5 giugno 2013

Vespa vince il microfono di legno

Vespa vince il microfono di legno:
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81.381 persone hanno partecipato al sondaggio sulla faziosità delle reti televisive, dei direttori dei tg e dei conduttori di talk show.

Il conduttore di talk show più fazioso è Bruno Vespa, Porta a porta, premiato dal 30.12% dei votanti. Vespa si aggiudica il microfono di legno superando di quasi 10 punti percentuali Barbara D'Urso, Pomeriggio Cinque (22.24%) che però si consola con il podio assieme a Paolo Del Debbio, Quinta Colonna (18.65%). Seguono Giovanni Floris, Ballarò (14.28%), Michele Santoro, Servizio Pubblico, (5.73%), il mitico Corrado Formigli, Piazzapulita (4.37%), Gad Lerner, Zeta (3.2%), Gerardo Greco, Agorà (1%) e Massimo Bernardini, TV Talk (0.42%).

La rete televisiva più faziosa è Rete4 con il 39.51% delle "preferenze", seguono Rai3 (17.79%), Canale5 (16.28%), Rai1 (13.73%), Italia1 (6.67%), La7 (3.58%), Rai2 (1.7%) e SkyTG24 (0.74%).

Il direttore di TG più fazioso è Giovanni Toti, TG4 e Studio Aperto con il 40.03%, seguono Bianca Berlinguer, TG3 (21.34%), Clemente Mimun, TG5 (20.35%), Mario Orfeo, TG1 (9.06%), Marcello Masi, TG2 (6.07%), Enrico Mentana, TGLa7 (2.37%) e Sarah Varetto, SkyTg24 (0.78%).

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

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INCHIESTA SULLA GESTIONE FONDI DEL M5S

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L'ansia da prestazione

L'ansia da prestazione:
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"Olio di ricino a 5 Stelle”: Repubblica cancella articolo. Noi lo recuperiamo!

CLAMOROSA (ennesima) figuraccia di Repubblica.it!

Il quotidiano di De Benedetti pubblica in homepage l’articolo di Marco Bracconi dal titolo “Olio di ricino a 5 Stelle” per poi rimuoverlo dopo pochi minuti! Il motivo della “censura” è abbastanza palese.. Repubblica ha preso una cantonata clamorosa! Ecco cos’è successo:

La parlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli, durante un intervento sulla TAV, riferendosi alle ditte in odor di mafia che inquinano gli appalti ha detto: "..io a questi attori sì che darei l’olio di ricino“. Il riferimento all’olio di ricino è una chiara risposta al collega della Lega Nord, Stefano Allasia, che precedentemente rivolgendosi ai manifestanti NO TAV aveva detto: “forse vi servirebbe un po’ di olio di ricino per capire“.

Repubblica e compagni non potevano farsi scappare un’occasione simile.. Una deputata dei 5 Stelle che parla di olio di ricino? Schiaffiamola subito in homepage e diciamo anche che si riferiva ai giornalisti! E così fecero..

Peccato che dopo pochi minuti e dopo aver probabilmente letto il resoconto stenografico, hanno immediatamente rimosso l’articolo!

Come spesso accade, però, la rete è più rapida della censura e l’articolo RIDICOLO di Bracconi che parla di olio di ricino da somministrare ai giornalisti è stato recuperato! Il testo integrale qui" Segnalazione da TzeTze

