13 maggio 2012

(titolo sconosciuto)

(titolo sconosciuto):

Telefonino Android con backdoor segreta già a bordo



Credit: Phonedog.com.
Mikko Hypponen segnala su Twitter che sui cellulari ZTE Score M, che usano Android 2.3.4 e sono venduti negli Stati Uniti, c'è un'applicazione il cui unico scopo è “fornire una backdoor a una shell di root sul dispositivo”. È sufficiente digitare la password, che è ztex1609523, come spiegato qui su Pastebin.



L'applicazione non ha un nome autoesplicativo (è sync_agent) e non è documentata ufficialmente.



Chissà se altri telefonini hanno funzioni analoghe. Con una shell di root si ha accesso profondo a tutto il contenuto del dispositivo. Hmmm...
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

#OccupyParma

#OccupyParma:
occupyparma.jpg

Parma è la nostra piccola Stalingrado. Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo, come Federico Pizzarotti, allora tutto è possibile in questo disgraziato Paese. La democrazia diretta potrà affermarsi in ogni Comune italiano e nelle Istituzioni.
Parma Caput Mundi. Sembra che, per qualche coincidenza astrale, stia avvenendo tutto in questi giorni in questa bella e orgogliosa città. La conclusione del processo Parmalat, il più grande crack finanziario europeo, con Calisto Tanzi ridotto a una larva, e il tentato e misterioso suicidio di Bernardo Provenzano in carcere. Entrambi simboli del tramonto della Seconda Repubblica e dei suoi collegamenti con la mafia e l'economia. "Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte". Questa notte, durata decenni, sta finendo. Parma, città della fine e di un nuovo inizio.
Parma è una città indebitata, con un grave dissesto economico. Il MoVimento 5 Stelle è un salto nell'ignoto, nel domani. Gli altri sono la continuità con il passato, la certezza del suicidio assistito.Vincenzo Bernazzoli, il candidato del Pdmenoelle è presidente della Provincia di Parma (ma le province non dovrebbero essere abolite?) in carica (così se perde conserva il posto di lavoro) e sostenitore dell'inceneritore (che causa neoplasie), ha spiegato che il futuro di Parma è nel maggiore indebitamento bancario e che (nessuna paura) i suoi uomini sanno come trattare con i banchieri. "Le banche hanno smesso di fare cessione di credito nei confronti di Comune e partecipate. Non danno più soldi per paura che il Comune sia insolvente... Senza liquidità non si possono pagare i fornitori e già a giugno, molte cose rischiano di saltare. E potrebbero saltare anche stipendi: insomma, Parma è sull’orlo del baratro, è bene che si sappia. Per uscire da tutto ciò è necessario convincere le banche a fare un prestito ponte per permettere di superare il rischio collasso. E per chiedere i soldi noi abbiamo e persone capaci, persone della società civile... competenti e in grado di trattare con le banche”. Non ne dubito. Banche e partiti sono gemelli siamesi.
Venerdì 18 alle ore 21 nel Piazzale della Pace la lista del MoVimento 5 Stelle chiuderà la campagna elettorale a Parma, io ci sarò per una breve introduzione, ma saranno loro, le loro proposte che dovrete ascoltare. Se li votate, votate voi stessi. Però chiunque li voti deve mettere in gioco qualcosa, partecipare al miglioramento della sua città. Il tempo della della delega in bianco ai partiti è finito. E' iniziato quello della partecipazione.
Se si può fare qui, si può fare ovunque
Sta a te, Parma... Parma...
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12 maggio 2012

Il MoVimento 5 Stelle e gli zombie televisivi

Il MoVimento 5 Stelle e gli zombie televisivi:
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"*** Mi rivolgo a coloro che credono che andare in TV sia utile. Per cortesia, leggete.*** Fino a qualche giorno fa la pensavo come voi! Poi mio padre, persona di una certa età legata - purtroppo - ad un partito tradizionale, senza volerlo mi ha fatto intuire quanto sia efficace non presentarsi in TV. E' rimasto colpito dal fatto che, non so in quale trasmissione, il conduttore si lamentava dell'assenza degli esponenti del M5S. Non era la prima volta che assisteva ad una scena simile. Mi ha detto che voleva a tutti i costi documentarsi per comprendere i motivi che spingevano, per la prima volta dal dopoguerra ad oggi (!), "un simile partito vincente" a non presenziare in TV. Per lui era inconcepibile e non si dava pace. Inoltre si interrogava sulle ragione che hanno portato al successo "i seguaci di Grillo" ripromettendosi di informarsi meglio. Vi faccio una domanda: se avesse visto in TV gli esponenti del M5S accanto agli zombie di sempre, quale sarebbe stato il messaggio che avrebbe raggiunto mio padre? Che quelli del M5S sono politici come gli altri, cercano la notorietà e non sono altro che seguaci di un nuovo ulteriore partito. Concludo con una domanda. Quale messaggio vogliamo lanciare? Che noi siamo il nuovo e che facciamo politica diversamente da ciò che si è visto fino ad adesso, oppure che noi siamo come gli altri e non disdegniamo gli schemi stantii della vecchia politica? Rifletteteci serenamente." Valerio Tario, Brindisi
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11 maggio 2012

Finanziamento pubblico ai partiti in cifre (dati aggiornati ai rimborsi elettorali 2012)

