30 maggio 2013
Samsung annuncia il Galaxy S4 mini: un 4,3” dual-core da appena 107 grammi
Samsung annuncia il Galaxy S4 mini: un 4,3” dual-core da appena 107 grammi:

In barba a chi l’avrebbe voluto protagonista dell’evento del 20 giugno, Samsung ha appena presentato ufficialmente il Galaxy S4 mini, sebbene questo non sciolga del tutto i dubbi circa tutte le sue caratteristiche tecniche, che andiamo subito ad elencare:
- Display: 4,3” qHD (540 x 960 pixel) Super AMOLED
- CPU: dual-core a 1,7 GHz
- RAM: 1,5 GB
- Memoria interna: 8 GB con supporto microSD fino a 64 GB
- Fotocamera posteriore: 8 megapixel
- Fotocamera anteriore: 1,9 megapixel
- Connessioni: Wi-Fi a/b/g/n, Bluetooth 4.0, GPS, infrarossi, NFC (solo nella variante LTE)
- Dimensioni: 61,3 x 124,6 x 8,94 mm
- Peso: 107 grammi
- Batteria: 1.900 mAh
- OS: Android Jelly Bean 4.2.2
Siamo davanti ad un modello compatto e leggero, equipaggiato con un po’ tutto quel che serve per avere un’ottima esperienza d’uso di Android, per di più con il sistema aggiornato all’ultima versione disponibile. Il dubbio cui accennavamo riguarda il processore: ieri è stata avanzata l’ipotesi che si trattasse dello Snapdragon 400, che ben rientrerebbe nella descrizione “dual-core a 1,7 GHz”, ma nel comunicato di Samsung non ce n’è conferma ufficiale. Tendiamo comunque a credere che il processore sia proprio lui, ponendo questo modello su un livello abbastanza elevato, almeno fino a prova contraria.
Ancora non ci sono informazioni precise su prezzo e disponibilità, ma solo sui colori presenti al lancio: white frost e black mist. È stato comunque confermato che lo smartphone sarà presente all’evento di Londra di cui abbiamo già parlato, quindi probabilmente dovremo attendere quella data per avere il quadro completo, ma comunque sappiamo già che lo smartphone avrà più varianti in relazione al mercato: con LTE o 3G, oppure anche con 3G Dual SIM.
Foto e comunicato stampa dopo lo stacco.
(Continua...)
Leggi il resto di Samsung annuncia il Galaxy S4 mini: un 4,3” dual-core da appena 107 grammi
Leggi il resto di Samsung annuncia il Galaxy S4 mini: un 4,3” dual-core da appena 107 grammi
I partiti bloccano il cambiamento
I partiti bloccano il cambiamento:

"Pdl, Pd,Lega, Scelta Civica con Monti gettano la maschera. I rappresentanti della partitocrazia, hanno bocciato al Senato le proposte di Riforma contenute nella mozione del Movimento 5 Stelle.
Sul voto il capogruppo Vito Crimi ha chiesto ed ottenuto voto separato su ogni parte. "In modo da permettere ad ogni gruppo parlamentare di esprimersi in maniera separata su ogni singola proposta. Ma tutte sono state inspiegabilmente bocciate. Hanno gettato la maschera". Al primo punto il MoVimento 5 Stelle chiedeva "ancora prima di iniziare il percorso di riforme sulle forme di Stato o di governo, di indire un referendum consultivo d'indirizzo con diritto voto esteso ai 16 enni". Un referendum da svolgere " su vari punti sull'opportunità di modificare e in quale modo la Costituzione in parti importanti, con un dibattito approfondito anche nelle scuole di almeno 6 mesi". Bocciata anche la proposta che indirizzava il Parlamento a procedere in tempi rapidi ad una limitata riforma della seconda parte della Costituzione con la riduzione del numero dei deputati e dei senatori, la riduzione del numero dei consiglieri regionali, la soppressione delle Province, l'accorpamento di Comuni,l'introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum, l'eliminazione di ogni quorum per il referendum abrogativo, la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello pari a due, la previsione dell' incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva, sulle leggi di iniziativa popolare, un termine perentorio entro cui il Parlamento abbia l'obbligo di esaminarle. Terzo e ultimo punto "affrontare le riforme esclusivamente nelle sedi parlamentari proprie in rispetto agli articoli 72 e 138"." M5S Senato
Vito Crimi: "La parola ai cittadini!"
