6 ottobre 2012

La scellerata operazione del Monte dei Paschi di Siena

La scellerata operazione del Monte dei Paschi di Siena:
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Il 9 ottobre a Siena si tiene un'importante assemblea al Monte Paschi di Siena in cui il presidente Profumo dovrebbe chiedere i pieni poteri sulla banca. Il MoVimento 5 Stelle sarà presente. Io mi troverò in viaggio per la Sicilia e non potrò quindi partecipare, ma non mancherò alla prossima assemblea. Il MPS è un mistero (?) gioioso. La crisi di una banca tra le più solide del mondo con mezzo millennio di vita nessuno. Dopo 5 anni, nessuno ha ancora spiegato le ragioni dell'acquisto della banca Antonveneta per dieci miliardi quando ne valeva tre. Qualcuno ha fatto la cresta? Ci sono delle indagini in corso? Dei responsabili? Pubblico un articolo (*), sempre attuale, di Mauro Aurigi, organizer del Meetup di Siena, che spiega la "scellerata operazione".


"Alla vigilia dell’Assemblea del Monte sul bilancio 2010 e di quella per l’aumento di capitale, è opportuno ricordare cosa è stato l’ “affare” Antonveneta. Cinque miliardi (o forse sette) buttati al vento. Nel settembre del 2007, alla fine di una caldissima vertenza, la grande multinazionale spagnola Banco Santander entra in possesso della banca padovana al costo di 6,6 miliardi di euro. Ma gli spagnoli si accorgono di non avere fatto un buon affare: stando alla stampa l’Antonveneta ha perso clientela (-35%), perde depositi (-3,2%), perde il capitale netto consolidato (-4,1%) e perde nel conto economico (6 milioni). Così scorporano dal suo patrimonio l’ottima partecipazione Interbanca (1,6 miliardi) e cercano se possibile un pollo. Tre o quattro mesi dopo lo trovano nel Monte dei Paschi, il quale poteva bene opporre al Santander il seguente ragionamento: "Ti libero da quel peso per 3 miliardi, che è il suo valore reale, e ti faccio un piacere … no? … allora per 5 miliardi, che è quanto l’hai pagata al netto dell’Interbanca, non un euro di più … neanche così? … va bene, mi voglio rovinare, ci rimetto, ma mi rafforzo nel Nord est e per questo faccio un sacrificio: ecco qua 6 miliardi che è molto più di quanto l’hai pagata … non puoi pretendere di più … tu non puoi pretendere che ti trasformi una perdita in un guadagno e io non posso fare la figura del rincoglionito davanti al mondo …non ti va bene? … allora cercati un altro pollo".
E invece no. Nel giro di un solo giorno, dice la stampa, il Monte decide di fare una figura ben peggiore: travolto da un raptus di folle “generosità” che non ha precedenti nella storia economica mondiale, si impegna non per 6 e neanche 7 e neanche 8 e neanche per 9, ma per ben 10 miliardi di euro (ossia 20.000 miliardi di lire!) per rilevare un'impresa che a 5 miliardi era giù un pessimo affare. Al Santander esultano: in soli tre mesi da quel pessimo affare hanno guadagnato 5 miliardi (rendimento: 100% in un trimestre, il 400% su base annua!). Antonveneta tornata italiana? No, sono 10 miliardi italiani che vanno all’estero! Incredibilmente si esulta anche al Monte, in Città e nel Paese: come se fossimo ancora in pieno ventennio fascista, i corifei – istituzioni, politici, sindacati, associazioni economiche, la stampa locale e nazionale, la solita clientela e anche Forza Italia senese, che così passa dalla mancata opposizione al sostegno convinto e entusiasta della maggioranza – innalzano peana di ammirazione per la brillante operazione del Mussari. Grandi giornali accreditati che si congratulano per il ritorno in Italia di una banca che dall’Italia non si era mai mossa, e che tacciono sul fatto che invece dall’Italia se ne vanno davvero 10 italianissimi miliardi! Tutti sembrano convinti che il Monte e l’Italia si siano improvvisamente arricchiti di 10 miliardi. Incredibile. Eppure l’operazione è scellerata sotto ogni punto di vista. All’epoca il Monte valeva 9 miliardi. Ciononostante compra una banca grande la metà (1.000 sportelli contro i propri 2.000) per giunta dalla salute assai precaria, e la paga una cifra superiore al proprio valore. Anzi non la paga perché in cassa non c’è una lira. Mia madre, casalinga classe 1910, terza elementare, avrebbe capito al volo che queste cose non si fanno, anche ad avere i soldi necessari. Ma non l’ha capito il Mussari che invece è un laureato dei nostri tempi e che da un bel po’ appare sulle pagine economiche di mezzo mondo. Inutile aspettarsi reazioni dagli altri amministratori o da quelli della Fondazione, tutti tenuti strettamente al guinzaglio.