Finanziamento pubblico ai partiti in cifre (dati aggiornati ai rimborsi elettorali 2012)

Editoria, vendere il 30% delle copie distribuite per ricevere i contributi – Il Fatto Quotidiano

Editoria, vendere il 30% delle copie distribuite per ricevere i contributi – Il Fatto Quotidiano

Ecco perché Grillo ha ragione a dire: “Non andate in tv” – Il Fatto Quotidiano

Ecco perché Grillo ha ragione a dire: “Non andate in tv” – Il Fatto Quotidiano

Beppe Grillo sul TIME

Beppe Grillo sul TIME:
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La stampa internazionale sta seguendo con grande attenzione la crescita del MoVimento 5 Stelle. Di seguito parte dell'articolo apparso sul TIME:

"La dice lunga per la politica italiana che la figura politica più potente dopo l'ex Primo Ministro Silvio Berlusconi, travolto dagli scandali, sia un comico brizzolato ed esplosivo di nome Beppe Grillo, noto per aver organizzato i V-Day, giornate di protesta nazionale contro la corruzione del governo. Un desiderio di cambiamento attraversa l'elettorato europeo, gli Italiani vogliono avere una possibilità di scelta e, con l'eccezione di Beppe Grillo, l'Italia non ha un solo leader nazionale che non fosse già in politica nel 1994, l'anno in cui Berlusconi prese il potere.
Le elezioni municipali di maggio sono l'ultimo concreto test politico prima delle consultazioni nazionali del prossimo anno. Se i sondaggi sono corretti, i politici italiani prenderanno la stessa lezione dei tiranni della Primavera Araba: la repressione del cambiamento si traduce in un sollevamento popolare. La fiducia nella classe politica è a una sola cifra. Gli scandali e la corruzione si contendono lo spazio nei giornali con una frequenza che sconvolge anche il pur assuefatto elettorato italiano. È opinione condivisa che il governo di tecnici non eletti di Mario Monti - la sua stessa esistenza è la prova dell'incapacità della democrazia italiana di produrre un'alternativa migliore - sia stato incaricato di ripulire il disastro che i politici sono stati incapaci di risolvere.

La politica italiana è diventata burocrazia. I protagonisti storici cercano di respingere gli sfidanti non con piattaforme di idee, l'oratoria o la politica, ma con la macchina radicata dei loro partiti. Se aprite un paio di giornali degli ultimi 18 anni, troverete gli stessi nomi. Prendete Pier Ferdinando Casini. Ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana, ha poi rotto e da allora ha guidato altri due raggruppamenti nati da scissioni e fusioni. "Nel resto del mondo, i partiti rimangono gli stessi, ma cambiano i leader", dice Matteo Renzi, il sindaco di Firenze e uomo politico che ha lottato per sfondare nel panorama nazionale. "Per noi, è il contrario." Secondo la legge elettorale - introdotta nel 2005 - gli elettori non votano i singoli candidati, ma liste di partito stilate dai leader politici che, come prevedibile, selezionano in base alla lealtà. Berlusconi è stato cacciato in novembre e il suo alleato di lunga data Umberto Bossi, capo della xenofobica Lega Nord, si è dimesso in aprile tra le accuse di spesa di fondi del partito per conto della sua famiglia. Ma entrambi sono stati rimpiazzati da sottotenenti scelti con cura. Nel frattempo, i loro avversari a sinistra continuano a scandagliare le profondità delle loro gerarchie di partito per una serie di burocrati poco stimolanti.
Con i leader del Paese concentrati sul loro gioco di poltrone, i problemi della terza economia più grande d'Europa sono rimasti in larga parte trascurati. L'attuale generazione di politici ha governato come se fosse determinata a prosciugare il Paese prima di morire. Dal 1994 in Italia i partiti hanno ricevuto 3,3 miliardi di dollari di finanziamento pubblico delle campagne elettorali, ma solo 800 milioni sono stati contabilizzati come spesa elettorale; il resto è scomparso nelle casse dei partiti. Nel frattempo l'economia è in stallo. Nel mese di aprile, l'Istituto Nazionale di Statistica ha rilevato che l'11,6% della forza lavoro aveva rinunciato a cercare lavoro - da sommarsi al tasso ufficiale di disoccupazione del 9,8%.
Finora, la reazione del Parlamento è stata un altro "gioco delle sedie musicali". Il 19 aprile, Casini ha presentato il Partito della Nazione, che spera comprenda membri del governo tecnico del Primo Ministro Monti. Per non essere da meno, il successore di Berlusconi, Angelino Alfano, ha dichiarato che lui e l'ex Primo Ministro faranno presto un annuncio "che cambierà il corso della politica italiana nei prossimi anni." Anche i politici di sinistra parlano di rimpasto.
Per coloro che vogliono che i loro partiti sopravvivano, il messaggio non dovrebbe essere "abbottonarsi", ma "aprirsi". In caso contrario, non dovrebbero sorprendersi se gli elettori prenderanno in prestito una citazione di Beppe Grillo per dire loro cosa fare di se stessi."
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Roaming UE a tariffe stracciate da luglio 2012

Roaming UE a tariffe stracciate da luglio 2012: A luglio scatteranno le riduzioni dei tetti delle tariffe di roaming UE. Manca solo la formale approvazione del Consiglio UE ma è solo questione settimane. Si parla di tagli alle tariffe voce, traffico dati e SMS.