3 novembre 2012

Per un Rinascimento molisano

Per un Rinascimento molisano:
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"Il 29 ottobre scorso il Consiglio di Stato ha confermato l'annullamento delle ultime elezioni molisane.

A tutti i personaggi in cerca d'autore che vogliono provare a saltare sul carro solo per opportunità: non c'è spazio per alcun tipo di alleanze, non c'è spazio per alcun nome della vecchia politica che vuole vedere nel MoVimento un modo per ripulirsi ed avere una nuova verginità davanti agli elettori. Il MoVimento è fatto da semplici cittadini che dal basso, in rete, si incontrano, si scambiano informazioni e si formano. Per le prossime settimane sono in programma una serie di incontri con i cittadini in diverse località della regione. Questo invito è destinato esclusivamente a tutti quei cittadini che si sentono liberi e che hanno voglia di partecipare. Le regole per le candidature sono semplici: nessuna tessera di partito; fedina penale pulita; non aver fatto già due mandati. Per tutti i cittadini l'apertura è massima, ognuno ha la possibilità di aiutarci in questo percorso, di rendersi disponibile in proporzione alle sue possibilità. Infine, vogliamo ribadire con forza che il MoVimento non cerca il semplice consenso elettorale né tantomeno "personaggi" che portino in dote un pacchetto di voti, ma la partecipazione dei cittadini per realizzare insieme un nuovo "Rinascimento" molisano!" Antonio Federico, M5S Molise

Il Ponte sullo Stretto è già costato 600 mln

Il Ponte sullo Stretto è già costato 600 mln:

Per l’opera che non c’è e quasi certamente non ci sarà mai sono stati già spesi 600 milioni. Il costo totale è di 8,5 miliardi. Eppure Monti rinvia ancora la decisione


il progetto del Ponte sullo Stretto
Il Ponte sullo stretto di Messina non esiste ed è già costato 600 milioni di euro. Il costo totale previsto per l’opera si aggira però intorno agli 8,5 miliardi di euro. I numeri aggiornati e impietosi li riporta Blitz Quotidiano.
Era il 1981 quando iniziò il progetto e nel 2011 la Commissione europea ha deciso di non inserirlo nelle opere prioritarie per il 2014-2020. Niente fondi comunitari perché l’opera non è “strategica” per l’Unione europea.
In Italia invece il governo di Mario Monti ha rimandato di due anni la decisione, per evitare il “no” al Ponte che sarebbe costato 300 milioni di euro in penali. Soldi che nelle casse dello Stato non ci sono.
Solo tra il 2001 ed il 2006, secondo la Corte dei Conti, per studi preliminari sono stati spesi 200 milioni di euro. Studi che comprendevano la stima dell’impatto “emotivo” del ponte sugli abitanti del luogo o la relazione con i flussi migratori dei cetacei.
I dipendenti della Stretto di Messina Spa lavorano dal oltre 30 anni per un progetto che probabilmente non sarà mai realizzato e sono costati 28,8 milioni in 5 anni.
Tempi e costi per la costruzione del Ponte di circa 4 chilometri, tra parte sospesa e a terra, si dilatano sempre più. E pensare che il Lake Pontchartrain Causeway, negli Stati Uniti, è lungo 38,4 chilometri e fu costruito in 11 anni, tra il 1956 ed il 1969.
Se i costi non sono confrontabili, con i materiali che avevano un prezzo diverso 50 anni fa, i tempi e la lunghezza del ponte sì. Il ponte americano è 10 volte più lungo del progetto del Ponte sullo Stretto, ma quello italiano sta impiegando un tempo che è 3 volte superiore. E non per la costruzione, ma per il solo progetto, dato che il Ponte sullo Stretto non è ancora una realtà e probabilmente mai lo diventerà.
Se davvero c’è qualcuno che di questi tempi prospetta che i giornalisti e i magistrati debbano pagare di tasca propria quando sbagliano, questo stesso qualcuno dovrebbe allargare la propria visuale anche al Governo italiano.
Se, infatti, l’Esecutivo avvia la costruzione di un’opera -senza aver valutato effettivamente se ci sono i soldi in cassa e senza prima aver fatto una valutazione sull’impatto ambientale di quest’opera (quindi se l’Esecutivo non ha agito secondo legge)- se quest’opera poi -come era possibile prevedere- non viene compiuta, allora dovrebbe essere l’Esecutivo nella persona del Ministro (o dei Ministri) a rispondere in prima persona per eventuali penali e non lo Stato. Pechè altrimenti va a finire che a pagare sono sempre i cittadini.

Microsoft Windows 8: le novità - parte 2

Microsoft Windows 8: le novità - parte 2: Windows 8 porta molte novità nell'interfaccia e in altri strumenti ben visibili ma anche molte innovazioni utili, determinanti anche se non così evidenti

Televisori di carta

Televisori di carta:
Marco Giacomello mi segnala via mail la sua disavventura nell’acquisto di un televisore in rete. Al di là della truffa, nella ricostruzione dei fatti di Marco, anche Paypal non sembra davvero farci una bella figura.

La console del futuro è realtà: prezzi a partire da 77€

La console del futuro è realtà: prezzi a partire da 77€:
Debutta la prima console completamente open source: tanta buona potenza e prezzo molto popolare (si porta a casa con meno di 100€).
L'epoca delle console closed source, rilasciate con prezzi al lancio elevatissimi (come ad esempio Xbox 360 e PlayStation 3), sembra essere (finalmente) finita: è disponibile infatti il pre-ordine della nuova console open source OUYA, realizzata seguendo i consigli e le direttive della comunità Kickstarter.
Continua su MegaLab.it

1 novembre 2012

Ponte sullo Stretto, il governo Monti lo mette in stand by per due anni - Il Fatto Quotidiano

Ponte sullo Stretto, il governo Monti lo mette in stand by per due anni - Il Fatto Quotidiano

Movimento 5 stelle, quattro giorni per presentare le candidature al Parlamento - Il Fatto Quotidiano

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Ouya verrà venduta con Jelly Bean

Ouya verrà venduta con Jelly Bean:

Ouya è uno dei progetti più interessanti del mondo Android, che si distacca dalla nostra concezione del robottino verde su smartphone e tablet per portarlo nell’ambito delle console per videogame. Chi di voi ha finanziato questo ambizioso progetto o lo ha già preordinato, dopo una lunga pausa è stato avvisato di nuovi aggiornamenti nello sviluppo.
Il team ha mostrato una foto della PCB della console, e ha rivelato che sono in corso alcuni test di valutazione ingegneristici, con l’obiettivo di riuscire a fornire il primo kit per sviluppatori nel mese di dicembre, sviluppatori ai quali sono già stati forniti alcuni dettagli, ad esempio che avranno il completo controllo di uno schermo fino a 1080p per i loro giochi. Inoltre, sorpresa che sarà gradita da molti, la versione di Android presente non sarà Ice Cream Sandwich come precedentemente ipotizzato ma Jelly Bean (non sappiamo se 4.1 o 4.2, ma è comunque un passo nella giusta direzione).

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