Ma là dove il gioco del danaro si fa duro, là dove nessuno è disposto a sprecare fiato e denaro per i begli occhi del Mussari o del Monte dei Paschi, là dove si sa che i 10 miliardi bisogna pur pagarli e che non è un'impresa da poco per un Monte che ne vale solo altrettanti, là dove si sa che bisognerà vendere un’enorme quantità di cespiti attivi procurando così un forte indebolimento della struttura patrimoniale e che bisognerà lanciare uno spropositato aumento di capitale (operazioni concomitanti, per giunta, con una crisi spaventosa del mercato immobiliare e mobiliare), là tira tutta un’altra aria. Il giorno dopo l'improvvisa e del tutto inattesa notizia dell'operazione i mercati internazionali approvano l'azione di alleggerimento del Santander premiandolo con un balzo in borsa di oltre il 14%, e puniscono il Monte con un rovescio di oltre il 10%. Le società di valutazione fanno il resto. Alla faccia dei corifei in adorazione, compreso l’onorevole Ceccuzzi che ha capito così bene come stanno le cose che ancora oggi inneggia a quell’eccezionale successo (e pensare che rischia di fare il sindaco a Siena per i prossimi 5 anni). Il Monte indebitato (per la prima volta nella sua storia), la Fondazione dissanguata. Mussari si impegnò a comprare per 10 miliardi una banca che per sua stessa ammissione ufficiale (Documento informativo alla Bankit del 15.6.2008) ne valeva 3, senza avere una lira in cassa: l’antica cultura della cautela che aveva permesso al Monte, unica banca al mondo, di sopravvivere per oltre mezzo millennio, massacrata. Neanche 20 anni fa era la banca più solida d’Europa e la più liquida d’Italia – qualcosa come 4 o 5 miliardi di euro ai valori di oggi – la massima finanziatrice dell’interbancario (tutte le banche, anche le massime, ricorrevano ai suoi finanziamenti). Ora a poco più di 15 anni dalla privatizzazione e dopo la cura della sedicente sinistra che ne ha assunto il controllo, non c’è più una lira e, dice la stampa, “MPS è tra le banche peggio capitalizzate in Europa”. Ha dovuto indebitarsi pesantemente (il Monte che per la prima volta nella sua storia si indebita!). Hanno sbandierato i risultati degli ultimi anni, ma si trattava per lo più utili inesistenti o virtuali (prelevamenti dalla riserve, cartolarizzazioni, plusvalenze da alienazioni di cespiti accumulati quando la banca era pubblica, ecc.), comunque subito distribuiti per foraggiare gli azionisti privati e le operazioni ben “selezionate” della Fondazione. Quella casalinga con la terza elementare di mia madre, quando aveva in programma un investimento tesaurizzava ogni centesimo per anni se necessario, accumulava non scialacquava. Il mistero di quei 5 miliardi, forse 7, pagati inspiegabilmente in più ora pesa sul futuro del Monte (e di Siena) come un macigno. Sembra di rivedere una pellicola già vista: quella della Banca 121. Solo che quella fu un’operazione (neanche 1,3 miliardi di euro spesi per “niente”) da dilettanti rispetto a questa. Senza contare che la Fondazione si sta dissanguando per partecipare agli aumenti di capitale, rischiando anche di scendere sotto la quota di controllo (ma che bel risultato: la Banca senese dopo 539 anni finalmente fuori dal controllo della sua città!). Dopo l' "affare" Banca 121, questo potrebbe alla lunga manifestarsi come il colpo di grazia. Perché non c’è speranza: ai generali che hanno perso la guerra non gli si riaffida l’esercito, ma qui coloro che si sono resi responsabili di simili scelleratezze sono ancora in sella, anzi fanno carriera con retribuzioni da capogiro, mentre, cosa più drammatica di ogni altra, non una sola voce si è alzata per mandarli a casa.
No, non c’è speranza." Mauro Aurigi


(*) Dal “Cittadino oggi” del 28.4.2011

Quelle 350mila firme buttate nel cesso per un Parlamento Pulito

Quelle 350mila firme buttate nel cesso per un Parlamento Pulito:
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Video: Claudio Messora, ieri a L'Ultima Parola su Rai2, ha ricordato i 350.000 cittadini che già 5 anni fa chidevano un Parlamento Pulito


