Votazioni on line:
Molti iscritti al MoVimento 5 Stelle non hanno ancora completato la procedura di certificazione* con l'invio dei dati personali e di documenti di identità. Sono sollecitati a farlo al più presto in modo da poter partecipare alle votazioni on line e al completamento del programma.
*Procedura di certificazione: Per certificare la tua identità effettua il login qui e poi accedi a questa pagina per l'invio dei documenti. Il documento richiesto è una foto digitale, fronte e retro, della carta d'identità, del passaporto o della patente. Il modo più veloce per ottenerlo è scattare le foto alla carta d'identità con smartphone o fotocamera digitale. In alternativa una versione scannerizzata.
P.S. Chi non si è ancora iscritto, può farlo cliccando qui.
18 settembre 2012
17 settembre 2012
Polverini: “mi vergogno a uscire di casa”
Polverini: “mi vergogno a uscire di casa”:

Renata PolveriniParole che risuonano come una sentenza: “Mi vergogno a uscire di casa, chiedo scusa a tutti, il Pdl è come la Concordia”. Renata Polverini è decisa a non fare sconti e sullo scandalo che ha colpito il Pdl laziale ci va giù dura, parlando in Aula al Consiglio Regionale. Dice parole chiare e di condanna, come che non riesce “ad uscire di casa per la vergogna” e che ”o superiamo questo scoglio o siamo come la Concordia e ci sfracelliamo”. Un prologo che precede un aut aut chiaro: o si ripulisce tutto, o tutti a casa, lei compresa. Tuttp dipenderà se il Pdl nazionale deciderà di fare quadrato, come sembra, intorno al capogruppo Francesco Battistoni. La Polverini ha infatti a più riprese minacciato l’addio se non verranno rispettate le sue condizioni (tagli drastici ai contributi e decapitazione dei vertiti regionali del partito). Battistoni però potrebbe dimettersi dall’incarico entro 48 ore e scongiurare così le dimissioni della Polverini.
Ma la Polverini è chiara, non ammette deroghe: ”Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro – dice – Stasera, stanotte, domani, che la seduta duri quanto vogliano i consiglieri: o siamo convinti che abbiamo voltato pagina oppure da qui usciamo convinti che siamo ex rappresentanti della istituzione, io per prima. I tumori che stanno qua dentro come nella mia gola vanno estirpati, oggi. Non intendo nella maniera più assoluta mantenere questa Regione nello stress comunicativo che non permette di dire cosa faremo di buono”.
“Quello che è accaduto alla Regione Lazio – prosegue – è una catastrofe paragonabile all’alluvione di Firenze. Sono qui per dire basta. Sono qui per dire che, a prescindere dal momento storico, questo atteggiamento è considerato dai cittadini insopportabile e indecente. Il Lazio non è una regione qualsiasi ma è la regione dove c’è la Capitale, dove si è consumata la storia del nostro Paese, dove vive e lavora la classe dirigente dell’Italia. Credo che nel tentativo di spalare fango, con distinguo, ci siamo mostrati ancora più inadeguati di quanto le persone pensino. Noi dobbiamo non solo spalare fango ma fare di più. Come nel caso dell’inondazione di Firenze. Quanto è accaduto, è una catastrofe per la politica, per l’Italia e per le istituzioni. A Firenze si è spalato ma si è costruito anche un argine”.
”O superiamo questo scoglio o siamo come la Concordia e ci sfracelliamo – attacca ancora – La mia strada è questa: o va avanti o finisce. Se qualcuno pensa di usarmi per procrastinare la situazione ha capito male: o si supera o si va a casa oggi. Non accetto tentativi di rinvio, nessuno giocherà la propria partita politica personale sulla mia faccia. Non tutti abbiamo sbagliato allo stesso modo. Ma siamo disponibili a dare l’esempio. L’antipolitica siamo noi se non cambiamo. Non dobbiamo continuare a pensare che la battaglia e’ tra la giunta e il consiglio. L’istituzione è una, o c’è consapevolezza di questo, nel rispetto di maggioranza e opposizione, o non c’è n’è per nessuno”.
Quindi le scuse: ”Chiedo scusa a tutti – dice la Polverini – ai cittadini del Lazio, a tutta la politica onesta, alle istituzioni, alle altre regioni, alle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, agli operai della Fiat, ai media e alla mia famiglia. Io non mi voglio vergognare di uscire di casa. Voglio guardare la gente in faccia. Nel tritarifiuti dove qualcuno mi vuole portare non ci sto. Se non c’è alternativa ce ne andiamo tutti a casa: facciamo durare questo consiglio fino a che serve, o usciremo da qui tutti da ex”.
