la sezione [nome]. A questo punto, lo spammer può solo creare un gruppo di lettere casuali e combinazioni di numeri per inviare e-mail casuali. Esempio:
Metodo #4: Web Crawler Bot.

Un’altra tattica comune è quella di utilizzare i bot (chiamati crawler) che viaggiano attraverso le pagine web, alla ricerca di indirizzi di posta elettronica. Questo potrebbe sembrare più spaventosa di quanto non sia in realtà, quindi lasciatemi spiegare. Ogni volta che si accede a una certa pagina web, il contenuto della pagina viene visualizzato sullo schermo mediante il browser. Tuttavia, gli spammer hanno codificato i programmi che richiedono i dati della pagina web dal server web senza la necessità di utilizzare un browser.
Una volta che i dati arrivano, il programma può leggerli rapidamente e determinare se ci sono indirizzi e-mail presenti nella pagina web. Se ci sono, sono archiviati in un database a distanza. I forum sono un obiettivo popolare. I profili utente sui forum hanno spesso l’e-mail utente mostrata. Questi bot sono in grado di scansionare l’intero elenco dei membri di un forum e tirare fuori tonnellate di indirizzi e-mail. Un altro obiettivo sono i siti di social networking, in cui i profili utente spesso contengono in chiaro gli indirizzi e-mail.
Metodo #5: ottenere database di posta elettronica. Alcune compagnie vendono il proprio database di indirizzi e-mail in cambio di un molti soldi.
Ogni volta che ci si registra su un sito web o ci si iscrive a una newsletter, il vostro indirizzo e-mail viene immesso in un database. Tale regola vale per i giochi online, account del forum, servizi di social networking, agenzie di stampa, blog e così via. Ogni volta che inserite il vostro indirizzo e-mail in un modulo online, il rischio c’è sempre e comunque.
“Ma per quanto riguarda le norme sulla privacy?” ci si potrebbe chiedere: non tutte le società agiscono con onestà e integrità. Più raramente, gli spammer si introducono nei database aziendali rubando indirizzi e-mail a loro insaputa.

Media World Germania mette in vendita il Nexus 4 da 16 GB a 395€, dal 15 dicembre

Media World Germania mette in vendita il Nexus 4 da 16 GB a 395€, dal 15 dicembre:
Paese che vai, usanze che trovi: se da noi il Nexus 4 arriverà a fine dicembre, nella sola versione da 16 GB e ad un prezzo non ancora ufficializzato ma che sembra intorno ai 600€, in Germania la catena Media Markt (il nostro Media World) ha messo in vendita il nuovo googlefonino al prezzo di 395€ per il modello da 16 GB, solo 46€ in più della versione che sarà presente sul Play Store da 13 novembre prossimo.
Se state già sperando in una simile offerta anche per il nostro paese, non siamo in grado di confermarla né di smentirla, ma c’è da considerare il fatto che in Germania è prevista la commercializzazione via Play Store, il che praticamente obbliga le grandi catene che vogliano vendere il Nexus 4  a ripensare i propri prezzi, o difficilmente la gente le preferirà all’acquisto online.
Come saprete invece da noi la situazione è ben diversa: senza un Play Store a fare concorrenza, le varie catene di elettronica di consumo non hanno particolari ragioni per mettere in offerta il Nexus 4 (o comunque non è detto che possano permetterselo/vogliano farlo, vedi l’esempio di Phone House), quindi non sarà affatto scontato poterlo trovare a simili cifre. In parole povere, l’assenza di Google Play Devices (e i prezzi imposti da LG) potrebbero penalizzarci due volte, aprendo però la strada ad un più facile acquisto dall’estero, soprattutto se altre catene seguissero l’esempio di Media Markt, dato che non è possibile ordinare i Nexus dal Play Store degli altri paesi europei. Voi che ne pensate: 395€ è comunque un prezzo “onesto”?

Asus conferma: il Nexus 7 3G arriverà anche in Italia a 299€

Asus conferma: il Nexus 7 3G arriverà anche in Italia a 299€:

Buone notizie per chi aspettava un Nexus 7 con più memoria interna e connettività 3G: Asus tramite un comunicato stampa ha confermato l’arrivo in Italia del Nexus 7 32 GB, già disponibile negli Asus Point, e del Nexus 7 3G (sempre con 32 GB di memoria interna) che arriverà in Italia ad un prezzo di 299€.
(...)
Continua a leggere Asus conferma: il Nexus 7 3G arriverà anche in Italia a 299€ su Androidiani.Com

OLinuXino A13: un nuovo mini PC economico

OLinuXino A13: un nuovo mini PC economico: Olimex, produttore bulgaro di sistemi, ha presentato OLinuXino, un board computer che somiglia vagamente al Raspberry Pi, ma rispetto a questo dispone di un processore più veloce, più porte di input / output integrate ed è completamente open source: sia dal punto di vista hardware che da quello software.

Titanium Backup è ora in grado di creare pacchetti zip flashabili di tutte le nostre app

Titanium Backup è ora in grado di creare pacchetti zip flashabili di tutte le nostre app:
Il backup su Android è un argomento più complesso di quanto potrebbe essere: per alcuni tipi di dati è tutto automatizzato sui server di Google (contatti, password Wi-Fi e altre impostazioni), ma per la maggior parte delle applicazioni l’unico modo per non dover riniziare da zero le nostre corse di Temple Run dopo un full wipe, è ricorrere a Titanium Backup. Gli utilizzatori di questa nota app saranno dunque lieti di sapere che grazie all’ultimo update è possibile creare dei pacchetti zip di tutte le nostre app (dati compresi), in modo da poterli flashare da recovery subito dopo l’installazione di una nuova ROM, ritrovandosi così con un firmware completo già dal primo avvio. Ma vediamo il changelog completo:
  • [PRO] Si possono creare file update.zip contenenti app+dati, solo app o solo dati. Sono supportate sia le applicazioni utente che quelle di sistema e il file creato può essere segnato.
  • [PRO] Si possono caricare file più grandi di 150 MB su Dropbox.
  • [PRO] Migliorata la fault tolerance per i caricamenti su Dropbox upload.
  • Migliorata la schermata “Overview of app storage use”, viene mostrata la posizione dell’app e supporta refresh / click / long-click.
  • Sistemato un bug che impediva di de-proteggere i backup su partizioni ext2/3/4.
  • Sistemato un possibile force close importando un backup.
  • Altri bugfixe & migliorie.
  • Aggiornate le traduzioni.
Chi ha i permessi di root (e la versione completa di Titanium) può insomma dormire sonni tranquilli in materia di backup. Per tutti gli altri, speriamo che Google ponga presto rimedio: con tutto questo voler ricorrere alla cloud è un po’ ridicolo non poterla sfruttare anche per una cosa tanto banale come il salvataggio dei dati di una qualsiasi app. Box per il download come sempre a seguire, dopo lo stacco.