"Se siete onesti, dovete ammettere che quello che oggi tutti cercano improvvisamente di fare, Grillo voleva farlo già cinque anni fa. E tutti gli ridevano dietro. Questi sono tempi in cui Fini lancia la campagna "Liste pulite - fuori i corrotti dalla politica", e per farlo ha la brillante idea di proporre una petizione popolare e mettersi a raccogliere firme. Sono tempi in cui Giorgia Meloni lancia una proposta di legge per ripristinare la preferenza diretta. Sono tempi in cui perfino Berlusconi, dopo le ostriche di Fiorito. dichiara di voler fare pulizia interna. Sono tempi in cui anche il cosiddetto nuovo che avanza si mette a chiedere un limite sul numero dei mandati e l'abolizione dei rimborsi elettorali, come "Fermate il declino" di Oscar Giannino. E sono addirittura tempi in cui i grandi protagonisti della politica riscoprono il significato di termini come "movimento" in contrapposizione a "partito" e parlano di "liste civiche", come Pierferdinando Casini, anche se poi dentro a queste liste civiche ci finiscono grandi imprenditori che certamente, di civico nel senso di comune cittadino, hanno poco. Sono tutti tentativi di riverginatura. Se questo tentativo fosse onesto, avrebbero non dico appoggiato la proposta di legge popolare di Beppe Grillo, presentata cinque anni fa, ma perlomeno rispettato la Costituzione italiana, che all'Art.71 recita: "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli". E cosa la esercita a fare, se poi la proposta non viene calendarizzata per la discussione in aula? Trecentocinquantamila fantasmi, apolidi, che il Parlamento dei nominati ha sfregiato con il peggiore degli insulti: li ha ignorati. Scrive non un pericoloso professionista dell'antipolitica, ma uno stimato costituzionalista come Michele Ainis: "La facoltà prevista dalla Costituzione all'Art.71 di presentare una legge di iniziativa popolare si è ridotta di più e né meno che al ruolo che avevano un tempo le suppliche al sovrano. Con il Parlamento che si arroga il diritto di occuparsene o meno così, a capriccio. Come quei monarchi annoiati che, mollemente adagiati sul trono, decidevano il destino di questo o quel poveretto condotto al loro cospetto sollevando o abbassando il mignolo inanellato". Ad aprile, se nessuno ne discuterà in Parlamento, superate le due legislature la proposta di legge popolare "Parlamento Pulito" si avrà come mai pervenuta. Trecentocinquantamila firme saranno allora prese e buttate nel cesso. Una delle prove più evidenti e indiscutibili del vuoto significato della parola democrazia in questo paese." Claudio Messora, blogger

Novità sul programma Nexus e su Android 4.2: Customization Center, Project Roadrunner e tanto altro

Novità sul programma Nexus e su Android 4.2: Customization Center, Project Roadrunner e tanto altro:
Lasceremo perdere al momento considerazioni del tipo “ma Jelly Bean è uscito da neanche 4 mesi” e ci concentreremo solo sui fatti odierni, che vorrebbero svelate le principali novità di Android 4.2 e in parte del “nuovo” programma Nexus. Il condizionale è d’obbligo, e non lo ripeteremo ulteriormente, ma se vi piace sognare, tuffatevi con noi in questo scampolo di un probabile prossimo futuro.

Google Maps, un altro sito dedicato

Google Maps, un altro sito dedicato:

Google, come molti sapranno, è maestra nell’individuare i punti deboli dei suoi avversari, marciandoci sopra il più possibile. Non è un caso che, in questi giorni, il brand di Mountain View abbia ufficializzato il lancio di un nuovo sito, vale a dire Morethanamap.com, quasi ad auto celebrare Google Maps e a mandare una frecciatina alle mappe di Apple.
Continua a leggere: Google Maps, un altro sito dedicato (...)

Svelato il prezzo della Samsung Galaxy Camera in Germania

Svelato il prezzo della Samsung Galaxy Camera in Germania:
Ci arrivano nuove informazioni sul prezzo della prima fotocamera al mondo a montare il sistema operativo Android: parliamo di Galaxy Camera, presentata da Samsung all’IFA di Berlino, che dovrebbe arrivare sul mercato tedesco al prezzo di 599€, ovvero tanto quanto un Galaxy S III.

Aiutiamo Cattaneo!

Aiutiamo Cattaneo!:
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"Raffaele Cattaneo, pidiellino e formigoniano di ferro, si lamenta su Twitter della "sforbiciata" ai costi della politica decisa dal governo Monti: "Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, ecc. non so come fare". Porello: "Solo 8mila euro al mese, rovinato". E' anche consigliere della Sea e membro del Consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde Spa, dei cui incarichi non si sa quanto sia il guadagno.