“Voglio chiedere scusa alla mia famiglia, trascinata in gogne mediatiche perché ho messo a disposizione il mio impegno personale per la Regione. Chiedo scusa alla mia famiglia perchè ho dovuto farmi togliere due tumori alla tiroide…. Se c’è da andare a casa ce ne andiamo subito. Purtroppo ho appreso che non può essere immediatamente (riferendosi ai passaggi burocratici in caso di dimissioni, ndr), altrimenti sarei venuta qui in ciabatte e poi me ne sarei andata al mare”.
Duro attacco del presidente della Regione Lazio al Pdl, dopo il caso Fiorito: “ormai siete come la Concordia”
Renata Polverini
Ma la Polverini è chiara, non ammette deroghe: ”Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro – dice – Stasera, stanotte, domani, che la seduta duri quanto vogliano i consiglieri: o siamo convinti che abbiamo voltato pagina oppure da qui usciamo convinti che siamo ex rappresentanti della istituzione, io per prima. I tumori che stanno qua dentro come nella mia gola vanno estirpati, oggi. Non intendo nella maniera più assoluta mantenere questa Regione nello stress comunicativo che non permette di dire cosa faremo di buono”.
“Quello che è accaduto alla Regione Lazio – prosegue – è una catastrofe paragonabile all’alluvione di Firenze. Sono qui per dire basta. Sono qui per dire che, a prescindere dal momento storico, questo atteggiamento è considerato dai cittadini insopportabile e indecente. Il Lazio non è una regione qualsiasi ma è la regione dove c’è la Capitale, dove si è consumata la storia del nostro Paese, dove vive e lavora la classe dirigente dell’Italia. Credo che nel tentativo di spalare fango, con distinguo, ci siamo mostrati ancora più inadeguati di quanto le persone pensino. Noi dobbiamo non solo spalare fango ma fare di più. Come nel caso dell’inondazione di Firenze. Quanto è accaduto, è una catastrofe per la politica, per l’Italia e per le istituzioni. A Firenze si è spalato ma si è costruito anche un argine”.
”O superiamo questo scoglio o siamo come la Concordia e ci sfracelliamo – attacca ancora – La mia strada è questa: o va avanti o finisce. Se qualcuno pensa di usarmi per procrastinare la situazione ha capito male: o si supera o si va a casa oggi. Non accetto tentativi di rinvio, nessuno giocherà la propria partita politica personale sulla mia faccia. Non tutti abbiamo sbagliato allo stesso modo. Ma siamo disponibili a dare l’esempio. L’antipolitica siamo noi se non cambiamo. Non dobbiamo continuare a pensare che la battaglia e’ tra la giunta e il consiglio. L’istituzione è una, o c’è consapevolezza di questo, nel rispetto di maggioranza e opposizione, o non c’è n’è per nessuno”.
Quindi le scuse: ”Chiedo scusa a tutti – dice la Polverini – ai cittadini del Lazio, a tutta la politica onesta, alle istituzioni, alle altre regioni, alle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, agli operai della Fiat, ai media e alla mia famiglia. Io non mi voglio vergognare di uscire di casa. Voglio guardare la gente in faccia. Nel tritarifiuti dove qualcuno mi vuole portare non ci sto. Se non c’è alternativa ce ne andiamo tutti a casa: facciamo durare questo consiglio fino a che serve, o usciremo da qui tutti da ex”.
“Voglio chiedere scusa alla mia famiglia, trascinata in gogne mediatiche perché ho messo a disposizione il mio impegno personale per la Regione. Chiedo scusa alla mia famiglia perchè ho dovuto farmi togliere due tumori alla tiroide…. Se c’è da andare a casa ce ne andiamo subito. Purtroppo ho appreso che non può essere immediatamente (riferendosi ai passaggi burocratici in caso di dimissioni, ndr), altrimenti sarei venuta qui in ciabatte e poi me ne sarei andata al mare”.
Google Nexus 7 by Asus – La video recensione di Ivanzeta
Google Nexus 7 by Asus – La video recensione di Ivanzeta:
Dopo un estate piena di lavoro e una breve vacanza, eccomi a proporvi le mie impressioni sul Tablet Google della serie Nexus da 7 pollici.
