9 giugno 2013

Fico rinuncia alle indennità di carica in Vigilanza RAI

Fico rinuncia alle indennità di carica in Vigilanza RAI:
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"Il 6 giugno sono stato eletto Presidente della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche detta commissione di vigilanza RAI. Subito dopo l'elezione dall'ufficio di presidenza, come prevede il regolamento, ho mandato una lettera che annunciava la mia elezione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Rai, al Direttore Generale della Rai e al Presidente dell' AGCOM. Il 7 giugno mattina mi sono recato all'ufficio delle competenze parlamentari e ho rinunciato totalmente all'indennità di funzione ovvero all'indennità aggiuntiva a cui avrei avuto diritto come Presidente. Il risparmio per i cittadini è esattamente 26.712,00 euro l'anno che moltiplicato per cinque anni fa 133.560 euro. L'esempio è sempre più importante di mille parole. Ho chiesto poi ai partiti che compongono la commissione di comunicare alla presidenza i nomi dei capigruppo così da poter convocare il primo ufficio di presidenza. Lunedì mattina sarò nell'ufficio di Palazzo San Macuto, dove ha sede la commissione, per iniziare l'allestimento del mio ufficio e conoscere i nuovi dipendenti della Camera dei Deputati assegnati alla commissione." Roberto Fico

Fermiamo la colata

Fermiamo la colata:
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"Succede che nonostante ogni 10 metri ci sia un cartello vendesi, nonostante nessuno possa più accendere un mutuo, nonostante le difficoltà, la crisi edilizia, la necessità di risanare e non di costruire, si continui senza sosta a consumare il nostro preziosissimo territorio. A San Lazzaro, alle porte di Bologna, come nel resto d'Italia le concessioni edilizie vengono date ai soliti noti con facilità sospetta. Chi costruisce e chi consente di farlo se ne infischia del parere dei cittadini, della violenza che stà perpetuando nei confronti di una terra che esige e merita rispetto, l'agonia di un Paese si misura anche dall'ambiente martoriato in cui viviamo. Dove c'era un campo di grano presto potrebbero esserci una colata di cemeto con inutili palazzi alti nove piani. Le generazioni future non ci perdoneranno." Nikilnero e Dario

C'è chi ha votato il M5S

C'è chi ha votato il M5S:
Fatelo voi!
(1:32)
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C'è chi ha votato il M5S perché credeva nei miracoli

C'è chi ha votato il M5S perché non ce la faceva più di essere preso per il culo

C'è chi ha votato il M5S perché il pdl e il pdmenoelle erano due facce della stessa medaglia

C'è chi ha votato il M5S perché era esodato, precario, disoccupato, sfrattato

C'è chi ha votato il M5S perché voleva un cambiamento, non importa quale, l'importante era voltare pagina, meglio un salto nel buio di un suicidio assistito

C'è chi ha votato il M5S perché "Proviamo questo prima della rivoluzione armata"

C'è chi ha votato il M5S perché non guardava la televisione

C'è chi ha votato il M5S perché il M5S non rubava, si tagliava gli stipendi e non prendeva il finanziamento pubblico dei partiti e questo era un ottimo inizio

C'è chi ha votato il M5S perché Beppe Grillo girava in camper senza scorta e distribuiva il suo sudore in quantità industriale ai comizi

C'è chi ha votato il M5S perché aveva visto troppe volte Floris, la Gruber, Vespa e Formigli in televisione e voleva al più presto un antiemetico

C'è chi ha votato il M5S perché il Monte dei Paschi di Siena, l'Unipol, Fiorito, Lusi, Tedesco, Penati, Dell'Utri, Cosentino e via elencando

C'è chi ha votato il M5S perché Travaglio era una brava persona

C'é chi ha votato il M5S perché pensava che Scalfari non fosse una brava persona

C'è chi ha votato il M5S per avere la certezza di liberarsi di Napolitano

C'è chi ha votato il M5S perché voleva la giustizia sociale con l'introduzione del reddito di cittadinanza

C'è chi ha votato il M5S perché in Italia non esisteva un'informazione libera ed era al 68simo posto nel mondo

C'è chi ha votato il M5S perché i vescovoni e la CEI lo attaccavano forse per conservare l'esenzione dall'IMU

C'è chi ha votato il M5S perché non voleva emigrare

C'è chi ha votato il M5S perchè solo i pazzi possono cambiare la Storia

C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S veniva infangato ogni giorno dall'Unità e da Repubblica, ma anche dal Giornale e da Libero, dall'Espresso, ma anche da Panorama, dal Tg3, ma anche dal Tg4

C'è chi ha votato il M5S per relegare finalmente Berlusconi nella spazzatura della Storia

C'è chi ha votato il M5S perché i ragazzi del M5S avevano una faccia pulita

C'è chi votato il M5S senza sapere neppure perché, così per provare, per vedere l'effetto che fa

C'è chi ha votato il M5S credendo di delegare invece di partecipare

C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S aveva contro tutti, ma proprio tutti: partiti, informazione, lobby, poteri internazionali, criminalità organizzata legata alla politica e, proprio per questo, essendo l'unico seduto dalla parte sbagliata del tavolo, ce la poteva fare.

