24 aprile 2013

ILoveBeer.it e My Sommelier Italia presentano l’applicazione dedicata al mondo della birra a tavola e all’arte degli abbinamenti con i piatti della tradizione italiana (e non)

ILoveBeer.it e My Sommelier Italia presentano l’applicazione dedicata al mondo della birra a tavola e all’arte degli abbinamenti con i piatti della tradizione italiana (e non):
Comunicato Stampa
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Milano, 23 aprile 2013 Dalla partnership tra ILoveBeer.it – il portale di cultura birraria promosso da HEINEKEN Italia – e My Sommelier Italia -società che attraverso soluzioni mobile diffonde la cultura enogastronomica – nasce My Beer Sommelier, la prima applicazione mobile gratuita che consente di scoprire il miglior abbinamento tra oltre tremila piatti della tradizione gastronomica italiana (e non) e oltre cento birre di varie tipologie provenienti da tutto il mondo. Partner tecnologico del progetto è la società modomodo.
My Beer Sommelier – disponibile per iPhone, Android e Windows Phone – segna un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso alcuni anni fa da HEINEKEN Italia per diffondere in Italia unacorretta cultura della birra, promuovendo un modello di consumo più evoluto (anche a tavola), curioso, attento alla qualità del servizio, nonché colto e responsabile. Con il nome I Love Beer, questo progetto culturale nato con l’obiettivo di formare i punti di consumo e gli addetti ai lavori, si è evoluto nel tempo acquistando una connotazione sempre più divulgativa e approdando sul web nel 2011 con la piattaforma ILoveBeer.it. Un network in continua evoluzione, di cui My Beer Sommelier rappresenta un altro importante tassello nella divulgazione della cultura birraria.mybeersom_lumia920_3
Destinatari della app sono i Beer Lover, coloro che amano e conoscono la birra, ma anche i curiosi e coloro che sono alla ricerca di novità. In quest’ottica My Beer Sommelier diventa principalmente uno strumento per divulgare una corretta conoscenza del prodotto e, nello specifico, delle sue potenzialità di abbinamento con il cibo.
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Utilizzare My Beer Sommelier è semplicissimo: basta selezionare uno dei tantissimi piatti – suddivisi in categorie (antipasti, primi piatti, carni, …) – e scoprire quali birre si possono abbinare oppure, al contrario, scegliere una delle oltre 100 birre proposte e identificare quali cibi e ricette si sposano meglio con le sue caratteristiche organolettiche. Tra questi, non solo specialità tipiche della tradizione culinaria italiana, ma anche alcuni piatti tipicamente da pub, alcune specialità estere e oltre cinquanta tipi diversi di pizza.
Tutti gli abbinamenti sono stati sviluppati con il supporto dell’ASPI – Associazione Italiana della Sommellerie Professionale, seguendo i principi d’abbinamento della sommellerie internazionale che ne garantisce la qualità.
Scegliendo una birra, inoltre, si ha accesso a dettagliate schede di approfondimento che forniscono informazioni sulla sua storia e sul processo produttivo, nonché puntuali analisi sensoriali.
Non solo.My Beer Sommelier pensa anche al servizio, consigliando il bicchiere più adatto per ognuna delle birre in catalogo. Per i più curiosi, fornisce un dettagliato glossario, che illustra le peculiarità di tutte le tipologie di birra presenti nella app, oltre a filmati e pillole di cultura birraria. Per chi vuole personalizzare la propria app, infine, la sezione Preferiti, in cuil’utente può salvare le birre e i birrifici che più gli interessano.
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#FALSI IDEALI, FALSI ANONYMOUS. NON SIAMO IN POLITICA

link al comunicato

Salve, qui è Anonymous…

Questo messaggio è uno sfogo, nei confronti dell'Italia stessa… e di chi crede ancora che Anonymous possa far parte di un partito politico.

Nelle ultime ore, alcuni "esponenti" politici, che si rivedono in Anonymous, hanno pensato di attaccare le mail del Movimento 5 Stelle, creando così un tam tam informatico completamente finto!