Ecco perché bisogna evitare l’olio di palma

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto nella dicitura “olio di palma” oppure “olio vegetale“, che, se non seguita da una ulteriore specificazione posta tra parentesi e riguardante il tipo di olio utilizzato, potrebbe nascondere proprio quest’olio di provenienza esotica e sempre meno ben visto sia dal punto di vista salutistico che ambientale.
Indicare la sua presenza all’interno dell’elenco degli ingredienti riportati sulle confezioni dei prodotti alimentari industriali non è obbligatorio, ma sempre più spesso il suo nome risulta inserito in etichetta per quanto riguarda i cibi più comunemente acquistati nei supermercati. Si tratta in particolare di prodotti da forno come biscotti, pane confezionato, crackers, grissini e fette biscottati (convenzionali, ma spesso purtroppo anche “biologici”), ma anche di creme dolci spalmabilipatatine fritte snack salati, condimenti come lemargarine.
Esso presenta un contenuto di grassi saturi tanto elevato da avere spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad affermare come esso possa costituire un fattore di incremento del rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari, sulla base di ricerche definite come convincenti e confermate da studi successivi.
Sotto accusa nel caso dell’olio di palma è un acido grasso saturo denominato acido palmitico, che è in grado di agire aumentando i livelli del colesterolo ed innalzando i rischi di coronopatia, secondo quanto rilevato da studi scientifici relativi all’olio di palma. Le affermazioni dell’OMS hanno suscitato l’opposizione del Malaysian Palm Oil Promotion Council, volto a difendere gli interessi economici del proprio Paese, relativamente al ricco settore produttivo legato all’olio di palma.
L’olio di palma rappresenta un grasso vegetale ed un olio alimentare considerato di scarsa qualità. Il suo elevato contenuto di grassi saturi può raggiungere il 50% nell’olio di palma derivato dai frutti e ben l’80% nell’olio di palma derivato dai semi. Oltre che come ingrediente alimentare vero e proprio, è di frequente utilizzato dall’industria del settore per la frittura dei cibi. La sua presenza potrebbe essere rilevata per tale motivi anche in prodotti da forno pre-fritti (es. bastoncini di pesce, cotolette, verdure in pastella, ecc.). Il contenuto di grassi saturi dell’olio di palma non è controbilanciato da una sufficiente presenza di grassi polinsaturi benefici, tali da poterlo considerare come un alimento equilibrato.
Non ci sono motivi validi per cui l’industria alimentare debba proseguite ad utilizzare olio di palma, al di là del fattore economico. E’ comprensibile che utilizzare olio extravergine d’oliva o altri oli maggiormente pregiati comporterebbe costi maggiori. La salute dei consumatori potrebbe trarne vantaggio e sempre più aziende, anche in Italia, dovrebbero impegnarsi ad evitare tale ingrediente, sostituendolo con oli migliori, nel rispetto dei consumatori.
Scegliere di evitare prodotti contenenti olio di palma significa orientare in maniera più oculata le proprie abitudini d’acquisto, evitando i prodotti che contengano tale ingrediente e dando la propria preferenza ad aziende che non lo impieghino od optando per la preparazione casalinga degli stessi.
Evitare l’olio di palma non rappresenta unicamente una questione di salvaguardia della salute, ma anche di rispetto dell’ambiente e del pianeta. La produzione di olio di palma è infatti causa di deforestazione e di distruzione degli habitat naturali degli animali che popolano le foreste di luoghi come Indonesia, Malesia, Uganda e Costa d’Avorio e della sottrazione alle popolazioni native di territori da esse abitati da sempre.

fonte

Pantelleria, SOS ricevuto

Pantelleria, SOS ricevuto:
Pantelleria, SOS ricevuto
(02:23)
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>>> Oggi, mercoledì 5 giugno, sarò a Paceco ore 17 e a Menfi, ore 21. Domani, giovedì 6 giugno, sarò a Pomezia alle ore 21. Le dirette saranno trasmesse su La Cosa <<<

"Perché questa è un’isola nel vero senso della parola. Perché quando arrivi a Pantelleria, se ci arrivi, non riesci più ad andare via: è un incubo. Il biglietto aereo ti costa una fortuna, devi fare il mutuo con la banca; infatti la Compagnia è svizzera. Mentre la nave non sai mai se arriva, perché Pantelleria è un’isola senza porto. Ci possono attraccare in sicurezza solo le zattere, come in Polinesia. L’unico modo per andarsene è a nuoto, sperando di incrociare una carretta del mare nel Canale di Sicilia, così ti dà un passaggio. E’ un’isola dove non puoi neanche nascere perché, taglia e taglia, l’ospedale è diventato una tenda della Croce Rossa. I bambini non ci nascono più, hanno paura. E sei stai male di notte l’elicottero arriva da Lampedusa. Parte già con i fiori preparati, tanto non arriva mica in tempo. E il porto lo hanno fatto fare a Ravenna, ci hanno speso miliardi, è un buco nell’acqua. Sì, Pantelleria è un disastro, non c’è più niente. Hanno venduto anche gli asini, ne son rimasti quattro e li han messi in un museo in Sicilia. C’era un vino spettacolare, sembrava miele. Forse lo fanno con le api, anche perché non ci sono più vigneti, li hanno mangiati tutti i conigli. Ecco, l’isola fa conigli: a grappolo. Ma fa anche i vincoli: è tutto un fiorire di divieti, ne crescono ogni giorno, sembra una giungla. Non puoi fare più nulla, neanche usare il sole.
Pensate, un’isola che è un vulcano e non ha un impianto geotermico. C’è il sole tutti giorni e fanno l’energia con la nafta. Fanno l’uva passa nel forno, è una follia. Vendono il vino per tagliare quello degli altri, in Sicilia e in Piemonte. Qui ci sono case uniche i dammusi, fatti pietra su pietra, e li hanno venduti ai turisti. E adesso passano il tempo a fare i giardinieri, i guardiani, i servi delle pulizie. Un’isola che era un paradiso non produce più niente. Hanno spazzolato anche il mare, sono venuti tutti con l’aspirapolvere. Un’isola che non ha un pesce, non ha un pescatore, non ha un porto, dove scappa anche l’aeronautica, dove i turisti vengono sempre meno, anno dopo anno. Avevano le palme, gli erano rimaste solo quelle, e gliele ha fottute il punteruolo. Avevano dei risparmi, i vecchi, e vent’anni fa sono venute le finanziarie mafiose e non c’è rimasto niente. Non riescono neanche a dissalarsi l’acqua: ne fanno solo un po’, poi basta l’altra la raccolgono quando piove, come nel medioevo. E viene una nave cisterna perché altrimenti muoiono di sete.
Ma con quale faccia, mi chiedo, tornano a candidarsi gli ex sindaci. Ne viene uno anche da fuori, d’importazione, da Mazara. L’isola non produce più neanche un candidato, sono tutti riciclati. Alcuni non sanno neanche chiedere le tangenti, si fanno arrestare ogni volta che vengono eletti. Se potesse Pantelleria si metterebbe in ginocchio, a supplicare un candidato nuovo, onesto, pulito. Diamo un domani ai giovani di Pantelleria e non solo opportunità agli speculatori. Un domani di energia pulita, di agricoltura, di benessere di turismo e di dignità. Votate per voi. Votate il Movimento 5 Stelle."