(10:07)
(10:07)
"Pdl, Pd,Lega, Scelta Civica con Monti gettano la maschera. I rappresentanti della partitocrazia, hanno bocciato al Senato le proposte di Riforma contenute nella mozione del Movimento 5 Stelle.
Sul voto il capogruppo Vito Crimi ha chiesto ed ottenuto voto separato su ogni parte. "In modo da permettere ad ogni gruppo parlamentare di esprimersi in maniera separata su ogni singola proposta. Ma tutte sono state inspiegabilmente bocciate. Hanno gettato la maschera". Al primo punto il MoVimento 5 Stelle chiedeva "ancora prima di iniziare il percorso di riforme sulle forme di Stato o di governo, di indire un referendum consultivo d'indirizzo con diritto voto esteso ai 16 enni". Un referendum da svolgere " su vari punti sull'opportunità di modificare e in quale modo la Costituzione in parti importanti, con un dibattito approfondito anche nelle scuole di almeno 6 mesi". Bocciata anche la proposta che indirizzava il Parlamento a procedere in tempi rapidi ad una limitata riforma della seconda parte della Costituzione con la riduzione del numero dei deputati e dei senatori, la riduzione del numero dei consiglieri regionali, la soppressione delle Province, l'accorpamento di Comuni,l'introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum, l'eliminazione di ogni quorum per il referendum abrogativo, la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello pari a due, la previsione dell' incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva, sulle leggi di iniziativa popolare, un termine perentorio entro cui il Parlamento abbia l'obbligo di esaminarle. Terzo e ultimo punto "affrontare le riforme esclusivamente nelle sedi parlamentari proprie in rispetto agli articoli 72 e 138"." M5S Senato
29 maggio 2013
L'esercito di Al Tappone
L'esercito di Al Tappone:

Tale Simone Furlan ha dato vita all'"Esercito di Silvio", un'organizzazione che sostiene Al Tappone Berlusconi nella sua "guerra dei venti anni". Chi si arruola dichiara quanto segue: "Di volermi arruolare nell'Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent'anni; di riconoscermi in lui, nel suo pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato". Per diventare "comandandante di un reggimento territoriale" (???) bisogna invece spedire: "una tua foto ed una breve motivazione del perché ami Silvio". Belìn! Quando me l'hanno detto non ci volevo credere, invece è tutto vero. "Per me... l'esercito di Silvio... è una cagata pazzesca!" (cit.)
Tale Simone Furlan ha dato vita all'"Esercito di Silvio", un'organizzazione che sostiene Al Tappone Berlusconi nella sua "guerra dei venti anni". Chi si arruola dichiara quanto segue: "Di volermi arruolare nell'Esercito di Silvio per difendere il presidente Berlusconi e combattere al suo fianco la Guerra dei Vent'anni; di riconoscermi in lui, nel suo pensiero, nei suoi ideali e nel suo operato". Per diventare "comandandante di un reggimento territoriale" (???) bisogna invece spedire: "una tua foto ed una breve motivazione del perché ami Silvio". Belìn! Quando me l'hanno detto non ci volevo credere, invece è tutto vero. "Per me... l'esercito di Silvio... è una cagata pazzesca!" (cit.)
La realtà manipolata
La realtà manipolata:

I nostri attivisti di Latina ci hanno inviato un video registrato durante un evento in piazza. Si vede un inviato di quinta colonna (il programma di Del Debbio in cui Berlusconi ha promesso soldi ai disperati in diretta tv, ndr) che "istruisce" la folla spiegando che la domanda del giorno è "Quelli del M5S sono uguali a tutti gli altri? Si o no?". La folla rumoreggia: "Ma che domanda è?" "Perché fanno questa domanda?". I cittadini vorrebbero intervenire liberamente, ma l'inviato spiega "Il tema non lo decido io, lo decide la redazione". Quando un altro inviato si rende conto che qualcuno sta riprendendo mentre spiegano alla folla cosa dire e cosa no, si avvicina al suo collega, lo interrompe e lo lo trascina via.
Questa è la televisione signori.