Per questo primo Tablet , Google non si affida come negli ultimi anni a Samsung nella produzione del suo terminale, ma ad Asus e forse la scelta non è sbagliata considerando l’esperienza nel mondo di questi prodotti della casa Cinese.
Un prodotto per alcuni aspetti molto moderno, come il processore quad core, il display HD e l’ultimissima release di Android Jelly Bean, il tutto ad un prezzo che fa diventare quasi da “fuori mercato” tutti gli altri Tablet .
A voi il video.
Champagne e ostriche: spende Batman, paga la Regione
Champagne e ostriche: spende Batman, paga la Regione:
Franco Fiorito“Poveri noi, povera me che le ostriche le ho mangiate un paio di volte. Ma poveri non solo di portafoglio – neppure mi piacciono così tanto le ostriche -, poveracci nel senso peggiore del termine intendo” … Ecco, pensavo di cominciare questo articolo provocatoriamente proprio così, specificando che la scarsa considerazione per tutti quelli che preferiscono seguire la “gossippata” di ostriche e molluschi, incravattate da Marinella, con le Bmw mentre fanno lo spettacolo a Cinecittà coi vestiti (svestiti) “de Roma antica”.
Ma poi, riflettendoci, mi sono accorta che avrei rischiato di scivolare nell’insulto, e così ho deciso di partire da qui.
La vera informazione, la novità – che nuova forse non è, ma è trasparente – è che qualcuno non sperpera i miei – i tuoi, i nostri, loro – soldi per mangiare le ostriche, con champagne e prelibatezze varie, insomma, non solo roba che noi precari, operai, disoccupati, studenti etc non possiamo permetterci, ma proprio tutto il nostro paniere.
Premessa un pò di storia: intorno alla fine di agosto 2012, precisamente il 20, la prima scossa di terremoto, le aquile dalla vista lunga hanno cominciato a capire da subito (chi rideva e chi tremava), esce un articolo sul Corriere della Sera che titola “Regione Lazio: ai partiti 4 volte più della Camera”, inquietante il contenuto “Contributi ai gruppi consiliari: il confronto con Montecitorio. Numeri finora sconosciuti emersi grazie alla pubblicazione del bilancio sul sito Internet dei Radicali” e cosa troviamo?
Numeri e conti degli stessi Radicali che, per amor di trasparenza – pare che il leader sia irremovibile con “sto vizio” delle cose fatte in chiaro e visibili a tutti – avevano già pubblicato la loro rendicontazione del 2010 e 2011. Numeri a disposizione di tutti, i cittadini che possono accedere e sapere quanto i Radicali hanno ricevuto di contributo da parte della Regione al loro gruppo consiliare, quanto hanno speso in quegli anni in fotocopie e cialde del caffè; mi son convinta a rendere giustizia all’informazione quando nel dettaglio ho trovato addirittura la voce “Pizze e bibite offerte durante le sessioni notturne: euro 95 (per il 2011)”.
Ma come? Niente ostriche e lavorano pure di notte? No, no, non ci sto, non è giusto che accada questo in silenzio mentre la “movida politica” mostra uno dei suoi profili migliori.
Ma cos’è accaduto per avere questo bel finale all’estate torrida del 2012? Il 12 settembre l’agenzia Adnkronos comunica “ … Franco Fiorito (detto “Er Batman”) è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Roma per il reato di peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi del partito…”
Perché manipolare – se questo è davvero avvenuto - 8 milioni di euro di denaro pubblico senza controllo non è cosa buona. C’è di tutto: week end a Porto Cervo, cravatte, ostriche e champagne, bonifici verso conti esteri di Fiorito che con i suoi quasi 2 metri d’uomo aveva portato qualcosa come 126mila voti al PdL. Si è autodimesso dal partito il 14 settembre, nella stessa mattinata c’è stata una visita che la GdF alla sede della Regione. Alla ricerca di documentazione relativa all’inchiesta è stata uno spunto per la decisione di Fiorito.
Ma di questo leggeremo e sentiremo, quel che invece di sospetto si verrà poco a sapere è che grazie a questa mania di trasparenza che Marco Pannella continua a “pretendere”, possiamo sapere chi mangia le ostriche nostre. E qui, finalmente, arriviamo al cuore dell’articolo; proprio nelle scorse ore, commentando un video sull’amnistia (vedi un po’, matrice Radicale, sono recidiva) condiviso da/con Roberto Saviano e un mio precedente approfondimento, un lettore pone un quesito “ma tanto che importa? Noi sappiamo come vanno fatte le cose, noi siamo qui in basso, è chi si trova al vertice che deve dare il buon esempio!”. Ma come? Articoli, radio, siti internet, la possibilità di leggere e ragionare c’è, gli elementi pure, la volontà e la costanza sono altrettanto presenti?