M5S Pantelleria

Banda larga, accordo firmato Finanziamento da 126 milioni

Banda larga, accordo firmato Finanziamento da 126 milioni:
Stanziati 126 milioni di euro per una serie di bandi che permetteranno l'estensione della banda larga e ultra larga in tutta la Sicilia. Il progetto è rivolto sia alle famiglie che ai distretti produttivi.

Una legge per mettere un tetto agli stipendi dei manager

Una legge per mettere un tetto agli stipendi dei manager: Segnalazioni - Al via la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che metta un limite massimo agli stipendi dei dirigenti.

Un tetto agli stipendi dei top manager

L'ansia da prestazione

L'ansia da prestazione:
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"Olio di ricino a 5 Stelle”: Repubblica cancella articolo. Noi lo recuperiamo!

CLAMOROSA (ennesima) figuraccia di Repubblica.it!

Il quotidiano di De Benedetti pubblica in homepage l’articolo di Marco Bracconi dal titolo “Olio di ricino a 5 Stelle” per poi rimuoverlo dopo pochi minuti! Il motivo della “censura” è abbastanza palese.. Repubblica ha preso una cantonata clamorosa! Ecco cos’è successo:

La parlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli, durante un intervento sulla TAV, riferendosi alle ditte in odor di mafia che inquinano gli appalti ha detto: "..io a questi attori sì che darei l’olio di ricino“. Il riferimento all’olio di ricino è una chiara risposta al collega della Lega Nord, Stefano Allasia, che precedentemente rivolgendosi ai manifestanti NO TAV aveva detto: “forse vi servirebbe un po’ di olio di ricino per capire“.

Repubblica e compagni non potevano farsi scappare un’occasione simile.. Una deputata dei 5 Stelle che parla di olio di ricino? Schiaffiamola subito in homepage e diciamo anche che si riferiva ai giornalisti! E così fecero..

Peccato che dopo pochi minuti e dopo aver probabilmente letto il resoconto stenografico, hanno immediatamente rimosso l’articolo!

Come spesso accade, però, la rete è più rapida della censura e l’articolo RIDICOLO di Bracconi che parla di olio di ricino da somministrare ai giornalisti è stato recuperato! Ecco il testo integrale:

--- Cara onorevole Castelli. Lei è una parlamentare della Repubblica, e come tale merita rispetto. E il rispetto si esprime in tanti modi. A volte, anche, ricordando a chi parla a vanvera il significato delle parole.

Così, a Lei che onorevolmente discetta in aula di olio di ricino da somministrare ai giornalisti, va ricordato che il suddetto olio vegetale, estratto dalla pianta del ricino e ottimo lubrificante, è servito qualche anno fa a seminare non il terrore, ma l’umiliazione. Non la violenza ma qualcosa di peggio, la denigrazione del corpo, delle sue funzioni e della sua proprietà: l’individuo.

A Lei, che onorevolmente motteggia sull’olio di ricino, ricevendo gli applausi dei suoi altrettanto onorevoli colleghi, va ricordato che l’olio di ricino era il regalo che alcuni baldi movimentisti recapitavano in casa alle persone per punirle di quel che erano. Nel modo più schifoso. Purgando fino alle sofferenze il corpo, per distruggere le idee.

Questo era il suo tanto onorevolemente evocato olio di ricino. E Le auguro, in tutta la sua vita, di vivere sempre in un Paese dove questa roba è scritta solo sui libri di storia, e non nei verbali di un Parlamento liberamente e democraticamente eletto.

Nell’attesa di meritare la Sua purga, e aspettando il momento in cui Lei avrà finalmente il potere per somministrarla, io provero’ intanto a vergognarmi un po’ al Suo posto. Esercizio che, glielo assicuro, non è affatto difficile. Marco Bracconi ----

Segnalato da TzeTze