I nostri attivisti di Latina ci hanno inviato un video registrato durante un evento in piazza. Si vede un inviato di quinta colonna (il programma di Del Debbio in cui Berlusconi ha promesso soldi ai disperati in diretta tv, ndr) che "istruisce" la folla spiegando che la domanda del giorno è "Quelli del M5S sono uguali a tutti gli altri? Si o no?". La folla rumoreggia: "Ma che domanda è?" "Perché fanno questa domanda?". I cittadini vorrebbero intervenire liberamente, ma l'inviato spiega "Il tema non lo decido io, lo decide la redazione". Quando un altro inviato si rende conto che qualcuno sta riprendendo mentre spiegano alla folla cosa dire e cosa no, si avvicina al suo collega, lo interrompe e lo lo trascina via.
Questa è la televisione signori.
Non abbiamo fretta
Non abbiamo fretta:

Dopo le elezioni politiche e l'affermazione del M5S, Casaleggio disse che per lui "Era un giorno come un altro". Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio. L'obiettivo del M5S è di cambiare il Sistema, le regole del gioco, di introdurre nella Costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. E, come ovvio, di andare al Governo, ma senza questi partiti che hanno distrutto l'Italia e che oltre a essere la malattia si propongono come cura. Non abbiamo fretta. Il cosiddetto risultato disastroso di ieri consentirà a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. E' tanto? E' poco? E' comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni. Dopo le elezioni politiche la stampa e le televisioni si sono scatenate contro il M5S come se fosse l'anticristo con una rabbia, un odio, un disprezzo che non ha riscontro nella Storia d'Italia. L'informazione è l'ultima barriera che protegge processi, corrotti, status quo. E' l'arma letale nelle mani dei partiti. Si dice che Bottino Craxi, prima di involarsi, suggerì al suo sodale Berlusconi "Hai dei cannoni a tua disposizione, le reti televisive, usali". La fogna che è ora la RAI, che perde 200 milioni di euro all'anno, nonostante canone e pubblicità, con una pletora infinita di dipendenti e "esterni" va riformata al più presto, tolta dal controllo dei partiti. Più che andare in televisione, bisogna cambiare la televisione. E' un obiettivo del M5S. Una sola rete nazionale, multimediale, senza pubblicità svincolata dalla politica. Non abbiamo fretta. A via Mazzini, i nominati dai partiti, comincino a preparare gli scatoloni, con calma. Ogni tanto è bene ribadire che il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c'è alcuna differenza, forse la destra ti prende un po' meno per il culo. Scrissi che chi voleva l'accordo con il pdmenoelle aveva sbagliato a votarci. Lo confermo e estendo il concetto. Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, è pregato di avviarsi alla porta. E' meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C'è più controllo. Il M5S cresce ogni giorno, è un fatto, così come è un fatto che è stato il più votato alle politiche. Non abbiamo fretta.
"Io vi do il tempo, anzi il tempo sono io! Il tempo a volte è strano, ma il tempo è galantuomo! Io non vi imbroglio, ma non vi si può imbrogliare! Io vado piano, ma non mi si può fermare! Da' tempo al tempo e i conti devon tornare". Da Rockcoccodrillo di Edoardo Bennato
Dopo le elezioni politiche e l'affermazione del M5S, Casaleggio disse che per lui "Era un giorno come un altro". Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio. L'obiettivo del M5S è di cambiare il Sistema, le regole del gioco, di introdurre nella Costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. E, come ovvio, di andare al Governo, ma senza questi partiti che hanno distrutto l'Italia e che oltre a essere la malattia si propongono come cura. Non abbiamo fretta. Il cosiddetto risultato disastroso di ieri consentirà a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. E' tanto? E' poco? E' comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni. Dopo le elezioni politiche la stampa e le televisioni si sono scatenate contro il M5S come se fosse l'anticristo con una rabbia, un odio, un disprezzo che non ha riscontro nella Storia d'Italia. L'informazione è l'ultima barriera che protegge processi, corrotti, status quo. E' l'arma letale nelle mani dei partiti. Si dice che Bottino Craxi, prima di involarsi, suggerì al suo sodale Berlusconi "Hai dei cannoni a tua disposizione, le reti televisive, usali". La fogna che è ora la RAI, che perde 200 milioni di euro all'anno, nonostante canone e pubblicità, con una pletora infinita di dipendenti e "esterni" va riformata al più presto, tolta dal controllo dei partiti. Più che andare in televisione, bisogna cambiare la televisione. E' un obiettivo del M5S. Una sola rete nazionale, multimediale, senza pubblicità svincolata dalla politica. Non abbiamo fretta. A via Mazzini, i nominati dai partiti, comincino a preparare gli scatoloni, con calma. Ogni tanto è bene ribadire che il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c'è alcuna differenza, forse la destra ti prende un po' meno per il culo. Scrissi che chi voleva l'accordo con il pdmenoelle aveva sbagliato a votarci. Lo confermo e estendo il concetto. Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, è pregato di avviarsi alla porta. E' meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C'è più controllo. Il M5S cresce ogni giorno, è un fatto, così come è un fatto che è stato il più votato alle politiche. Non abbiamo fretta.