Non esiste l’obbligo di pubblicare i bilanci, ma qualcuno lo fa in totale trasparenza, ci sono politici che durante la campagna elettorale nascondono intere pagine dei loro siti internet eliminando la possibilità di ricevere commenti negativi, ed altri lasciano visibile addirittura il loro numero di telefono, qualcuno ci nasconde le ostriche e altri ci raccontano delle loro “pizzette”… possiamo restare in attesa delle prossime Ansa, attendere quale miss agghinderanno al braccio di Fiorito o dei prossimi che saranno trovati con le mani nella marmellata.
Possiamo fare ipotesi su quanto tutto questo si allargherà. Comportamento che servirà ad alimentare il gossip, utilissimo per venderci altra cartaccia; oppure valutare – ripeto, valutare – una proposta: se fosse possibile avere un approfondimento su quello che è successo, su come si stanno spendendo i nostri soldi e su come, forse, è possibile fare qualcosa per la regione Lazio, per Roma e pure per l’Italia tutta, se fosse addirittura possibile scambiare opinioni, dare un proprio contributo, dire e proporre quello che si ritiene essere utile, chi lo farebbe?
Chi non si metterebbe a confronto e a disposizione? Io, che vorrei prima o dopo dire “finalmente, è tutto chiaro ogni pezzetto di puzzle ha il suo incastro perfetto” cerco di leggere moltissimo, ragionare con la mia testa e confrontarmi con chi ha visto e fatto qualcosa più di me.
Sabato 15 settembre, a Roma in piazza Farnese, “Roma si muove” ha proposto 8 referendum: certo è una possibilità che ora hanno i romani ma per gli altri ci sono sempre le riflessioni libere da ogni “brillantino”; temi come la Giustizia, Legalità, Diritto di Famiglia, Ambiente, Carceri, Amnistia etc non possono essere trattati pasteggiando ad ostriche e champagne, si addice di più una pizzetta, ergo “occhio alla spesa!”
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Indagato Fiorito, capogruppo Pdl al Consiglio del Lazio: soldi pubblici per feste a Cinecittà, cene e mega-regali
Franco Fiorito
Ma poi, riflettendoci, mi sono accorta che avrei rischiato di scivolare nell’insulto, e così ho deciso di partire da qui.
La vera informazione, la novità – che nuova forse non è, ma è trasparente – è che qualcuno non sperpera i miei – i tuoi, i nostri, loro – soldi per mangiare le ostriche, con champagne e prelibatezze varie, insomma, non solo roba che noi precari, operai, disoccupati, studenti etc non possiamo permetterci, ma proprio tutto il nostro paniere.
Premessa un pò di storia: intorno alla fine di agosto 2012, precisamente il 20, la prima scossa di terremoto, le aquile dalla vista lunga hanno cominciato a capire da subito (chi rideva e chi tremava), esce un articolo sul Corriere della Sera che titola “Regione Lazio: ai partiti 4 volte più della Camera”, inquietante il contenuto “Contributi ai gruppi consiliari: il confronto con Montecitorio. Numeri finora sconosciuti emersi grazie alla pubblicazione del bilancio sul sito Internet dei Radicali” e cosa troviamo?
Numeri e conti degli stessi Radicali che, per amor di trasparenza – pare che il leader sia irremovibile con “sto vizio” delle cose fatte in chiaro e visibili a tutti – avevano già pubblicato la loro rendicontazione del 2010 e 2011. Numeri a disposizione di tutti, i cittadini che possono accedere e sapere quanto i Radicali hanno ricevuto di contributo da parte della Regione al loro gruppo consiliare, quanto hanno speso in quegli anni in fotocopie e cialde del caffè; mi son convinta a rendere giustizia all’informazione quando nel dettaglio ho trovato addirittura la voce “Pizze e bibite offerte durante le sessioni notturne: euro 95 (per il 2011)”.
Ma come? Niente ostriche e lavorano pure di notte? No, no, non ci sto, non è giusto che accada questo in silenzio mentre la “movida politica” mostra uno dei suoi profili migliori.