Boldrini, studi la Costituzione!

Boldrini, studi la Costituzione!:
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La Boldrini, "nominata" alla Camera per grazia di Vendola, entrata in Parlamento grazie alla coalizione farlocca con il pdmenoelle, subito rinnegata (a parole) per occupare le poltrone dovute all'opposizione, eletta presidente della Camera a tavolino in una notte, ha un piccolo problema. Non legge le mie dichiarazioni prima di parlare o, cosa più grave, non è in grado di capirle. Nel mio intervento ho denunciato che da vent'anni il Parlamento viene spogliato dei suoi poteri, sanciti dalla Costituzione, senza che nessun partito abbia da ridire. Un Parlamento di "nominati" dai partiti, non di votati dai cittadini, il cui potere di legiferare è stato di fatto trasferito al Governo con i decreti legge, un Parlamento neppure messo in grado di sfiduciare il Governo, come è stato per Berlusconi e Monti, e che prende ordini dai partiti. Questo è il Parlamento oggi. Negarlo è negare la realtà. Studi la Costituzione, cara Boldrini, e la legga attentamente prima di commentare le mie parole a uso suo e dei partiti. Il M5S vuole da sempre la centralità del Parlamento. Il resto sono balle. Leggiamo le sue parole: "Le dichiarazioni di Beppe Grillo, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia. Sono dannose per il paese, per la sua immagine all'estero, per chi lavora a rinnovare le istituzioni rendendole più sobrie, efficaci e trasparenti e per gli stessi deputati del gruppo M5S, presenti con grande impegno nell'attività della Camera".

Buona fortuna nel gruppo misto

Buona fortuna nel gruppo misto:
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"Il gruppo parlamentare alla Camera MoVimento 5 Stelle, nell'apprendere del passaggio di due colleghi al Gruppo misto, desidera salutarli e augurare loro buona fortuna.

Auguri a Vincenza Labriola e Alessandro Furnari di buon lavoro, con l'auspicio che riescano a concretizzare molti efficaci progetti di legge: nel MoVimento 5 Stelle non sono infatti riusciti a proporne neppure uno, oltre ad aver apposto le loro firme a progetti altrui, siglando appena un paio di interrogazioni in due, in tre mesi di lavoro. Siamo certi che al gruppo misto lavoreranno molto meglio, anche considerando che saranno finalmente liberi di disporre di tutto il denaro spettante senza dover più adempiere agli impegni presi con il codice di comportamento e col "fastidioso" Beppe Grillo. Argomento, questo, che hanno molto a cuore e su cui si concentra la loro "dissidenza". Tale serenità economica consentirà loro anche di dedicarsi finalmente al problema Ilva, che da deputati tarantini vedono certamente come stella polare. Finora, però, non hanno purtroppo avuto modo di pronunciarsi o di impegnarsi in proposito neanche una volta, preferendo delegare in toto tale spinosa questione al senso di responsabilità degli altri colleghi pugliesi che ci stanno mettendo la faccia e l'impegno.

Per finire siamo sicuri che i due deputati, finalmente "liberi", sapranno rendere merito anche al nuovo titolo di cui potranno ora fregiarsi: l'onorevole Labriola e l'onorevole Furnari." M5S Camera

Banzai sfida Amazon

Banzai sfida Amazon: Il nuovo gruppo italiano dell’e-commerce darà filo da torcere al colosso USA? Non sono certo questi i momenti migliori per il mercato italiano, fortunatamente non per tutti. E’ infatti di questi giorni la notizia delle acquisizioni fatte da Banzai gruppo italiano di e-commerce- di tre importanti “negozi” elettronici, ovvero Bow, ePlaza e Misterprice, oltre ad [...]

Il colpo di stato permanente

Il colpo di stato permanente:
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"Fu Mitterand, nel 1964, a coniare l’incisiva formula «Colpo di stato permanente» (Coup d'état permanent) per denunciare il sistema di potere gollista che si era affermato in Francia con la nuova Costituzione del 1958. Altri tempi, altri problemi politici, ma, oggi, non viviamo anche noi, in Italia, in una situazione di colpo di stato permanente? Il suo ultimo atto non è forse la nomina della “Commissione per le riforme” e dei suoi trentacinque “saggi”, che avrà il compito di modificare la nostra Costituzione? Il potere costituito (e “costituito” sulle macerie della partitocrazia), si auto-proclama potere costituente.