Abbiamo potuto indagare su questo caso, e abbiamo scoperto che si tratta di una "crew"… Una delle tante piccole "bande di teppisti" della rete, che si vogliono far chiamare Anonymous solo per fare successo.
Anonymous stesso NEGA ogni tipo di piccola "banda" che si fa chiamare Anonymous, in quanto Anonymous stesso è un collettivo e non ha sottogruppi!
Soprattutto una che mostra FORTE orientamento Politico come questa: http://glihackerdelpd.bitbucket.org/

Noi siamo a-politici, non abbiamo colori, se non quelli della giustizia e dei suoi ideali. Non violeremmo mai le mail di un partito solo per saperne dei traffici o perché delusi dal suo operato. Perché, proprio perché senza un partito, dovremmo violare le caselle di posta di tutti i partiti

Quindi… NEGHIAMO COMPLETAMENTE OGNI TIPO DI ATTACCO AL MOVIMENTO 5 STELLE, COSI' COME AD OGNI ALTRO PARTITO.

Ricordiamo che per ogni attacco rilasciamo sul nostro blog, qui presente, un nostro post, che dichiara "siamo stati noi."
Quindi se da oggi vi saranno attacchi da parte di queste piccole cellule finte di Anonymous noi non ne faremo assolutamente parte. Anzi in questo caso denunceremo coloro che sotto il nome di Anonymous vuol crearsi giustizia politica.

We're Anonymous.
We're legion.
We don't forgive.
We don't forget.
Expect us!

Grillo contro gli hacker del PD

Grillo contro gli hacker del PD: Un'azione che pare piu' una boutade. Ci sono due archivi con dentro le email di due esponenti del Movimento 5 Stelle. E la promessa di distribuirne altri

Hacker pubblicano le mail dei parlamentari M5S

Hacker pubblicano le mail dei parlamentari M5S

gli hacker del pd

ANONYMOUS - MOVIMENTO 5 STELLE LEAK

Il monito di Cancelleri al governatore Crocetta: “I franchi tiratori sono nella sua maggioranza”

Il monito di Cancelleri al governatore Crocetta: “I franchi tiratori sono nella sua maggioranza”:
Giancarlo Cancelleri non ha dubbi: “Il modello Sicilia non è mai esistito. Noi votiamo solo i provvedimenti che ci convincono. Nessuna alleanza strutturata” dice a BlogSicilia mentre risuonano ancora le parole di condanna consegnate alle agenzie di stampa dai deputati del Movimento 5 Stelle dopo i primi giorni di lavoro in commissione bilancio dove si esamina – questa mattina altra riunione in attesa della seduta d’aula del pomeriggio a sala d’Ercole per incardinare la trattazione dei testi – il bilancio di previsione 2013 e la legge di stabilità del governo.
“Quello che sta accadendo nell’ultimo periodo all’Assemblea regionale siciliana, anche sulla partita del bilancio e della finanziaria, dimostra che a prevalere ha vinto la logica dell’inciucio, che ha anche come obiettivo quello di estromettere da ogni scelta il Movimento cinque stelle. Altro che rivoluzione di Crocetta” hanno tuonato i deputati. Ma a sentir bene le parole del portavoce regionale del m5S, Giancarlo Cancelleri, la condanna voleva essere un segnale mandato direttamente al governatore Crocetta.
“Ribadisco – dice a BlogSicilia – il modello Sicilia evocato dai media e dallo stesso governatore non esiste. Non c’è alcuna alleanza e non facciamo parte della maggioranza. Certo Crocetta con noi si trova bene perché può star sicuro dei nostri comportamenti: facciamo quel che diciamo. E se un provvedimento trova il nostro apprezzamento lo approviamo in aula”.
Ma l’andamento dei lavori della commissione presieduta da Nino Dina, la seconda, non è per nulla piaciuto ai grillini: “Tomi interi di nostri emendamenti bocciati per partito preso. Chiediamo di sapere perché nel merito, però. E’ per questo che abbiamo parlato di deriva inciucista perché il governatore non può accettare che questo accada come se nulla fosse”.
Sul lavoro di riscrittura della finanziaria regionale operato dai “suoi” deputati, Cancelleri entra nel merito: “Alcuni erano emendamenti migliorativi a nostro avviso. Abbiamo proposto la creazione di nuovi fondi per il microcredito e per il reddito di cittadinanza spostandoli da capitoli che secondo noi andavano tagliati ulteriormente. E poi c’era l’intera materia delle royalties: i cittadini forse non sanno che in Sicilia si sfrutta ai fini commerciali l’acqua delle nostre sorgenti. Acqua acquistata a un euro a metro cubo e su cui le multinazionali dell’acqua ci guadagnano almeno 150 euro. Proponevamo semplicemente l’allineamento alle tariffe nazionali. Cassato anche questo emendamento. Scherziamo?”.
Ecco perché la linea dura nei confronti del governatore: “A Crocetta volevamo e vogliamo dire ‘presta attenzione a quello che sta accadendo’. Non è possibile che dei nostri 440 emendamenti non ne sia passato nemmeno uno. Agli altri partiti dico invece: se l’andazzo è questo è evidente che non c’è alcuna voglia di dialogare col movimento 5 Stelle. Fatevi il bilancio da soli e chiamateci quando si andrà a votare”.
Quindi nel giorno in cui bilancio e finanziaria arrivano in aula, Cancelleri lancia un altro monito al governatore: “Sulla carta, Crocetta anche con l’apposto dei Democratici riformisti ha la maggioranza in aula ma stia attendo in aula si gioca la variante non indifferente dei franchi tiratori. Che non siamo noi che votiamo sempre compatti e e senza atteggiamenti differenti da quelli che annunciamo pubblicamente. Stia attento ai suoi”.