Ma cos’è accaduto per avere questo bel finale all’estate torrida del 2012? Il 12 settembre l’agenzia Adnkronos comunica “ … Franco Fiorito (detto “Er Batman”) è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Roma per il reato di peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi del partito…”
Perché manipolare – se questo è davvero avvenuto - 8 milioni di euro di denaro pubblico senza controllo non è cosa buona. C’è di tutto: week end a Porto Cervo, cravatte, ostriche e champagne, bonifici verso conti esteri di Fiorito che con i suoi quasi 2 metri d’uomo aveva portato qualcosa come 126mila voti al PdL. Si è autodimesso dal partito il 14 settembre, nella stessa mattinata c’è stata una visita che la GdF alla sede della Regione. Alla ricerca di documentazione relativa all’inchiesta è stata uno spunto per la decisione di Fiorito.
Ma di questo leggeremo e sentiremo, quel che invece di sospetto si verrà poco a sapere è che grazie a questa mania di trasparenza che Marco Pannella continua a “pretendere”, possiamo sapere chi mangia le ostriche nostre. E qui, finalmente, arriviamo al cuore dell’articolo; proprio nelle scorse ore, commentando un video sull’amnistia (vedi un po’, matrice Radicale, sono recidiva) condiviso da/con Roberto Saviano e un mio precedente approfondimento, un lettore pone un quesito “ma tanto che importa? Noi sappiamo come vanno fatte le cose, noi siamo qui in basso, è chi si trova al vertice che deve dare il buon esempio!”. Ma come? Articoli, radio, siti internet, la possibilità di leggere e ragionare c’è, gli elementi pure, la volontà e la costanza sono altrettanto presenti?
Non esiste l’obbligo di pubblicare i bilanci, ma qualcuno lo fa in totale trasparenza, ci sono politici che durante la campagna elettorale nascondono intere pagine dei loro siti internet eliminando la possibilità di ricevere commenti negativi, ed altri lasciano visibile addirittura il loro numero di telefono, qualcuno ci nasconde le ostriche e altri ci raccontano delle loro “pizzette”… possiamo restare in attesa delle prossime Ansa, attendere quale miss agghinderanno al braccio di Fiorito o dei prossimi che saranno trovati con le mani nella marmellata.
Possiamo fare ipotesi su quanto tutto questo si allargherà. Comportamento che servirà ad alimentare il gossip, utilissimo per venderci altra cartaccia; oppure valutare – ripeto, valutare – una proposta: se fosse possibile avere un approfondimento su quello che è successo, su come si stanno spendendo i nostri soldi e su come, forse, è possibile fare qualcosa per la regione Lazio, per Roma e pure per l’Italia tutta, se fosse addirittura possibile scambiare opinioni, dare un proprio contributo, dire e proporre quello che si ritiene essere utile, chi lo farebbe?
Chi non si metterebbe a confronto e a disposizione? Io, che vorrei prima o dopo dire “finalmente, è tutto chiaro ogni pezzetto di puzzle ha il suo incastro perfetto” cerco di leggere moltissimo, ragionare con la mia testa e confrontarmi con chi ha visto e fatto qualcosa più di me.
Sabato 15 settembre, a Roma in piazza Farnese, “Roma si muove” ha proposto 8 referendum: certo è una possibilità che ora hanno i romani ma per gli altri ci sono sempre le riflessioni libere da ogni “brillantino”; temi come la Giustizia, Legalità, Diritto di Famiglia, Ambiente, Carceri, Amnistia etc non possono essere trattati pasteggiando ad ostriche e champagne, si addice di più una pizzetta, ergo “occhio alla spesa!”
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Monti stoppa il registro tumori in Campania
Monti stoppa il registro tumori in Campania:
Mario MontiLa legge regionale per l’istituzione del registro dei tumori della Campania, partorita lo scorso 13 Giugno, è stata impugnata, quindi bloccata, dal Consiglio dei Ministri dinanzi alla Corte Costituzionale. Motivazione? La legge contiene alcune disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario.
Tradotto in soldoni, costa troppo per una Regione in deficit. Il provvedimento garantiva finanziamenti certi e non stornabili alle ASL per istituire un registro che mettesse in rete i dati sull’incidenza delle patologie tumorali, coprendo tutta la regione oltre la quarantina di comuni finora inclusi.
Con questa legge la Campania si avviava a colmare finalmente una lacuna gravissima per un territorio particolarmente inquinato come quello tra il Napoletano e il Casertano, inquinato da sversamenti abusivi di ogni tipo.