"Io vi do il tempo, anzi il tempo sono io! Il tempo a volte è strano, ma il tempo è galantuomo! Io non vi imbroglio, ma non vi si può imbrogliare! Io vado piano, ma non mi si può fermare! Da' tempo al tempo e i conti devon tornare". Da Rockcoccodrillo di Edoardo Bennato
I cittadini vogliono la scuola pubblica, i partiti no
I cittadini vogliono la scuola pubblica, i partiti no:

"A Bologna domenica scorsa si è svolto un referendum sulla scuola pubblica. Si è chiesto ai cittadini se i soldi pubblici dovessero finanziare solo la scuola pubblica (opzione A) o anche gli istituti privati paritari (opzione B). Da una parte si sono schierati la Chiesa, il pd (menoelle, ndr), il pdl, la lega e scelta civica. Insomma tutti i partiti contro un comitato di semplici cittaddini, senza soldi, con cuore, energia e l'appoggio del MoVimento 5 Stelle e di sel. Il risultato è stato inequivocabile. Ha vinto nettamente la A: il Comune deve usare tutti i soldi pubblici per la scuola pubblica. Un segnale politico importanissimo: i cittadini credono nella scuola pubblica e tengono ad essa.
Il referendum era senza quorum, il pd (menoelle, ndr) affermò che sarebbe stato preso in considerazione se avessero votato 80.000 persone. Hanno votato in 86.000, ma curiosamente ora il pd (menoelle, ndr) sostiene che con un affluenza così bassa (cira il 30%) il referendum non è indicativo. Il dato è uno: chi si è informato e ha votato ha deciso di salvaguardare la scuola pubblica. L'amministrazione tenga conto del volere dei cittadini informati e non di quello dei partiti che scompaiono." Max Bugani e Marco Piazza, consiglieri comunali M5S a Bologna
"A Bologna domenica scorsa si è svolto un referendum sulla scuola pubblica. Si è chiesto ai cittadini se i soldi pubblici dovessero finanziare solo la scuola pubblica (opzione A) o anche gli istituti privati paritari (opzione B). Da una parte si sono schierati la Chiesa, il pd (menoelle, ndr), il pdl, la lega e scelta civica. Insomma tutti i partiti contro un comitato di semplici cittaddini, senza soldi, con cuore, energia e l'appoggio del MoVimento 5 Stelle e di sel. Il risultato è stato inequivocabile. Ha vinto nettamente la A: il Comune deve usare tutti i soldi pubblici per la scuola pubblica. Un segnale politico importanissimo: i cittadini credono nella scuola pubblica e tengono ad essa.
Il referendum era senza quorum, il pd (menoelle, ndr) affermò che sarebbe stato preso in considerazione se avessero votato 80.000 persone. Hanno votato in 86.000, ma curiosamente ora il pd (menoelle, ndr) sostiene che con un affluenza così bassa (cira il 30%) il referendum non è indicativo. Il dato è uno: chi si è informato e ha votato ha deciso di salvaguardare la scuola pubblica. L'amministrazione tenga conto del volere dei cittadini informati e non di quello dei partiti che scompaiono." Max Bugani e Marco Piazza, consiglieri comunali M5S a Bologna
Il popolo della Rete può ridurre le spese di luce e gas
Il popolo della Rete può ridurre le spese di luce e gas: Abbassalabolletta.it è un progetto di gruppo di acquisto online che consentirà di ridurre le spese di luce e gas. A settembre sarà organizzata l'asta per tutti i fornitori in modo da ottenere le migliori offerte.
Iscriviti a:
Post (Atom)