Crocetta e il gioco delle alleanze L’Udc apre, il Pd si chiude a riccio

Crocetta e il gioco delle alleanze L’Udc apre, il Pd si chiude a riccio:
Il Movimento 5 Stelle prende le distanze, l’Udc lancia le larghe intese e il Pd frena. Non vive tempi facili il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta che da domani affronterà lo scoglio dell’esame del bilancio di previsione 2013 e della legge di stabilità in aula. Un momento difficile soprattutto dopo che in seconda commissione finanze sono stati depositati oltre 1600 emendamenti ai testi contabili.
A suonare la carica nel tardo pomeriggio sono i grillini che affidano alle agenzie dichiarazioni che sanno di rottura totale. Tranne poi, a BlogSicilia, il portavoce regionale Giancarlo Cancelleri, ridimensionare l’attacco dicendo: “Volevamo lanciare un segnale a Crocetta perché capisca che non può consentire in nome di nuove alleanze che i nostri emendamenti vengano cassati senza nemmeno prenderli in considerazione”.
Ma è dopo che il segretario regionale dell’Udc Gianpiero D’Alia cogliendo l’appello della Cisl, oggi a congresso regionale, rilancia il tema delle larghe intese, che scoppia il caos. “Sosteniamo la proposta di Maurizio Bernava per un grande accordo strategico in grado di salvare e rilanciare la Sicilia” dice D’Alia che rimanda agli equilibri nazionali in corso di definizione per esportare anche in Sicilia il modello della responsabilità condivisa: “Siamo in una fase politica dove c’è la necessità di un governo di larghe intese a Palermo come a Roma. E’ importante che le forze politiche siciliane trovino la piu’ ampia convergenza, così da realizzare quei provvedimenti che possano tirarci fuori dal guado economico e sociale nel quale ci troviamo”.
L’altro azionista della maggioranza, il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo che in casa ha una serie di problemi da risolvere e non è certo l’occupazione dei giovani democratici, risponde a tono gelando l’ipotesi di convergenze allargate sul tema delle riforme economiche e sociali in Sicilia. “La coalizione che sostiene il governo Crocetta – dice il segretario regionale del Pd – è quella che ha vinto la elezioni. L’esecutivo gode dell’appoggio della maggioranza all’Ars e non ha alcun bisogno delle larghe intese”. Lupo apre solo all’altra richiesta formulata dalla Cisl di un tavolo regionale sui temi della crisi economica: “Realizzando la più ampia convergenza sulle cose da fare, anche in questa fase in merito a bilancio e finanziaria e poi alle riforme, per il bene della Sicilia: ma tutto ciò è possibile farlo senza allargare la maggioranza” ribadisce.
Schermaglie, posizionamenti, prese di distanza che nel caso di Lupo allontanano sempre più il Pd regionale dalla posizione assunta dal partito nazionale in direzione dove si è votato l’appoggio incondizionato all’operato di Napolitano che domani proporrà il “governassimo” per garantire governabilità al Paese. Tanto che D’Alia non si fa cogliere impreparato e ribate prontamente: “Penso che Lupo debba cominciare a camminare con piedi er terra e non come Alice nel Paese delle meraviglie”.