Il registro avrebbe dovuto consentire di poter mettere in relazione eventuali impennate dei casi di cancro con l’esposizione di ipotetici fattori di rischio, come la presenza di discariche illecite o lo smaltimento di liquidi tossici. Passaggio fondamentale per poi definire politiche di prevenzione e di bonifica. Il tutto sotto il coordinamento delle ASL e dell’Istituto Tumori Pascale.
E così la Campania, la regione pattumiera delle industrie del Nord-Italia ma non solo, resta l’unica senza il prezioso registro. Nell’articolo del 13 Giugno si sperava di evitare nuove beffe dopo l’esito del processo “Cassiopea”. Cos’altro deve accadere affinché i campani siano protetti da leggi e bonifiche dei territori? Evidentemente il popolo campano deve rientrare velocemente dal deficit sanitario prima di non poterlo più fare. Prima i bilanci e poi le vite umane?
Siamo di fronte a dinamiche perverse e silenziose alle quali la gente non può più sottostare. L’azione del Governo Monti, per quanto lecita, è delittuosa dal punto di vista etico e morale e non può passare inosservata.
Già preannunciata una immediata reazione: Lunedì 17 alle ore 13 si terrà una catena umana di cittadini e medici davanti all’Istituto Pascale. E la vergogna continua!
Clicca qui per vedere il video incorporato.
La legge regionale contro i tumori impugnata dal Consiglio dei Ministri: “costa troppo per la Regione Campania”. La spending review conta più del diritto alla salute? Prima i bilanci e poi le vite umane?
Mario Monti
Tradotto in soldoni, costa troppo per una Regione in deficit. Il provvedimento garantiva finanziamenti certi e non stornabili alle ASL per istituire un registro che mettesse in rete i dati sull’incidenza delle patologie tumorali, coprendo tutta la regione oltre la quarantina di comuni finora inclusi.
Con questa legge la Campania si avviava a colmare finalmente una lacuna gravissima per un territorio particolarmente inquinato come quello tra il Napoletano e il Casertano, inquinato da sversamenti abusivi di ogni tipo.
Il registro avrebbe dovuto consentire di poter mettere in relazione eventuali impennate dei casi di cancro con l’esposizione di ipotetici fattori di rischio, come la presenza di discariche illecite o lo smaltimento di liquidi tossici. Passaggio fondamentale per poi definire politiche di prevenzione e di bonifica. Il tutto sotto il coordinamento delle ASL e dell’Istituto Tumori Pascale.
E così la Campania, la regione pattumiera delle industrie del Nord-Italia ma non solo, resta l’unica senza il prezioso registro. Nell’articolo del 13 Giugno si sperava di evitare nuove beffe dopo l’esito del processo “Cassiopea”. Cos’altro deve accadere affinché i campani siano protetti da leggi e bonifiche dei territori? Evidentemente il popolo campano deve rientrare velocemente dal deficit sanitario prima di non poterlo più fare. Prima i bilanci e poi le vite umane?
Siamo di fronte a dinamiche perverse e silenziose alle quali la gente non può più sottostare. L’azione del Governo Monti, per quanto lecita, è delittuosa dal punto di vista etico e morale e non può passare inosservata.
Già preannunciata una immediata reazione: Lunedì 17 alle ore 13 si terrà una catena umana di cittadini e medici davanti all’Istituto Pascale. E la vergogna continua!
Clicca qui per vedere il video incorporato.
16 settembre 2012
Democrazia va cercando, ch'è sì cara
Democrazia va cercando, ch'è sì cara:

Ci sono una, cento, mille democrazie. C'è quella "tradizionale" alla Martin Schultz che non si discute e non si cambia. C'è la democrazia dei "nominati" da pochi segretari di partito in Parlamento, sottratto democraticamente alla volontà popolare. C'è la democrazia scolpita nel nome del partito, affinché non ci siano dubbi sulla sua democraticità interna e esterna e tangenziale, come ad esempio per il Partito DEMOCRATICO. Il più grande partito (in termini soltanto numerici, intendiamoci) mai esistito in Italia, è stata la DEMOCRAZIA cristiana di cui è erede la cuffariana Unione dei DEMOCRATICI Cristiani e di Centro che usa la parola democrazia per depistare. Insomma, la parola democrazia è come il sale, meglio metterne un po' nelle pietanze, se poi il cibo è disgustoso, allora bisogna abbondare per nascondere il sapore. Quel sapore di marcio, di presa per i fondelli di chi, mentre afferma una cosa, fa esattamente il contrario. In Italia la volontà popolare è negata dai partiti. Persino i risultati dei referendum, come quelli per l'abolizione dei finanziamenti pubblici e del nucleare, sono stati ignorati. La proposta di legge popolare "Parlamento Pulito" per un massimo di due mandati, l'elezione diretta del candidato senza condanne giace negli scantinati del Senato da cinque anni.Questa è democrazia?