Tranquillo, Cattaneo, te la do io una mano. Ti mando a dare una mano a mio padre, che dopo oltre cinquant'anni di lavoro ora sguazza nell'oro grazie ad una superpensione di ben 780 euro. Tu vai in campagna da lui, gli spieghi il tuo grave problema, e lui, tra un calcio nei coglioni ed uno nel culo, vedrai che ti mette una zappa in mano per fare qualche solco, oppure raccogliere le patate. Tranquillo, ti paga anche: tariffe call center! Pensa che c'è gente che manco li prende." il Mandi

5 ottobre 2012

M5S Sicilia: il pulito che fa la differenza

M5S Sicilia: il pulito che fa la differenza:
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Nel video i nomi dei candidati indagati e Giancarlo Cancelleri che spiega come sia semplice avere delle liste pulite


"Ecco i nomi degli indagati, imputati, e/o condannati a vario titolo nelle liste che sostengono: Crocetta, Miccichè e Musumeci. Evidentemente hanno sbagliato candeggio durante la pulizia delle loro liste.

Per il MoVimento 5 Stelle chi si candida deve essere incensurato, sulla sua condotta pubblica e privata non vi devono essere dubbi di collusione alcuna. Per noi è già legge! Noi vi offriamo dei "Campioni omaggio" per assicurarvi un Governo Regionale pulito:

Movimento 5 stelle, il pulito che fa la differenza!" M5S Sicilia

Le fedine penali dei candidati in Sicilia sono consultabili qui!

Tutta la campagna elettorale del M5S Sicilia si basa sulle donazioni dei cittadini, e le spese da sostenere sono altissime. Per contribuire con una libera offerta clicca qui.

Beppe Grillo nudo su una rivista olandese

Beppe Grillo nudo su una rivista olandese:

Il numero uno di M5S appare nudo sulla copertina di “De Groene Amsterdammer”. Il periodico olandese scrive: “Un Comico Contro l’Establishment Italiano!”


Beppe Grillo su De Groene Amsterdammer
Beppe Grillo nudo sulla copertina di una rivista: chi l’avrebbe mai detto? E invece è accaduto. In questi giorni il leader del Movimento Cinque Stelle appare nudo sulla copertina del periodico olandese De Groene Amsterdammer. Accanto alla foto, il periodico scrive: “Un Comico Contro l’Establishment Italiano!”
Il fondatore e capo di Movimento 5 Stelle nell’immagine appare con un computer portatile che copre i genitali. Il periodico probabilmente fa riferimento all’importanza che Beppe Grillo dà alla rete.
La foto di Grillo nudo risale a qualche anno fa ed è opera di Oliviero Toscani. Ed apparve allora sulla copertina di “Internazionale”, nel maggio 2005.
Non è la prima volta che il comico genovese finisce sui giornali esteri, anche se stavolta la chiave di lettura è certamente molto singolare. Solo qualche giorno fa il Washington Post gli ha dedicato una pagina. Il pezzo a firma Anthony Faiola apriva con questo titolo: ‘Un comico vuole avere l’ultima risata nella crisi del debito italiano’. Ha scritto Faiola: “Assomiglia a Jerry Garcia, scherza come John Stewart e assicura che il mondo non ha nulla da temere dall’uomo più divertente d’Italia. E allora perché l’Europa teme quel terremoto politico che è Beppe Grillo?”.
‘Un comico contro l’establishment italiano’ recita, come detto, il titolo della rivista olandese.
La domanda sul perchè di questa scelta di mostrarsi nudo in copertina resta senza risposta al momento. Di certo, però, il genovese continua così sulla strada, ormai consolidata, di concedere interviste e dichiarazioni soltanto (o soprattutto, per essere più precisi) a giornali e giornalisti stranieri in nome della sua vecchia battaglia contro l’editoria e il giornalismo nostrano (a cui ha dedicato il secondo V-Day, oltre che invettive in più occasioni, l’ultima delle quali a Parma qualche settimana fa).
Al momento non sono noti i temi su cui è stato interrogato il leader del Movimento 5 Stelle dai giornalisti olandesi. Grillo, che peraltro, in queste ore, ha incassato il sostegno prestigioso di una grande donna dello speccacolo e della musica italiana: Mina. La cantante ha scritto una lettera al comico, nella quale lo ha incoraggiato ad andare avanti.
La conclusione di quanto ha scritto la cantante recita così: “È vero, c’è qualcosa che fai esattamente come Mussolini, come Stalin, come Mao, come Giannini ed è bere, dormire, mangiare e, orrore, fare la cacca. Vorrei già richiudere l’oblò e impegnarmi a emulsionare una buona maionese con le uova fresche, quelle dei giornali precedentemente citati, appunto. Sarà meglio. Mi concedo solo un piccolo momento per un’incazzatura. Che bassezza, la povertà di questa iconografia da strapazzo. Le similitudini per la tua antidemocraticità, per il tuo qualunquismo, per la tua voglia di reclamizzarti sono pezzi disordinati di ineleganza, al limite del ridicolo. O della querela. Ne vedremo delle belle, temo. Tu va’, dritto come un fuso. Corri Forrest, corri…”