È la storia di un colpo di stato permanente quella che inizia con la caduta di Berlusconi – mai sfiduciato dal Parlamento ma costretto a rassegnare le dimissioni per le pressioni dei mercati e le impennate improvvise dello spread – per arrivare oggi al Governo Letta, passando per il Governo “tecnico” di Monti, imposto d’autorità dal Presidente della Repubblica, e per la rielezione stessa di Napolitano, atto senza precedenti nella storia della Repubblica.
E le elezioni che si sono nel frattempo svolte? È come se non ci fossero mai state: lo stesso Presidente di prima, lo stesso Governo del Presidente, in cui il fantasma di Monti si è reincarnato nell’accordo Pd-Pdl a sostegno del Governo Letta. Zio e Nipote, Gianni ed Enrico, si ritrovano finalmente insieme. Eppure qualcosa è realmente cambiato: in Parlamento, oggi, siede una forza politica nuova, che rappresenta quasi 9 milioni di cittadini. Questo 25% del Paese, però, non trova alcuna espressione nei 35 “saggi” incaricati di scrivere una nuova Costituzione ad uso e consumo di una “casta” di partiti sempre più in crisi ma che non intendono rinunziare ad alcuno dei loro privilegi. Com'è possibile un’esperienza costituente dalla quale sono, per principio, esclusi 9 milioni di italiani? Questa non è più tirannia della maggioranza: è la fine della democrazia. L’accordo tra Pd e Pdl costituisce il tentativo di bloccare il cammino del M5S, dopo che le elezioni hanno segnato la crisi irreparabile del sistema bipolare e la perdita di milioni di voti da parte delle forze di centrodestra e centrosinistra. La proposta di legge Finocchiaro sui partiti e il finto intervento sui tagli ai costi della politica nascondono il vero obiettivo di Pd-Pdl: evitare ogni riforma della legge elettorale e, in compenso, tentare di modificare la Costituzione.
Perché questo tentativo? La forma di governo parlamentare è definita attraverso un meccanismo di pesi e contrappesi tra tre poteri: il Presidente della Repubblica, il Parlamento ed il Governo. Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento, rappresenta l’unità della nazione e non ha alcun potere di Governo: è quello che si definiva “potere neutro”, non esercitando funzioni legislative né esecutivo, ma un ruolo di garante del sistema.
È il Parlamento il potere realmente decisivo, in quanto il Governo è ad esso legato dal rapporto di fiducia, che costituisce il vero tratto distintivo della nostra attuale forma di governo. Il Governo, infatti, è responsabile di fronte al Parlamento, e non al Capo dello Stato. L’esperienza del Governo Monti – proseguita nel Governo Letta – ha “rovesciato” questi rapporti: il Presidente della Repubblica ha potuto, infatti, esercitare di fatto un potere amplissimo, di vero e proprio indirizzo politico, imponendo al Parlamento le sue condizioni e rendendo la fiducia un momento puramente formale del rapporto tra Parlamento e Governo. Non è stato, forse, questo, un colpo di stato? Ciò che Pd e Pdl puntano a fare, è legittimare questa situazione – creatasi in aperta violazione della Costituzione – a costo di cambiare la Costituzione stessa. Perché tutto questo? Perché passare dalla forma parlamentare a quella presidenziale? L’obiettivo politico è uno solo: ridimensionare il ruolo del Parlamento in modo da ricostituire, intorno all’elezione diretta del Capo dello Stato, il sistema bipolare Pd – Pdl, sconfiggendo definitivamente il nemico comune, ossia il M5S. In una forma di governo presidenziale il sistema non potrà che essere bipartitico, ed è questo il vero scopo del lavoro dei “saggi”: ricostruire il bipolarismo Pd-Pdl con una conventio ad excludendum. Ossia tagliando fuori il M5S, una grande forza politica del Paese." Paolo Becchi

Macelleria Agorà

Macelleria Agorà:
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Il deputato M5S Alfonso Bonafede è stato fermato da una giornalista di Agorà che gli ha posto alcune domande. Bonafede nell'intervista ha spiegato che in commissione Giustizia, nella quale lavora, si stanno occupando del voto di scambio politico - mafioso, dei reati ambientali e del sovraffollamento delle carceri. Questioni importanti di cui il cittadino dovrebbe essere informato dal servizio pubblico televisivo. Nel servizio andato in onda il 31 maggio 2013 non compare neppure mezzo secondo di video in cui Bonafede espone i lavori parlamentari. Potete confrontare qui la versione integrale dell'intervista e quanto mandato in onda. Il pezzo, con tagli degni del peggiore macellaio, mira a farlo apparire titubante e smarrito. Il messaggio propagandistico e fuorviante che Agorà vuol far passare è chiaro: "i grillini non fanno niente". Questa non è informazione, è macelleria televisiva ai danni dei cittadini fuori e dentro il Parlamento.