Va detto però che il problema della democrazia partecipata, diretta, quella senza aggettivi, è stato finalmente affrontato dai partiti e dai giornalisti democratici. Meglio tardi che mai. Il primo (e unico) imputato è il MoVimento 5 Stelle accusato da settimane di mancanza di democrazia (e per qualcuno anche di fascismo). In effetti il M5S è sovversivo, vuole introdurre il referendum propositivo senza quorum, l'elezione diretta del candidato, l'obbligatorietà della discussione delle leggi popolari con voto palese in Parlamento, la conferma referendaria, inserita in Costituzione, di ogni cambiamento della legge elettorale , l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Si dirà che questo è tutto fumo negli occhi per evitare di parlare di mancanza di "democrazia interna". Parliamone. Le liste dei candidati regionali e comunali sono definite in autonomia sul territorio, il programma è deciso da loro, il voto in consiglio è dato sempre in piena libertà. I sopracciò della democrazia, i giornalisti grandi firme giustamente rilevano che si può e si deve fare meglio. Gridano al centralismo democratico che conoscono tanto béééééne. E la piattaforma, i candidati, le politiche .... ? C'è un deficit di democrazia, un principio evidente di ducismo, un accentramento intollerabile. Il M5S non può sottrarsi al confronto!
Per le prossime elezioni politiche i candidati del M5S saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Rete. In modo trasparente. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.
Ci sono una, cento, mille democrazie. C'è quella "tradizionale" alla Martin Schultz che non si discute e non si cambia. C'è la democrazia dei "nominati" da pochi segretari di partito in Parlamento, sottratto democraticamente alla volontà popolare. C'è la democrazia scolpita nel nome del partito, affinché non ci siano dubbi sulla sua democraticità interna e esterna e tangenziale, come ad esempio per il Partito DEMOCRATICO. Il più grande partito (in termini soltanto numerici, intendiamoci) mai esistito in Italia, è stata la DEMOCRAZIA cristiana di cui è erede la cuffariana Unione dei DEMOCRATICI Cristiani e di Centro che usa la parola democrazia per depistare. Insomma, la parola democrazia è come il sale, meglio metterne un po' nelle pietanze, se poi il cibo è disgustoso, allora bisogna abbondare per nascondere il sapore. Quel sapore di marcio, di presa per i fondelli di chi, mentre afferma una cosa, fa esattamente il contrario. In Italia la volontà popolare è negata dai partiti. Persino i risultati dei referendum, come quelli per l'abolizione dei finanziamenti pubblici e del nucleare, sono stati ignorati. La proposta di legge popolare "Parlamento Pulito" per un massimo di due mandati, l'elezione diretta del candidato senza condanne giace negli scantinati del Senato da cinque anni.Questa è democrazia?
Va detto però che il problema della democrazia partecipata, diretta, quella senza aggettivi, è stato finalmente affrontato dai partiti e dai giornalisti democratici. Meglio tardi che mai. Il primo (e unico) imputato è il MoVimento 5 Stelle accusato da settimane di mancanza di democrazia (e per qualcuno anche di fascismo). In effetti il M5S è sovversivo, vuole introdurre il referendum propositivo senza quorum, l'elezione diretta del candidato, l'obbligatorietà della discussione delle leggi popolari con voto palese in Parlamento, la conferma referendaria, inserita in Costituzione, di ogni cambiamento della legge elettorale , l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Si dirà che questo è tutto fumo negli occhi per evitare di parlare di mancanza di "democrazia interna". Parliamone. Le liste dei candidati regionali e comunali sono definite in autonomia sul territorio, il programma è deciso da loro, il voto in consiglio è dato sempre in piena libertà. I sopracciò della democrazia, i giornalisti grandi firme giustamente rilevano che si può e si deve fare meglio. Gridano al centralismo democratico che conoscono tanto béééééne. E la piattaforma, i candidati, le politiche .... ? C'è un deficit di democrazia, un principio evidente di ducismo, un accentramento intollerabile. Il M5S non può sottrarsi al confronto!