E Crocetta? Che fa il presidente nel pomeriggio in cui incassa l’avvertimento dei grillini, misura la disponibilità dell’Udc ad una maggioranza che lui stesso ha già “allargato” in occasione del voto sulla riforma elettorale, e deve fare i conti con la stizza di un segretario, quello del suo partito, che forse vede messa in discussione a leadership proprio dal governatore? Non sembra neutra la presenza di Crocetta questa mattina nella sede del Pd occupata dai giovani democratici che chiedono le dimissioni di Lupo, insomma.
Contrariamente al suo costume, Crocetta usa parole docili: “Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del movimento 5 stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me è sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive. Bisogna dare risposte ai giovani, ai poveri, ai disoccupati. Su questo il confronto rimane aperto e spero in questi giorni di di incontrare loro così come gli altri gruppi parlamentari, affinché il rapporto con il Parlamento tutto si impronti all’insegna della Sicilia e del popolo siciliano”. Neanche dovesse vincere il premio di governatore più buono dell’anno. La verità è che il presidente ha uno scoglio serio dietro la porta: un bilancio dove l’unica certezza sono i soldi che non ci sono e una legge di stabilità che vuole preservare dagli attacchi degli altri partiti. Per dare la sua impronta al futuro del governo siciliano. E portare ancora più in alto (mediaticamente almeno) l’idea di un modello Sicilia. Le ambizioni di Crocetta potrebbero portarlo in alto, insomma.
Peccato che ad “ammazzarlo” ci abbia pensato infine lo stesso leader carismatico dei grillini: Beppe Grillo sul Blog scrive: “Il M5S dà fastidio alla partitocrazia siciliana. La vecchia partitocrazia usurata dal clientelismo (Pd, Pdl, Udc e lo stesso Governo di Rosario Crocetta) hanno fatto quadrato sul bilancio. Gli unici che puntano sul vero cambiamento sono i deputati M5S. Ma per la vecchia partitocrazia siciliana gli emendamenti grillini sono fumo negli occhi. Così la Commissione Finanze taglia tutti gli emendamenti al bilancio targato M5S”.

Burattini senza fili

Burattini senza fili:
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"Grillo è uno squilibrato, i Cinque Stelle un branco di burattini", Berlusconi. Per il capo del Modello Unico pdl-pdmenoelle, caso irripetibile al mondo in cui un tizio è responsabile sia del partito di governo che di quello di opposizione per vent'anni, io sarei uno squilibrato. Detto da lui è una medaglia al valore. Il M5S è rimasto il solo soggetto politico a contrastare Berlusconi. Il M5S è il nemico da abbattere su ogni canale televisivo. Berlusconi si riferisce con disprezzo agli attivisti e ai parlamentari del M5S dandogli dei burattini. Ma chi ha creduto in Parlamento che Ruby fosse la nipote di Mubarak? Chi ha occupato in massa il Tribunale della Repubblica di Milano? Burattini senza fili che non hanno nemmeno bisogno di ordini. Muovono la coda per puro riflesso.