Per le prossime elezioni politiche i candidati del M5S saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Rete. In modo trasparente. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.
Samsung sfida iPhone 5 in una nuova pubblicità
Samsung sfida iPhone 5 in una nuova pubblicità:

Fortunatamente, la sfida tra Apple e Samsung non si svolge solamente nei tribunali di mezzo mondo, ma anche nei negozi; se ad agosto, almeno per quanto riguarda gli USA, il Galaxy S III è stato decisamente il più venduto, l’ago della bilancia potrebbe presto puntare dalla parte della mela morsicata con l’arrivo del nuovo iPhone.
(Continua...)
Leggi il resto di Samsung sfida iPhone 5 in una nuova pubblicità
Fortunatamente, la sfida tra Apple e Samsung non si svolge solamente nei tribunali di mezzo mondo, ma anche nei negozi; se ad agosto, almeno per quanto riguarda gli USA, il Galaxy S III è stato decisamente il più venduto, l’ago della bilancia potrebbe presto puntare dalla parte della mela morsicata con l’arrivo del nuovo iPhone.
(Continua...)
Leggi il resto di Samsung sfida iPhone 5 in una nuova pubblicità
14 settembre 2012
M5S Toscana: Zero PriVilegi in Consiglio Regionale
M5S Toscana: Zero PriVilegi in Consiglio Regionale:

"In questi giorni i media sono impegnati ad analizzare puntigliosamente ogni accadimento che coinvolge il MoVimento 5 Stelle; siamo dunque orgogliosi di poter annunciare a tutti i cittadini della Toscana che i gruppi a 5 Stelle della loro regione hanno raggiunto l'obiettivo della raccolta firme per presentare la proposta di legge regionale denominata "Zero PriVilegi" che mira ad abbattere i privilegi della politica in Regione ed i relativi costi per un risparmio annuo di 4,5 milioni di euro. La legge propone infatti di tagliare la retribuzione dei consiglieri regionali attraverso la diminuzione dell'indennità di carica e di funzione e l'abolizione dell'indennità di fine mandato, del trattamento di missione, della diaria e del rimborso spese di trasporto. I moduli, con le migliaia di firme raccolte (ben oltre la necessaria soglia di legge) saranno consegnate all'ufficio competente della Regione il giorno 17 settembre 2012, alle ore 9:30. Nell'occasione attivisti e simpatizzanti si ritroveranno davanti al palazzo del Consiglio Regionale, a Firenze, per festeggiare il successo dell'iniziativa e ricordare a tutti i consiglieri regionali, i quali si troveranno presto a discuterla, che sono i cittadini a decidere del loro futuro tramite la democrazia dal basso, diretta e partecipativa e non i vari partiti politici. La stampa tutta è invitata a partecipare." MoVimento 5 Stelle Toscana
"In questi giorni i media sono impegnati ad analizzare puntigliosamente ogni accadimento che coinvolge il MoVimento 5 Stelle; siamo dunque orgogliosi di poter annunciare a tutti i cittadini della Toscana che i gruppi a 5 Stelle della loro regione hanno raggiunto l'obiettivo della raccolta firme per presentare la proposta di legge regionale denominata "Zero PriVilegi" che mira ad abbattere i privilegi della politica in Regione ed i relativi costi per un risparmio annuo di 4,5 milioni di euro. La legge propone infatti di tagliare la retribuzione dei consiglieri regionali attraverso la diminuzione dell'indennità di carica e di funzione e l'abolizione dell'indennità di fine mandato, del trattamento di missione, della diaria e del rimborso spese di trasporto. I moduli, con le migliaia di firme raccolte (ben oltre la necessaria soglia di legge) saranno consegnate all'ufficio competente della Regione il giorno 17 settembre 2012, alle ore 9:30. Nell'occasione attivisti e simpatizzanti si ritroveranno davanti al palazzo del Consiglio Regionale, a Firenze, per festeggiare il successo dell'iniziativa e ricordare a tutti i consiglieri regionali, i quali si troveranno presto a discuterla, che sono i cittadini a decidere del loro futuro tramite la democrazia dal basso, diretta e partecipativa e non i vari partiti politici. La stampa tutta è invitata a partecipare." MoVimento 5 Stelle Toscana
Iscriviti a:
Commenti (Atom)